GUBBIO: GORACCI INDICA LE PRIORITA’ PER LA CITTA’ DI GUBBIO IN VISTA DELL’ INCONTRO MARINI – D’ALESSANDRO

Orfeo Goracci
Orfeo Goracci
Orfeo Goracci

(umbriajournal.com) GUBBIO – Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) elenca, in vista dell’incontro tra la presidente della Regione Catiuscia Marini e il commissario del Comune di Gubbio, Maria Luisa D’Alessandro, le priorità per il futuro della città di Gubbio. Secondo Goracci molti di questi interventi, relativi a viabilità, cultura, e tutela ambientale, potrebbero essere sostenuti con i fondi europei.
– Superare l’isolamento viario,completare i due piani urbanistici complessi, puntare sulla filiera turismo – ambiente – cultura, investire nei beni culturali e mettere a valore i fondi comunitari di cui l’Umbria può disporre. Sono queste “le priorità per la città di Gubbio”, che il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) indica in vista dell’incontro (previsto per domani) tra la presidente della Regione Catiuscia Marini e il commissario straordinario del Comune di Gubbio, Maria Luisa D’Alessandro.

Il commissariato: Goracci ricostruisce le motivazioni che hanno portato al commissariamento, affermando che “ciò è dipeso dalla totale incapacità, politica e governativa, dell’ultimo sindaco e della sua maggioranza. È in atto una sorta di guerra interna al PD eugubino che non lascia intravedere grandi prospettive per il Comune. La programmazione tanto sbandierata dalla Giunta Guerrini per ora non ha portato ad altro che alla devastazione e alla desertificazione della città: scappato Don Matteo, fuggita la Lumsa, sparito il Rally, inutilizzato il teatro Romano per la stagione di prosa, nessuna iniziativa culturale degna della storia cittadina. È stata inoltre prevista la realizzazione di tre o quattro centri commerciali fuori dal centro storico e due o tre addirittura fuori dalla circonvallazione.

Le priorità per Gubbio: secondo Goracci sarebbe necessario superare l’isolamento viario della città (completamento della ss 219 da Mocaiana a Montecorona e della Perugia-Ancona, adeguamento della strada della Contessa, per il quale c’è già il progetto donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio), modificare i progetti per la linea ferroviaria ad alta velocità (facendola passare per Fossato di Vico e per l’aeroporto regionale), completare il Piano urbanistico comunale n.1 (quello della palestra di S. Pietro, per il quale mancano poche centinaia di migliaia di euro e già vendere garage e spazi commerciali aiuterebbe a completare un’opera che metterebbe a disposizione di residenti e visitatori oltre 300 posti auto all’interno del centro storico, a cinquanta metri da Corso Garibaldi) e dare il via libera al Puc n.2 per il vecchio ospedale (esiste un progetto approvato dal gruppo Ds e da associazioni cittadine, già finanziato dalla Regione per sei milioni e mezzo di euro), potenziare i servizi, a partire da quelli sanitari, di una zona che soffre in partenza di una condizione di oggettiva marginalità. Andrebbe poi valorizzata la filiera ambiente-cultura-turismo, puntando sulle eccellenze eugubine: la Festa dei Ceri (da portare ad essere riconosciuta come patrimonio dell’Umanità, terminando un percorso che era già molto avanzato), la Gola del Bottaccione, il Parco della Vittorina (legato al percorso francescano).

Istituire la sede regionale dell’Istituto del Folklore, recuperare casali storici, pievi e abazie per attività culturali e turistico-ricettive, creare un percorso ciclabile in un ambiente ancora integro come quello della vecchia ferrovia. Una serie di interventi, rimasti in sospeso perché non finanziati o non completamente finanziati, potrebbero poi riguardare le pareti della gola del Bottaccione, l’eremo di S. Ambrogio, la Chiesa di S.Croce, il Palazzo dei Consoli e il complesso di Piazza e Palazzo Pretorio, le mura urbiche e la porta di S.Ubaldo, Piazza 40 martiri e il Camminamento lungo il greto de Camignano”.

I fondi comunitari: il consigliere regionale auspica infine che la presidente Marini, “profonda conoscitrice delle politiche europee,comprenda che tutte le opere menzionate possono essere finanziate con il Piano strategico regionale 2014/20. È evidente che, se la filiera Ambiente, Cultura e Turismo può e deve essere la prospettiva di sviluppo per Gubbio e l’Alto Chiascio, è prioritario negare con forza l’utilizzazione dei cementifici per bruciare i rifiuti (Css è un altro nome dato ad arte, ma di rifiuti si tratta). Far diventare Gubbio la pattumiera del Centro Italia sarebbe un colpo mortale non solo per la città, ma per l’Umbria tutta. Sempre dai fondi europei e dalle pressioni sul Governo (che in tanti sostengono) – conclude – devono arrivare impegni concreti per risolvere le situazioni di crisi industriali e occupazionali più acute a cominciare da Merloni e Indesit”.

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