Gianluca Schippa (Umbria più Uguale): “Lo sport per i cittadini, un diritto non un privilegio”

Gianluca Schippa-

La timida, anche se importante, iniziativa della Regione Umbria per quanto riguarda l’attività motoria nelle scuole elementari, da settembre saranno coinvolte le prime e le seconde, è un primo passo verso quel rapporto che le istituzioni del mondo sportivo ed amministrativo, locale regionale e nazionale, devono tenere con i cittadini partendo dalle scuole fino alla promozione e pratica sportiva degli adulti comprese terza e quarta età. Il progetto della Regione Umbria prevede l’interessamento degli assessorati alla sanità, sport, agricoltura, scuola in collaborazione con il Coni regionale, Comitato Paralimpico, ed ovviamente l’istituzione scuola. Non c’è una buona scuola senza una adeguata attività motoria nelle primarie; ed un avviamento alla pratica sportiva nelle secondarie e superiori. Su questi aspetti il Governo Renzi incontra delle grosse difficoltà ad andare avanti delegando, come quasi sempre è stato fatto in questo Paese, il tutto, o quasi, al Coni. Coni che in Italia, tranne la parentesi Ministro Giovanna Melandri, funziona come se fosse un ministero (unico paese al mondo). Senza il Coni nulla si può fare per lo sport. Invece il Coni era nato esclusivamente per organizzare le Olimpiadi e per aiutare le Federazioni e società sportive a selezionare i futuri campioni nelle varie discipline. Ecco che allora ci ritroviamo con una scarsa politica verso gli Enti di Promozione Sportiva che invece stanno lavorando come pochi per il sociale, le stesse società sportive aderenti alle Federazioni vivono sopratutto dei soldi che erogano i genitori se vogliono mandare i propri figli a praticare sport. Insomma in Italia non esiste una vera e propria politica sportiva a vantaggio dei cittadini tanto da farci questa domanda: ma lo sport per i cittadini italiani è un privilegio, od un diritto?
Interrogativo alla quale solo la politica può rispondere partendo da quello che esiste già e capire dove davvero manca il supporto della politica stessa. Inutile dire che lo sport fa bene e risparmiare soldi alla sanità se:
1° Non esiste una serie programmazione nelle scuola, attività motoria e pratica sportiva.
2° Non esiste una legge in Italia che riconosca lo Sport di Cittadinanza.
3° Se i ragazzi che si avvicinano alla pratica sportiva, che in Italia sono meno del 50%, (i dati cambiano tra Nord 70% e Sud 30%), e dai 15-18 anni la metà di questi abbandona riducendo al 25% i giovani che praticano sport attivo.
4° Se il vero investimento per lo sport in Italia esce per l’80% dalle tasche dei genitori, il 13% dal professionismo ed il 7% dalle istituzioni, Comuni, Regioni, Stato.

5° La lotta al doping non può essere raccontata attraverso gli scandali che ci propongono giornalmente i media, ma deve diventare una materia di insegnamento scolastico. Almeno un’ora alla settimana.

6° L’impiantistica sportiva, quella pubblica, deve essere utilizzata anche dalle scuole secondo un nuovo progetto scolastico sulla pratica sportiva.
7° Occorre maggiore trasparenza nell’assegnazione dei contributi sia per l’impiantistica sportiva che per l’assegnazione dei contributi alla società sportive ed agli eventi sportivi. Troppo spesso si ripresentano i soliti noti.
8° Portare a due mandati le presidenze del Coni, Federazioni ed Enti di Promozione sportiva. Ci sono realtà con presidenze che superano il quarto di secolo. Anche in Umbria. Eppure le legge esiste.
9° La Regione Umbria si deve dotare di una consulta che deve riunirsi periodicamente (no una volta all’anno) per verificare se lo sport viene gestito dietro un progetto prima condiviso dalle varie forze politiche ed istituzionali. Maggioranza e minoranza.

10° Lo sport come inclusione sociale per le famiglie più povere, gli extra comunitari, le persone con disabilità. Questo deve essere al primo posto di un disegno di legge della futura Regione Umbria.

In definitiva, lo sport non è solo Coni, Federazioni, Società Sportive, ma è un argomento che riguarda tutta la cittadinanza, nessuno escluso, e quindi tutte le istituzioni ed i partiti che non possono servirsi dello sport solo nel periodo elettorale. Il progetto delle attività motorie nelle scuole elementare avviato dalla Regione Umbria, di cui all’inizio, va nella direzione giusta.

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