Giampiero Tamburi (Realtà popolare Perugia): “Alla ricerca del moderato perduto”

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Giampiero Tamburi (Realtà popolare Perugia): “Alla ricerca del moderato perduto”

Alla ricerca del “moderato perduto”. Evidentemente in autunno, oltre che alla ricerca dei funghi, si va anche a quella dei “moderati” e come si sta vedendo, sono molti i cercatori! La prima squadra all’opera l’abbiamo vista il 30 ottobre scorso, in quel dell’hotel Plaza a Perugia. Con il nome di “Movimento x Umbria” hanno espresso la volontà di chiamare a raccolta tutti quei moderati che si ritrovano nelle posizioni centriste, prendendo le distanze dall’estremismo della Lega da una parte, il M5S dall’altra e, come se volessero tagliare a fette il PD, epurandolo della parte della sinistra in quanto espressione del vecchio partito comunista, essere interessati solo all’ideologia che forma il suo centro.

In pratica, impastando tutto in una forma nuova, dare vita a a quel partito che ha governato il nostro Paese per più di mezzo secolo e che, dopo aver commesso tanti errori, è finita miseramente sbranata e fatta a pezzi e sparsa per tutta la, così detta, seconda Repubblica: la Democrazia Cristiana! In seconda battuta vedremo, il 7 Dicembre, il quel dell’Hotel Sangallo l’altra squadra di cercatori che, sotto il nome “Moderati Italiani – Lista civica; Movimento civico per l’Italia”, suonerà le proprie trombe per chiamare a raccolta gli stessi “moderati” ma, questa volta, considerandoli di destra e volendoli porre sotto l’ala del consigliere, nonché capogruppo portavoce della destra in Consiglio regionale.

Cercare i cosi detti “moderati”? È solo un bluff! È, in sostanza, una “fregnaccia” bella e buona, se la intendiamo come l’aggregazione di una idea da portare avanti politicamente. Serve solo a giustificare la costruzione di gruppi e liste a scopi di pura ricerca dei consensi nelle votazioni per i rinnovi dei consigli regionali e comunali (vedasi in rinnovo di quello di Assisi del Maggio del 2016).

Chi va cercando di organizzare i “moderati” va cercando strade che, sicuramente, non migliorano la fiducia che molti cittadini, hanno perso per chi fa politica oggi e che, nel modo più assoluto, non porterà alle urne quel cinquanta per cento che se ne è assentato per la nausea procuratagli da questi “guru” della vecchia politica che, arrivati a questo punto, non riusciranno mai a ritrovare la credibilità perduta. Anche se riciclati con costumi diversi indosso, saranno sempre riconosciuti dalla gente per quelli che sono..

Ma poi: chi sono questi “moderati”? O meglio: chi si può qualificare come moderato? Tutti ne parlano di volerli organizzare ma nessuno sa darne una precisa definizione. Mi sembra un arrampicarsi sugli specchi e voler far sembrare una realtà assoluta quello che in effetti è un’utopia concettuale e nulla più. Moderati: un aggettivo della lingua italiana che, dove lo incastri, sta perfettamente bene perché vuol significare tutto e, nello stesso tempo, non vuol dire nulla.

Se vuoi, è una contraddizione in termini perché dal momento che vengono collocati in un’area ben precisa del quadro politico istituzionale, formando un movimento o un partito, assumono una posizione radicale che, automaticamente, li esclude da un atteggiamento moderato. Con questi principi e con la prospettiva dell’appartenenza a gruppi istituzionalizzati, dobbiamo prendere atto che i “moderati” assumono una connotazione che li qualifica come; “moderati di sinistra”, “moderati di centro” e “moderati di destra”.

Moderati come spazio politico e come atteggiamento di comportamento rispetto alla politica?

Forme di pensiero che non hanno un minimo riscontro nella realtà e che sono utili solo a chi, strumentalmente, richiamano ciclicamente il concetto solo a fini speculativi di interessi personali o di gruppo. Essere veri moderati significa portare avanti un atteggiamento e una condizione personale che prescinde dall’appartenenza ad un partito anziché ad un altro. In definitiva è un modo personale, indicato dalla propria coscienza, di porsi difronte ad un problema singolo cercando soluzioni più consone alla corretta soluzione, a prescindere dalle personali appartenenze politiche. Forse, quando riusciremo a comprendere questo principio, la politica del nostro Paese, sarà più onesta nei confronti di tutti e le cose potranno andare meglio.

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