Gatti, Pd Umbria: “La paura che si è sprigionata con l’attentato di Parigi è entrata dentro”

Oggi però abbiamo bisogno di corrette analisi e allo stesso tempo di azioni, per evitare l’idea d’immobilismo dei governi europei e il diffondersi della paura che a sua volta alimenta il populismo

Gatti, Pd Umbria: “La paura che si è sprigionata con l’attentato di Parigi è entrata dentro"
ATTENTATI FRANCIA

Gatti, Pd Umbria: “La paura che si è sprigionata con l’attentato di Parigi è entrata dentro”

di noi” “Dalla festa per un evento sportivo importante, un quasi derby, quello tra Francia e Germania, all’incubo del punto di non ritorno. È la sensazione che molte persone in tutta Europa hanno avuto la notte tra venerdì e sabato. È l’11 settembre europeo, che avrebbe avuto un bilancio ben più grave se gli attentatori fossero riusciti ad eludere l’attenzione di un addetto (tra l’altro musulmano) dello Stade de France. Oggi però abbiamo bisogno di corrette analisi e allo stesso tempo di azioni, per evitare l’idea d’immobilismo dei governi europei e il diffondersi della paura che a sua volta alimenta il populismo. Di riflessioni e cose da fare ce ne sono molte”. Così, in una nota, Luca Gatti, responsabile del dipartimento Europa del Pd Umbria, che aggiunge: “Provo ad abbozzarne 4  che ritengo di primaria importanza.

  • 1)  Non è più tollerabile assistere al proselitismo estremista finanziato da paesi come l’Arabia Saudita, il Qatar e la stessa Turchia, membro della Nato. Occorre mettere le classi dirigenti di questi paesi di fronte alla scelta tra i nostri valori e quelli dell’IS. Possiamo stringere rapporti con il premier turco Erdogan mentre favorisce il terrorismo, come dimostrato da diversi giornali turchi, fornendo armi e garantendo impunità a chi traffica avanti e indietro dalla Siria all’Europa per tutta l’Anatolia? Chi ha incentivato lo spostamento di masse di siriani accampati sulla sponda turca durante l’estate? È il momento che il sultano Erdogan dia delle risposte concrete. E questo, vorrei aggiungere, è bene esigerlo ora, vista l’enorme disponibilità mondiale di greggio che ci permetterebbe se non altro di emanciparci finalmente da questi stati.
  • 2) Dato per scontato che il nodo della questione siriana e di eventuali soluzioni sia l’uscita o meno di scena del presidente Assad, in mancanza di un accordo con la Russia su un punto così controverso e lo stagnare da anni della situazione, non credo sia  più fantascienza ipotizzare il frazionamento di uno stato nato da un disegno coloniale che ha visto sempre prevalere aspramente un’etnia sull’altra.
  • 3) Non possiamo sottovalutare ormai l’importanza del lavoro di intelligenze. Come non possiamo ormai sottovalutare l’esigenza di avere, in un continente che non conosce più frontiere, una vera polizia europea. Durante la trasmissione ‘Piazza Pulita’ è stata trasmessa l’intervista ad un martire canadese. Bianco di carnagione, nato e cresciuto vicino Toronto, di professione spazzino, che dopo aver abbracciato la fede islamica ha conosciuto la devastante e cieca voglia di passare presto al martirio. E’ evidente che di fronte a chi abbraccia la follia, per fascino, credo, o crisi esistenziale si può solo puntare ad un controllo di intelligence.
  • 4) La guerra per procura tra Turchia – Arabia Saudita – Qatar a sostegno dei taglia gola dell’IS e  l’Iran-l’Iraq a sostegno di Assad non può continuare. A costo di un intervento militare europeo. La paura che si è sprigionata con l’attentato di Parigi è entrata dentro di noi e non possiamo permettere che questa condizioni il nostro vivere, le nostre libertà e la civiltà che proprio a Parigi dall’illuminismo in poi ci ha condotto alla democrazia”.

Parigi

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