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FlyVolare, rotte fai da te, Andrea Smacchi annuncia interrogazione

ALLA LUCE DELLE RECENTI DICHIARAZIONI DI ENAC E DELLA COMPAGNIA AEREA MALTESE

FlyVolare, rotte fai da te, Andrea Smacchi annuncia interrogazione

FlyVolare, rotte fai da te, Andrea Smacchi annuncia interrogazione

 PERUGIA – Il consigliere regionale del Partito democratico, Andrea Smacchi, annuncia la presentazione di un’interrogazione alla Giunta per “conoscere lo stato di attuazione delle nuove rotte all’aeroporto di Sant’Egidio alla luce delle recenti dichiarazioni di Enac e della compagnia aerea maltese FlyVolare”. “All’aeroporto San Francesco siamo alle rotte fai da te?”. È quanto si chiede il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) che annuncia di aver presentato un’interrogazione alla Giunta per “conoscere lo stato di attuazione delle nuove rotte all’aeroporto di Sant’Egidio alla luce delle recenti dichiarazioni di Enac e della compagnia aerea maltese FlyVolare”.

“Nella conferenza stampa del 31 luglio – spiega Smacchi – la compagnia Maltese ha attribuito a motivi di natura tecnica i ritardi sull’avvio delle tratte, problematiche che risultavano in quel momento in fase di soluzione. Successivamente Enac ha dichiarato che la società FlyVolare non si trova attualmente in possesso del Coa e della Licenza di esercizio di trasporto aereo, diffidando la compagnia maltese a diffondere notizie al momento non confermabili e dal pubblicizzare operazioni di volo e nuovi collegamenti da e per aeroporti italiani, senza aver prima ottenuto le certificazioni previste dalla normativa comunitaria”.

“Siamo consapevoli – prosegue Smacchi – di quanto l’aeroporto rappresenti per l’intera Umbria una grande opportunità capace di trainare anche i timidi segnali di ripresa che si intravedono dopo il sisma che ci ha colpito. Ma a fronte delle dichiarazioni di Enac – conclude – sarebbe di rilevante importanza risolvere e chiarire al più presto le problematiche che si sono presentate al fine di portare a compimento, seppur in ritardo, quanto concordato, cercando di limitare al minimo le ricadute negative sulla credibilità e l’immagine di SASE e più in generale della nostra regione”.

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