Flamini/Prc: “Inceneritore, è il momento che la Regione Umbria dica no”

Per Renzi non è “strategico” favorire la raccolta differenziata, bensì bruciare i rifiuti, in questo caso in barba alle direttive europee.

Rifondazione comunista dell'Umbria: «Referendum, votiamo NO»

Flamini/Prc: “Inceneritore, è il momento che la Regione Umbria dica no”

da Enrico Flamini (Segretario Regionale Prc Umbria) – Le recenti dichiarazioni dell’Assessore Cecchini sulla questione inceneritore in Umbria sono davvero ambigue. E lo sono perché Renzi e il suo governo considerano nel decreto “strategici”e di interesse nazionale i nuovi inceneritori. Altro che allarmismi.

Per Renzi non è “strategico” favorire la raccolta differenziata, bensì bruciare i rifiuti, in questo caso in barba alle direttive europee.

Oltre al danno la beffa. Sono previsti incentivi di 20€ per ogni tonnellata di rifiuto “straniero” da versare all’ente regionale ospite, oltre alle risorse per il privato che costruisca o adegui gli impianti.

Detto questo, è sicuramente condivisibile la volontà di applicare la parte dell’adeguamento del piano regionale dei rifiuti che non prevede l’inceneritore, battaglia ventennale di Rifondazione comunista, ma rivendicare la produzione di CSS come alternativa ed ostinarsi a non voler dare seguito alla strategia Rifiuti Zero presente nel DAP 2013 restano gravi errori ad esclusivo vantaggio dei soliti noti.

La verità è che anche su questo tema la Giunta Regionale e quello che resta della sua coalizione si dimostrano subalterni e affidabili proconsoli dei voleri di Renzi.

E’ arrivato il momento che l’Umbria dica no all’inceneritore in tutte le sue forme possibili. Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche e sociali della sinistra umbra per costruire un’iniziativa politica comune che sia in grado da subito di promuovere le condizioni per un’alternativa di governo al Pd.

Per parte nostra dichiariamo che appoggeremo tutte le mobilitazioni contro questa ennesima sciagura per la nostra regione, per la salute dei cittadini, per l’ambiente e per la possibilità di favorire un nuovo modello di sviluppo.

Flamini

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*