Gestione rifiuti, in 8 anni a Perugia aumento di 100 euro ad abitante

Comune Perugia, Rosetti M5s: "Scoperto un debitore eccellente"
cristina rosetti

Gestione rifiuti, in 8 anni a Perugia aumento di 100 euro ad abitante
da Cristina Rosetti (M5S)
La gestione dei rifiuti richiede l’adozione di misure di emergenza: abbattimento del costo del servizio e interventi urgenti di riduzione della produzione dei rifiuti, riuso, riciclo e drastica riduzione del residuo secco. Che il costo del servizio nel comune di Perugia sia elevato se ne sono accorti tutti i cittadini che pagano la TARI e che quest’anno hanno coperto anche gli oltre 3 milioni e trecentomila euro di mancate riscossioni. Che Perugia risulti essere un’anomalia nel contesto nazionale, forse lo sanno in pochi. E il bello è che a certificarlo non è certo il M5S, ma documenti ufficiali, regionali e nazionali.

Quello che il M5S sostiene da sempre viene finalmente scritto nero su bianco nell’adeguamento del piano regionale rifiuti: il raggiungimento di elevate percentuali di raccolta differenziata comporta la riduzione del costo del servizio. Questo in tutti i comuni umbri e nazionali, tranne che a Perugia. Il costo totale medio della gestione dei rifiuti urbani è normalmente composto per circa il cinquantatré per cento dai costi relativi alla gestione dei rifiuti indifferenziati, che ricomprende i costi di raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento.

In quei comuni umbri analizzati dall’atto regionale, che hanno superato il 65% di raccolta differenziata (che era l’obiettivo di legge al 2012), il costo pro-capite del servizio è decisamente più basso della media regionale.

A fronte di tali livelli di raccolta differenziata si hanno decrementi importanti della produzione di rifiuti indifferenziati, con conseguente abbattimento di costi connessi al trasporto e smaltimento che, sommati a maggiori ricavi da cessione dei materiali differenziati, compensano l’incremento di costo della raccolta dovuto all’intensificazione del servizio porta a porta. Ma non è così per Perugia.

Il capoluogo umbro ha incrementato negli anni la percentuale di raccolta differenziata, arrivando ad un dichiarato cinquantanove per cento, nel 2013 (ultimi dati disponibili), ma nonostante i risultati raggiunti, il costo del servizio è aumentato vertiginosamente negli ultimi anni.

Infatti, siamo passati dai 126 euro ad abitante, all’anno, del 2006, ai 223 euro ad abitante, all’anno del 2014. Ma c’è di più: dall’indagine conoscitiva effettuata nel 2012 dalla regione, su un campione di comuni umbri, emerge che il Comune di Perugia è quello con il costo pro-capite (202 €/ab*anno) più alto e di gran lunga superiore alla media regionale (162 €/ab*anno). Confrontando il dato di Perugia nel panorama nazionale, il risultato risulta essere il medesimo.

Il Capoluogo umbro conferma il deludente risultato con un costo del servizio superiore a tutte le medie delle Regioni italiane, guarda caso, risulta seconda solamente alla media della Regione Lazio. Un altro dato allarmante riguarda il sistema discariche. Nell’analisi contenuta nell’adeguamento del piano regionale, si dice, infatti, che la volumetria totale, ad oggi autorizzata, delle discariche presenti in Umbria si esaurirà nel primo semestre del 2016.

Questa previsione che ad oggi sembra essere passata inosservata sta a dimostrare 2 cose: la prima è che siamo di fronte al fallimento e all’incapacità della classe dirigente nella politica di gestione dei rifiuti, la seconda è che la scelta di creare sistemi impiantistici per la produzione del CSS, tanto acclamata anche da forze politiche di centro-destra, non è per nulla risolutiva perché lo smaltimento in discarica, rimarrebbe molto elevato e finirebbe inevitabilmente per concorrere in maniera sleale con la raccolta differenziata. L’unica via per uscire dall’emergenza, spesso creata ad hoc, per giustificare scelte che vanno solamente nell’interesse di pochi speculatori, è una raccolta differenziata spinta e di qualità e l’adozione urgente di misure di riduzione drastica della produzione dei rifiuti.

Ma visto il fallimento dei nostri amministratori e anche dell’attuale Giunta comunale, in una politica che richiede misure determinate e urgenti, il M5S vuole dare la parola ai cittadini competenti, all’intelligenza collettiva, al perseguimento finalmente dell’interesse generale e chiede al Comune di Perugia, l’istituzione di una Commissione civica sul servizio di igiene urbana, di cui saranno parte anche membri della Giunta e del Consiglio e che avrà il compito di rivedere tutta la politica comunale in materia di gestione dei rifiuti, elaborando misure di riduzione della produzione di rifiuti, riorganizzando il servizio con la finalità di ridurre drasticamente il residuo secco residuo, recuperare più materia possibile ed incrementare le percentuali e la qualità della nostra raccolta differenziata.

Oltre a ciò si dovrà agire per l’abbattimento della tariffa, portandola ai livelli delle realtà più virtuose. Vedremo se la Giunta e il Sindaco Romizi favoriranno nei fatti la partecipazione della cittadinanza tanto conclamata a parole.

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