Flamini/Prc: “Ritirare l’emendamento sul diritto allo studio universitario”

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prc(umbriajournal.com) PERUGIA – All’interno del “decreto del fare” è spuntato un pericoloso e sbagliato emendamento sul diritto allo studio universitario approvato dalla Camera dei Deputati. Il primo problema è intanto rappresentato dalla previsione della presenza di due distinti sistemi di diritto allo studio, quello “ministeriale” e l’altro “regionale”, con un doppio canale di finanziamento e con l’illusione di maggiori risorse. Falso, ce ne saranno meno. Anche da un punto di vista normativo viene messa in discussione la garanzia che tutti gli studenti abbiano riconosciuto il diritto allo studio. Infatti, il Fondo integrativo statale, che insieme alle tasse degli studenti e ai fondi propri delle Regioni determina l’attuale sistema integrato, pari a 160 milioni di euro nel 2013, sarà 0 per il 2014. Il nuovo canale per il diritto allo studio verrà invece finanziato con una quota del Fondo di Finanziamento Ordinario spettante alle università per una cifra pari a 274 milioni di euro. Il governo insomma non rifinanzia il fondo per le borse di studio depredato dai tagli di questi anni ed impone criteri stringenti simili a quel «decreto Profumo» già ampliamento respinto dalle regioni.

La seconda questione è che il «programma» ideato da Meloni si ispira di fatto al «fondo per il merito» creato da l’ex ministro Gelmini considerando il diritto allo studio alla stregua di una carta di credito. Infatti oltre alle borse di studio, anche nella nostra regione si è costruito un sistema di servizi ed investimenti (alloggi, mense, strutture dedicate) già ampiamente messo in discussione dai tagli pesanti degli ultimi anni.

Per l’Università degli Studi di Perugia, per studenti e docenti che già oggi vivono pesanti incertezze, questa situazione rischia di essere insopportabile. Per questo Rifondazione comunista di Perugia invita la Presidente Marini ad andare avanti in tutte le sedi possibili per chiedere il ritiro dell’emendamento e pretendere le giuste risorse per la Regione Umbria al fine di rilanciare la nostra Università e garantire che il diritto allo studio torni ad essere un effettivo diritto di cittadinanza per tutti gli studenti.

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