Flamini: “Rifondazione comunista dell’Umbria per l’unità della sinistra”

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Rifondazione comunista dell’Umbria per l’unità della sinistra

Rifondazione comunista dell’Umbria intende sostenere anche dalla nostra regione Syriza e Alexis Tsipras alle elezioni greche che si terranno domenica 20 settembre. E lo facciamo salutando con grande soddisfazione l’affermazione di Corbyn alle primarie del Labour in Inghilterra su una posizione chiaramente di sinistra antiliberista che ci lascia ben sperare. Di certo, all’indomani della vittoria dei NO al referendum del 5 luglio in Grecia, la sottoscrizione del diktat imposto dall’Unione Europea al governo greco e le divisioni nate in Syriza sono stati elementi problematici e di forte delusione. La situazione venutasi a creare chiarisce ulteriormente che non può essere un paese solo, seppur guidato da un governo di sinistra radicale, a rovesciare l’Europa delle banche. In questo senso pensiamo che bene abbia fatto Tsipras a dimettersi per tornare al voto.

Detto questo, la dimensione della lotta è e resta quella continentale e impone un salto di qualità alle forze della sinistra antiliberista in tutta Europa. Occorre avere chiaro che l’Unione Europea è strutturalmente un’Europa neoliberista ademocratica e fondata sul dogma monetarista che solo una forte sinistra di alternativa e un grande movimento di lotta da costruirsi in ogni paese e in tutta Europa possono rovesciare. Esprimiamo quindi il nostro sostegno a Syriza e a Tsipras ed auspichiamo che possano vincere le prossime elezioni greche per formare un governo in grado di contrastare nel concreto i contenuti antisociali presenti nel memorandum, di ristrutturare il debito e di continuare la battaglia contro questa Europa e i suoi trattati.

Ci auguriamo fortemente che le divisioni di oggi possano essere ricomposte nel nome della comune lotta contro l’austerità e il neoliberismo, la stessa lotta che ci vede impegnati in Italia e nella nostra regione. Il governo Renzi infatti continua a caratterizzarsi per un’azione chiaramente di destra e neoliberista attraverso la demolizione dei diritti del lavoro, lo smantellamento dei servizi pubblici con i tagli agli enti locali, le “riforme” istituzionali antidemocratiche e contro la Costituzione, l’attacco alla scuola e alla sanità pubbliche, le privatizzazioni e la svendita del patrimonio.

Sul governo regionale dell’Umbria e sulla sua maggioranza esprimiamo un giudizio altrettanto negativo. Siamo di fronte ad una mancanza assoluta di strategia per la fuoriuscita dalla crisi in cui versa una regione in cui aumenta la disoccupazione e si allargano le povertà. I disastri industriali si moltiplicano e rendono evidenti anni di assenza di programmazione ed intervento pubblico nell’economia regionale: le delicate e preoccupanti vicende AST, Perugina e Merloni ne sono l’emblema. Non solo.

L’Umbria continua ad essere privata di strutture strategiche come successo per uffici postali, banche, telecomunicazioni e uffici dello Stato. E’ oramai chiaro a tutti che ad essere messa in discussione è la stessa esistenza della nostra regione. La Giunta Regionale non sta giocando alcun ruolo politico nei confronti del governo nazionale rispetto al quale, praticamente su tutti le questioni, si dimostra subalterna.

Basti pensare alla questione inceneritore. In altri termini la Presidente Marini opera in Umbria per nome e per conto di Renzi e del Pd e delle loro politiche neoliberiste ed antipopolari. Lo scontro in atto è quindi davvero epocale a tutti i livelli. Non è più rinviabile mettersi a disposizione per costruire da subito, superando divisioni e tatticismi, un soggetto politico unitario della sinistra in Italia e in Umbria, un soggetto della sinistra antiliberista con la propria proposta di governo e con una nuova classe dirigente, alternativa ai tre poli politici che oggi occupano la scena, collocata nel Gue e in relazione al Partito della Sinistra Europea, capace di fare della democrazia un metodo e un contenuto veri. L’unità nella pluralità che proponiamo non è un fine, ma la precondizione per sostenere i popoli che vogliono la libertà contro le classi dominanti. Crediamo che nella fase ci possa e ci debba essere per davvero la possibilità che tutti i soggetti si contraddistinguano per la massima generosità. Compiamo insieme quel passo in avanti decisivo per le sorti delle classi sociali distrutte dalla crisi.

Rifondazione comunista

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