Garante dei detenuti e della polizia penitenziaria, sì Assemblea Legislativa Umbria

È stato il presidente della Terza Commissione, Attilio Solinas ad illustrareil documento

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Garante dei detenuti e della polizia penitenziaria, sì Assemblea Legislativa Umbria

Con 10 voti favorevoli (Pd, SeR, Rp), 3 astenuti (Ln, M5S) e un contrario (FdI), l’Aula di palazzo Cesaroni ha approvato la proposta di risoluzione di iniziativa della Terza Commissione consiliare concernente l’attuale situazione degli Istituti penitenziari della regione e le criticità emerse dall’audizione del garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale e dall’audizione delle rappresentanze sindacali della Polizia penitenziaria.

È stato lo stesso presidente della Terza Commissione, Attilio Solinas ad illustrare in Aula il documento di indirizzo che impegna la Giunta regionale a “verificare l’efficienza dell’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari a distanza di sette anni dal trasferimento al sistema sanitario regionale dell’assistenza stessa; assumere le iniziative necessarie finalizzate alla creazione di un centro clinico all’interno del penitenziario di Perugia oppure, in alternativa, alla creazione nell’ospedale di Perugia di una sezione protetta destinata esclusivamente a visite e ricoveri dei detenuti; attivare un coordinamento delle associazioni di volontariato che operano nelle strutture; potenziare la formazione culturale e professionale dei detenuti mediante corsi specifici; assumere le iniziative necessarie affinché venga potenziata la rete dei trasporti pubblici utilizzati per il raggiungimento degli istituti da parte dei visitatori”.

Infine, “verificare la possibilità di utilizzare gli spazi circostanti gli istituti penitenziari per far fronte alle emergenze in caso di calamità naturali”, ipotesi suggerita dagli stessi agenti che operano nei penitenziari. L’atto approvato impegna l’esecutivo regionale anche a sollecitare le autorità competenti affinché i colloqui del Garante con i detenuti avvengano “nel rispetto della riservatezza”, come prevede l’articolo 18 della legge “354/’75”; venga colmata la consistente carenza di personale della polizia penitenziaria, vengano dislocati presso un unico istituto penitenziario adeguatamente organizzato i detenuti ad ‘alta sicurezza’ e venga aumentato il livello di sicurezza nei territori circostanti gli istituti penitenziari che li accolgono.

Infine, a fronte della soppressione del provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria dell’Umbria e il suo accorpamento a quello della Toscana, “venga mantenuta nel capoluogo di regione una struttura locale di carattere operativo, quale apparato di gestione territoriale dotato di pari autonomia rispetto alla Centrale operativa regionale (Cor) ubicata presso la sede dei provveditorati regionali”. Prima del voto, il consigliere Claudio Ricci (Ricci presidente), nel suo intervento, ha rimarcato che, in particolare, “le sedi di Spoleto e Terni presentano particolari problematiche soprattutto per vicinanza con gli istituti capitolini. Tuttavia il sistema carcerario umbro è al quinto posto a livello nazionale per sensibilità. Emerge la carenza di personale legato soprattutto ai servizi giudiziari.

Gli organici risultano sottodimensionati per il 25-30 per cento. La soppressione del provveditorato regionale rappresenta un elemento negativo da compensare. Nella prospettiva della macroregione l’Umbria dovrà salvaguardare i servizi essenziali. È importante coordinare meglio le azioni associative all’interno delle carceri e serve un maggiore raccordo e connessione con il sistema trasportistico”.

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