Giulietti al Tavolo nazionale dei Contratti di Fiume

foto intervento Giulietti tavolo contratti di fiumeL’on. Giampiero Giulietti ha partecipato a Milano al X Tavolo nazionale dei Contratti di fiume che si è tenuto a Milano. “Il primo Tavolo dei Contratti di fiume nasce il 4 aprile 2008 ad Umbertide come gruppo di coordinamento delle Agende 21 locali italiane. Insieme all’arch. Massimo Bastiani (coordinatore del tavolo nazionale dei Contratti di fiume) decidemmo di lanciare questa sfida. – ha affermato – Oggi è un’occasione importante per scambiarci e confrontare le esperienze di buona governance. In Umbria due sono le esperienze dei contratti di fiume avviate grazie al coinvolgimento di attori pubblici e privati:
1- il Contratto dell’Area Topino-Marroggia-Clitunno, che nasce su iniziativa dei sindaci del Consorzio Bonifica Umbra che nel 2013 chiesero alla Regione Umbria l’attivazione di un tavolo per l’avvio della contrattazione;
2- il Contratto del Paglia, dove gli attori in campo hanno avuto la capacità di riunire in un tavolo dedicato alla governance e alle politiche locali realtà umbre, toscane e del Lazio superando i confini amministrativi per una politica realmente integrata.
Oltre ai contratti di paesaggio del lago Trasimeno e dell’area montana del Folignate, sul fiume Tevere, considerando che è una direttrice fondamentale dell’Umbria e che l’attraversa longitudinalmente, un contratto vero e proprio non è stato ancora costruito e su questo tutti insieme dovremo lavorare.
Il Contratto di fiume può essere, anche alla luce della discussione del X Tavolo nazionale dei Contratti di fiume, uno strumento per reagire al diffondersi del dissesto idrogeologico e della precarietà del territorio e per tutelare gli ecosistemi acquatici e gli habitat. Come emerge dalle bozze del Collegato ambientale di prossima emanazione, i Contratti di fiume vengono riconosciuti come strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia del rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale di tale aree. Insomma un vero e proprio Patto tra più attori che pone al centro la tutela di un bene collettivo.
Ad oggi registriamo che certamente le leggi di settore non sono sufficienti alla realizzazione di un’efficace azione di tutela dei corsi d’acqua e che occorre un’integrazione vera tra le politiche di gestione delle acque e le politiche agricole, energetiche, etc., e questo seguendo anche le indicazioni del Piano della salvaguardia delle risorse idriche europee (14 novembre 2012); quindi servono politiche integrate e maggiore coinvolgimento dei cittadini e delle forze produttive presenti sul territorio. Questi gli obbiettivi verso i quali indirizzare l’impegno del Parlamento”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*