Fine vita e cure palliative, urgente strutturare medici

Lo hanno detto stamani, nell'audizione indetta della Terza commissione, presieduta da Attilio Solinas, i medici che operano nel campo

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Fine vita e cure palliative, urgente strutturare medici

“Nel percorso di accompagnamento al fine vita e nella somministrazione delle cure palliative vi sono in Umbria solo una decina di medici in possesso dei requisiti previsti per la disciplina, che operano in convenzione con le Asl ma non sono strutturati, nonostante la legge regionale ’38/2010′ e il Decreto ministeriale del 14 giugno 2015 prevedano unità di cure palliative e consentano quindi alla Regione, entro la scadenza del 31 dicembre 2016, di certificare e legittimare quei medici che alla data del 31 dicembre 2013 potevano vantare già 3 anni di esperienza nel campo”.

Lo hanno detto stamani, nell’audizione indetta della Terza commissione, presieduta da Attilio Solinas, i medici che operano nel campo delle cure palliative in Umbria, di concerto con le associazioni che li sostengono. Sono intervenuti i rappresentanti di: Società italiana cure palliative, Asla Umbria, associazione Persefone, Aglaia, Aucc, Con noi, Cgil Umbria e rappresentanti dei vari Distretti sanitari dell’Umbria.

“Le strutture pubbliche – è emerso – destinano alcuni medici specializzati in oncologia a seguire anche i pazienti che necessitano di cure palliative, sebbene la tendenza sia verso l’aumento di casi non oncologici legati ad altre patologie relative al fine vita, come malattie non guaribili, problemi cardiologici, renali o il sempre più vasto problema delle demenze. Serve aiuto, di tipo psicologico, anche per i familiari. Evitare i ricoveri in terapia intensiva e puntare, come prevede la legge, sui domicili, dove il grosso del lavoro viene attualmente svolto da infermieri specializzati. Inoltre, non c’è omogeneità di risposta fra i vari territori, in qualche caso eccellente, in altri debole. Occorre mettere a rete tutte le professionalità operanti sul territorio”.

Le associazioni di volontariato chiedono “un aiuto reale alle Istituzioni perché finora si sono finanziate con mercatini, cene e spettacoli teatrali per raggiungere l’obiettivo di dare ai malati terminali medici specializzati in cure palliative e psicologi, di cui hanno bisogno anche le famiglie a causa delle difficoltà legate all’accompagnamento al fine vita”. Chiedono anche di “essere convocati, come previsto per legge, ogni volta che si entra nel merito degli interventi che si intendono adottare, creando una effettiva rete di collegamento fra tutti gli specialisti che si occupano di cure palliative sul territorio”.

Prendendo atto del “consistente aumento di una domanda di cure palliative che non si limita ai casi oncologici ma interessa altre patologie come ictus, alzheimer, cardiopatie, nefropatie, pneumopatie, e anche della necessità di formare equipe multiprofessionali e di accreditare medici specialisti”, il presidente della Commissione Sanità e Servizi sociali, Attilio Solinas, ha detto che tali esigenze saranno introdotte nella discussione sul nuovo Piano sanitario, nel quale “serve un modello assistenziale da definire e riorganizzare sulla base dei bisogni emersi dal territorio. Facendo anche in modo che vi sia maggiore integrazione tra le differenti realtà operanti sul campo, attivando i coordinamenti regionali e aziendali e sostenendo la risorsa strategica costituita dalle associazioni e dai medici che per conto di esse già operano sul campo”.

Cure Palliative

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