Gasdotto Snam: l’Umbria si prepara a una grande iniziativa di protesta

Una grande iniziativa unitaria di protesta da tenere in Umbria, nei prossimi mesi, per richiamare l’attenzione sulla pericolosità del tracciato del gasdotto Brindisi – Minerbio, che unisca cittadini, istituzioni, forze politiche e sociali, mondo delle associazioni di Umbria, Marche, Abruzzo e Molise. E’ l’esito dell’incontro che si è tenuto, nel primo pomeriggio di oggi, nella sala Falcone Borsellino della Provincia di Perugia, per fare il punto sugli sviluppi del progetto del gasdotto Rete Adriatica, un’opera molto imponente che dovrebbe intercettare tutta la dorsale Appenninica, attraversando territori ad alta pericolosità sismica e, nei confronti del quale, si sono espressi in maniera negativa, nel tempo, i consigli regionali di Umbria, Marche, Abruzzo e Molise, e le associazioni con varie forme di protesta. «Chi ha costruito e dato anima, in questi anni, al movimento contrario alla realizzazione di quest’opera in Umbria – spiega Manlio Mariotti, al termine della riunione – ha intenzione di ribadire la volontà di tenere aperto il confronto con il Governo sulla modifica del tracciato».

Stando a quanto dichiarato di recente dall’ex sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in Commissione Industria del Senato in risposta ad una interrogazione sulgasdotto “Rete Adriatica Brindisi-Minerbio”, il Governo Renzi sembra intenzionato a proseguire con l’opera così come prevista, «non tenendo in considerazione – ha spiegato Manlio Mariotti, promotore dell’incontro con Andrea Smacchi e Walter Verini – la complessità e le problematicità emerse, e non risolte, nel confronto in atto tra le Regioni maggiormente coinvolte dal tracciato dell’opera e il Governo, per definire un accordo sul progetto presentato da Snam Rete Gas».

Molte Regioni, a partire dall’Umbria, hanno richiesto di attivare in sede di Conferenza Stato-Regioni un approfondimento di analisi del progetto del gasdotto, per valutare la possibilità di modifica del tracciato causa l’attraversamento dello stesso di zone ad alto rischio sismico. «È noto altresì – aggiunge Mariotti – che questo rischio è particolarmente rilevante nei tratti Sulmona-Foligno e Foligno-Sestino, per i quali è ancora in corso il procedimento autorizzativo e rispetto ai quali le Regioni Abruzzo, Marche e Umbria hanno espresso dissensi e riserve, anche con atti formali, sia in sedi istituzionali che tecniche».

All’incontro erano presenti il parlamentare tifernate Walter Verini, i consiglieri regionali Manlio Mariotti e Andrea Smacchi, rappresentanti del Movimento 5 stelle, del comitato No Tubo, delle associazioni ambientaliste locali e dei Comuni di Foligno, Gualdo Tadino, Pietralunga, Città di Castello, mentre gli altri municipi hanno riconfermato comunque la propria adesione all’iniziativa.

 

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