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Gubbio – Commissariato l’Ente, si pensa al futuro

guerrini(umbriajournal.com) GUBBIO – Il Comune di Gubbio verrà commissariato! La decisione arriva dal consiglio comunale riunito a Palazzo Pretorio e dopo che il presidente del consiglio Gianni Pecci (al termine del secondo appello nominale) ha dichiarato tolta la seduta per mancanza del numero legale in aula. Al momento del secondo appello, infatti, erano presenti (oltre al sindaco e a Pecci) soltanto i consiglieri Renzo Menichetti, Gianni Francioni, Alessia Tasso, Gabriele Cerbella, Stefano Ceccarelli, Aldo Cacciamani e Michele Sarli.

Il sindaco, Diego Guerrini, ha lasciat ola sala del consiglio comunale  alle ore 16 e 6 minuti per dirigersi verso il suo ufficio. Sul tavolo della giunta gli sedevano accanto il vice sindaco Fabrizio Palazzari e l’assessore Virna Venerucci: assenti gli altri due assessori di giunta Marco Bellucci e Giuseppe Merli. Prima dei due appelli nominali il clima, all’interno di palazzo Pretorio, è di generale attesa. Ma la pubblicazione del comunicato stampa dei socialisti, che annunciano ufficialmente la loro volontà di non partecipare ai lavori del consiglio comunale, suona come l’ultimo atto di sficucia politica nei confronti del sindaco e dell’amministrazione comunale.

I componenti del gruppo consiliare socialista scrivono: “Ci asteniamo dai lavori di questa assise Comunale per un chiaro ed evidente segnale politico, scusandosi con tutti gli eugubini per la situazione che si è venuta a creare, verso i quali cercheremo nei prossimi giorni di dare le nostre semplici ed umili spiegazioni. Il gruppo socialista ha più volte sollecitato questa amministrazione ad un forte cambio di passo nell’azione amministrativa e soprattutto nei comportamenti, purtroppo alle grandi enunciazioni non sono seguiti i fatti quindi, con grande senso di responsabilità nei confronti della città che ha fortemente bisogno di una politica di idee in grado di amministrare un città importante come la nostra Gubbio, il gruppo socialista conferma la posizione già espressa nell’ultimo consiglio comunale”.

Tra il pubblico presente in sala vi sono, come al solito, dirigenti comunali e attivisti di partito, giornalisti, ex consiglieri comunali e dirigenti politici. Chiediamo un commento al pesidente Gianni Pecci, ma ci risponde che non rilascerà dichiarazioni fino al termine del mandato da presidente del consiglio comunale. Mentre Pavilio Lupini (Sel) afferma: “Si tratta di un epilogo inevitabile. Di un fallimento amministrativo sotto gli occhi di tutti”. Altri esponenti politici commentano l’oramai inevitabile commissariamento del Comune di Gubbio, rimproverando al sindaco di non essersi “fermato prima”. “Il sindaco – spiega un attivista politico – doveva evitare di esporre se stesso, e la carica istituzionale che ricopre, a questo ulteriore pronunciamento negativo del consiglio comunale”.

Poco prima del secondo appello nominale, un anziano signore inizia a discutere animatamente in aula, dichirandosi assolutamente contrario al commissariamento dell’Ente. “Si doveva fare di più – spiega a chi lo ascolta e a qualche consigliere di maggioranza – è una vergogna”. Chiediamo un parere anche al giornalista (ed ex candidato alla Camera dei Deputati) Daniele Morini. “Due anni fa – dichiara Morini – l’alleanza Pd-Rifondazione comunista era stata presentata come – prendo in prestito l’espressione – una ‘gioiosa macchina da guerra’. Anche se le incongruenze si vedevano fin dall’inizio, nonostante i proclami della campagna elettorale 2011. Poi – infatti – si è visto cosa è accaduto in realtà. E ora è davvero paradossale che, in contemporanea, si ‘celebrino’ a Gubbio la conclusione di una esperienza amministrativa fallimentare e, nelle aule giudiziarie perugine, i procedimenti dell’inchiesta ‘Trust’. Nessuna valutazione di merito, solo la sottolineatura di corsi e ricorsi di storia recente e contemporanea.

Mai come in questo momento – e lo dico da semplice ‘osservatore’ – credo ci siano le condizioni ottimali per favorire un’alternanza di governo cittadino, per la prima volta nel dopoguerra. E non parlo di alternanza tra sinistra e destra. Parlo del bisogno estremo di sostituire chi guarda solo a interessi di pochi e beghe di bottega con chi, invece, è sinceramente interessato ai destini di questa città e di tutti gli eugubini. Ci vuole gente di buona volontà, di specchiata moralità, con competenze indiscusse e capacità dimostrate in campo professionale. Gente in grado di dialogare, di ascoltare, di mettersi insieme e riprogettare dalle fondamenta il futuro di Gubbio. Non possiamo aspettare oltre: tutti noi abbiamo bisogno di futuro e di prospettiva”.

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