Gesenu oppone dinieghi in serie alle istanze di accesso del M5S

Inchiesta, indagini della Magistratura e interdittiva antimafia

Gesenu oppone dinieghi in serie alle istanze di accesso del M5S
Cristina Rosetti M5S

Gesenu oppone dinieghi in serie alle istanze di accesso del M5S   da Cristina Rosetti Se fossimo in mala fede, penseremmo che ha qualcosa da nascondere. Lo abbiamo chiesto con tutte le forze: l’interdittiva nei confronti di Gesenu e Gest era per Perugia l’occasione di riprendersi il controllo della gestione dei rifiuti nella nostra città e che si andasse alla costituzione di una società in house, sul modello della Società Contarina S.p.A. del Trevigiano, su cui il Comune e i cittadini di Perugia potessero operare un controllo totale. Sindaco e Vice-Sindaco si sono rifiutati, pur essendovi tutti i tempi tecnici, perfino di valutare la nostra proposta, altri hanno sostenuto che la nostra richiesta fosse di stampo ideologico. E chi se lo sarebbe aspettato che a confermare la bontà e attualità della nostra proposta, che a breve approderà in Consiglio Comunale, fosse proprio Gesenu…

La vicenda dei rifiuti nella nostra città e regione è sempre stata oggetto delle attenzioni del M5S e le ultime vicende: indagini della Magistratura e interdittiva antimafia, oltre ai dati economici e dell’inefficienza dei servizi rispetto ai suoi costi, non ha fatto che confermare la fondatezza delle nostre tante perplessità. Così, nell’esercizio del potere ispettivo e di controllo che ci compete, il Consigliere Cristina Rosetti ha fatto plurimi accessi agli atti, chiedendo al Comune di Perugia di avere i verbali delle assemblee, delle sedute del Collegio Sindacale e tutte le relazioni e/o atti dei revisori dei conti, per avere contezza di quanto accaduto in questi anni all’interno di una Società che si è retta, e a tutt’oggi si regge, per almeno il 40% del proprio fatturato, sulla tariffa pagata dai cittadini di Perugia.

Il Consigliere Rosetti ha inoltre chiesto di avere contezza degli avvisi inviati agli utenti delle zone non servite, per il recupero di ingenti somme (recuperi peraltro tardivi, a leggere taluni avvisi, essendo la prescrizione quinquennale), di avere accesso al sistema di “Rendicontazione della Riscossione” effettuata da Gesenu; riscossione che ogni anno dà luogo a morosità per milioni di euro, di avere accesso agli estratti del conto corrente intestato a Gest, nel quale i cittadini di Perugia versano la Tari, e di avere le sentenze di condanna dei soggetti che abbiano ricoperto o che ad oggi ricoprano incarichi dirigenziali all’interno di Gesenu, ovviamente in correlazione con l’incarico ricoperto. Il primo accesso risale a marzo 2016. Il Comune di Perugia che dovrebbe avere gli atti, non ha inviato nulla, ma si limita ad inoltrarci i riscontri di Gesenu, la quale nega l’accesso a tutti gli atti richiesti e nega che i Consiglieri comunali possano esercitare sulla società il proprio potere ispettivo, sebbene Gesenu sia una partecipata del Comune di Perugia, e – ed è questo l’aspetto più importante – svolga un servizio pubblico essenziale, senza alcun rischio d’impresa.

La risposta di Gesenu, a firma del Presidente Marconi, nominato dal Sindaco Romizi, quindi, di parte pubblica, ha dell’incredibile e conferma l’urgenza di approvare l’ordine del giorno a firma del capogruppo M5S Rosetti sulla creazione di una società in house.

Dice testualmente Gesenu: “la Società Gesenu non costituisce “azienda o ente dipendente” dal Comune di Perugia sia per la natura della società (società per azioni) sia per la consistenza della partecipazione (minoritaria) dell’ente pubblico della medesima; nel caso di specie non è configurabile il modello organizzativo dell’affidamento in house e neppure la partecipazione totalitaria o maggioritaria a società che gestisce servizi pubblici locali quali situazioni che legittimerebbero il potere ispettivo del Consigliere comunale…la condizione in cui opera Gesenu è pertanto assimilabile a quella di cui beneficia un qualunque altro operatore privato, in quanto assume i rischi imprenditoriali in merito ai risultati economici delle proprie attività ed opera perseguendo uno scopo di lucro tipicamente privatistico”.

Ecco, in queste poche righe, Gesenu spiega quanto importante sia l’ordine del giorno del M5S e l’urgenza di pervenire quanto prima alla ripubblicizzazione del servizio e della società. Per l’intanto, contestando il diniego, abbiamo investito della vicenda il Segretario generale del Comune di Perugia, dal quale attendiamo un rapido riscontro. E non ci fermeremo a questo.

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