Giacomo Leonelli (PD), “I ballottaggi ci siano di lezione…”

In questi giorni mi capita di leggere dalla stampa di accordi, accordicchi, candidature già date per certe alle regionali, scambi per le elezioni della Provincia. Non vorrei che qualcuno faccia finta di non sapere cosa sia successo nei ballottaggi dell’8 Giugno: non solo dove si è perso fragorosamente, ma anche dove si è vinto con una partecipazione ridottissima. Non vorrei che qualcuno pensi che possiamo lasciare il mondo com’è: la domanda di innovazione e rottura con il passato tra i nostri militanti ed elettori c’è ed è fortissima.

Il primo segnale inequivocabile, da tutti sottovalutato, fu il risultato delle primarie del 2012 in Umbria, dove Renzi vinse nonostante avesse contro tutto il gruppo dirigente. In politica sono pericolose le fratture verticali (tra pezzi di gruppo dirigente), ma diventano letali le fratture orizzontali (e cioè tra il gruppo dirigente che si accorda su assetti e poltrone, e i nostri militanti e ed elettori che invece vorrebbero tutt’altro).

Dunque, come ho detto alla scorsa assemblea provinciale di Perugia, se qualcuno continua a voler sottovalutare quella grande domanda d’innovazione che emerge dall’Umbria, pensando che bastino riunioncine, pranzi o colazioni tra più o meno “maggiorenti” per risolvere i problemi, commette un grosso errore.

Serve il coraggio di mettere in pista una classe dirigente nuova di uomini e donne, che già hanno accumulato esperienza nelle amministrazioni locali e che dovremo far diventare a tutti gli effetti classe dirigente degli ambiti provinciali e dell’ambito regionale. Serve in ogni passaggio da qui alle prossime elezioni regionali fare sforzi di innovazione, rottura di schemi obsoleti e conservatori che allontanerebbero ancora di più i nostri elettori da noi, ampliando quel fossato che si è creato il 25 maggio tra il voto europeo e il voto amministrativo del PD.

Serve un dibattito profondo, a tutti i livelli, coinvolgendo sugli assetti futuri la segreteria nazionale, fino agli iscritti e militanti. Per questo il 13 e 14 Settembre proporremo una mobilitazione in tutto il territorio regionale. Gazebo e punti d’ascolto nei quale potersi iscrivere al PD (perché per cambiare abbiamo bisogno anche di nuove energie) e partecipare decisioni sulle priorità della nostra regione.

La priorità non è accordarci tra noi, ma raccordarci con il nostro popolo.

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