Frecciarossa, Melasecche, no aumento stazioni, vogliamo altra FCU?

In un’area di crisi complessa i collegamenti ferroviari con la Capitale e con Milano sono vitali

Frecciarossa, Melasecche, no aumento stazioni, vogliamo altra FCU?

Frecciarossa, Melasecche, no aumento stazioni, vogliamo altra FCU?

da Enrico Melasecche,
I LOVE TERNI
TERNI – Giace da qualche mese all’odg del consiglio comunale un mio atto di indirizzo che chiede al sindaco di attivarsi per consentire a Terni ed al suo territorio di poter avere almeno un treno ad alta velocità che, in sostituzione del Tacito, ci colleghi celermente con il Nord del Paese, valutando fra le varie soluzioni anche la possibilità di fermate specifiche di alcuni Frecciarossa che passano ad Orte. Ne chiederò l’anticipo della discussione prima che sia troppo tardi. Il fatto che la Regione si interessi solo di Perugia costituisce ormai uno strabismo cui siamo abituati ma a cui molti di noi non intendono arrendersi.

Dispiace quindi leggere che il nostro sindaco, testardamente detentore della delega allo sviluppo economico con i risultati che possiamo tutti constatare, si faccia promotore con il consueto notevole ritardo di una soluzione che appare, agli occhi degli esperti, difficilmente attuabile. Quella di chiedere l’istituzione di un Freccia che si fermi non solo nei due principali  capoluoghi di Provincia ma anche a Foligno o di altre città dell’Umbria che, comprensibilmente avanzano richieste in tale direzione.

Non si tratta ovviamente di problemi di ottuso localismo ma semplicemente di buon senso. Se qualcuno pensa di ripetere l’esperienza fallimentare della FCU proceda nell’aumentare le stazioni di fermata pur sapendo benissimo che l’alta velocità è tale non solo per le tecnologie utilizzate ma anche per la riduzione delle fermate, con gli utenti intermedi invitati a raggiungere con un disagio relativo le stazioni realmente funzionali ad un servizio del genere.

Che poi il sindaco, indifendibile nel suo arroccamento, sia di peso anche al PD regionale e per ottenere qualcosa debba farsi sponsorizzare da quello di Foligno la dice lunga sullo stato comatoso che la città vive, costretta ad un accanimento terapeutico i cui danni stiamo già constatando.

Foligno nel corso degli ultimi venti anni ha saputo gestire in modo intelligente i propri interessi, mentre qui a Terni la “modestia” di chi governava ha portato ad una arrendevolezza su tutti fronti.

Dal differenziale fra i nostri due ospedali, decrepito il nostro (e con i letti che continuano a stazionare indecentemente in corsia), splendido e sovradimensionato non solo quello di Foligno ma ancor più quello vicino di Pantalla. Il nostro aeroporto è stato declassificato ad aviosuperficie mentre quello di Foligno è diventato il secondo dell’Umbria grazie alle strutture della Protezione Civile regionale.

Adesso siamo costretti al ridicolo di avere una ASL Umbria 2 che gestisce la Sanità di mezza Umbria la cui direzione generale è di fatto a Foligno. In questa strana Italia che va verso l’abolizione delle Province vede un’Umbria crearne di fatto una terza che sopravanza la seconda. Non si tratta di questioni nominali ma di precisi interessi di territori che la classe dirigente attuale non è in grado di tutelare. In un’area di crisi complessa i collegamenti ferroviari con la Capitale e con Milano sono vitali per la tenuta attuale ed il futuro rilancio della nostra economica e non possiamo consentirci il lusso di abdicare anche su quest’altro fronte.

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