Ex Merloni e Jp Industries, sì unanime alla mozione di Smacchi (PD)

Zone colpite dal sisma, Regione Umbria approva le misure di sostegno

Ex Merloni e Jp Industries, problema nazionale, sì unanime alla mozione di Smacchi (PD).
Con voto unanime, l’Assemblea legislativa presieduta da Donatella Porzi, ha approvato la mozione presentata di Andrea Smacchi (Pd) che impegna la Giunta regionale ad una “azione incisiva nei confronti del Mise affinché la vicenda ex Merloni e Jp Industries sia concretamente al centro dell’attenzione del Governo per una velocizzazione degli interventi e per la rimodulazione dell’accordo di programma”.

Approvato, sempre all’unanimità, un emendamento proposto da Claudio Ricci (Portavoce centrodestra e liste civiche) e firmato dallo stesso Smacchi che rimarca l’importanza del sostegno a progetti industriali nel “settore manifatturiero innovativo” nella Fascia appenninica. L’esame del documento è stato suddiviso in due fasi: presentato al termine della sessione mattutina dell’Aula, prima di dare corso ad un incontro richiesto dai rappresentati sindacali dei lavoratori della Ex Merloni alla presidente Porzi e al quale hanno preso parte la stessa presidente della Giunta, Catiuscia Marini, i capigruppo consiliari, l’assessore allo Sviluppo economico Fabio Paparelli ed altri membri dell’Esecutivo.

L’assessore Paparelli, prima nell’incontro con i rappresentanti dei lavoratori, poi direttamente in Aula ha sottolineato: “l’attivazione di un percorso per la definizione dell’avviso pubblico per la raccolta e l’acquisizione dei progetti di sviluppo industriale ed occupazionale a valere sulle risorse e gli incentivi legati alla legge ‘181/’89’ per la riqualificazione delle aree di crisi industriale e creazione di nuovi posti di lavoro (in riferimento alle previsioni di accordo di programma); previsione di attività sull’accordo di programma in merito al decreto ministeriale del 1 aprile 2015 per ciò che concerne progetti di ricerca per Jp Industries; la sostenibilità del progetto di Jp Industries attraverso l’integrazione tra sistema bancario e Ministero sulla prospettiva industriale dell’azienda”.

Nell’illustrazione dell’atto, Smacchi ha ribadito che la sua iniziativa “è frutto di un’azione costante portata avanti con i lavoratori e con i loro rappresentanti sindacali. Si tratta di una delle vertenze più gravi e lunghe dell’intero Paese. La politica deve prendere un impegno concreto e rispondere adeguatamente ad un territorio alle prese con grandissimi problemi occupazionali e quindi economici e finanziari. Positivo potrà essere l’apertura del tratto della strada Perugia-Ancona, finora ostacolo importante per potenziali investimenti. Bene la rimodulazione in corso dell’accordo di programma, ad oggi troppo rigido e complesso”.

La presidente Marini, intervenuta nel corso dell’incontro della mattina, dopo aver ricordato che “non tutti i problemi della Merloni dipendono dalla crisi economica del 2009”, ha rimarcato che”è stata richiesta una modifica dell’accordo di programma, che altrimenti era inapplicabile e non adatto a risolvere i problemi di un’area produttiva di quel tipo.

Erano disponibili risorse per cose che non potevano essere fatte su quell’area. Oggi abbiamo cambiato lo strumento e la modalità con cui posso essere usati i fondi, aprendo anche alle piccole e medie imprese, che non risolvono l’intero perimetro, ma una parte dell’area. Contiamo di sfruttare strumenti regionali, nazionali e internazionali per ricollocare i lavoratori”.

Le sigle sindacali, all’unisono hanno sostanzialmente chiesto alla politica regionale interventi urgenti per salvaguardare l’occupazione di centinaia di lavoratori, circa 700, 100 dei quali, dallo scorso 11 ottobre sono di fatto, già senza alcuna copertura. Hanno anche auspicato interventi concreti da parte della Regione per “spronare le imprese ad investire verso un contesto territoriale con agevolazioni importanti”.

ANDREA SMACCHI (Pd – illustrazione mozione all’Aula):

“Ormai da otto anni i lavoratori della ex Antonio Merloni e della J.P. industries stanno vivendo una crisi drammatica che coinvolge un importante territorio dell’Umbria e delle Marche. Il 14 ottobre 2008 la Merloni Spa è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria.

Nell’aprile 2009 viene formalizzata la proposta di un programma di cessione dei complessi aziendali e il 21 novembre 2011 viene siglato l’accordo sindacale propedeutico alla cessione del ramo d’azienda attivo della Merloni al gruppo Porcarelli, attraverso la Jp Industries. Un patto che prevedeva il rilancio degli stabilimenti di Fabriano e Nocera Umbra. Nel 2012 il ricorso delle banche creditrici della precedente gestione Merloni chiede l’annullamento della vendita e i giudici di primo e secondo grado danno ragione agli istituti di credito. L’accordo di programma poi, uno strumento che mette a disposizione ingenti fondi per la reindustrializzazione, viene prorogato di due anni, utili alla rimodulazione dello strumento, da rendere più fruibile. Oggi più di 100 lavoratori sono già senza copertura, mentre per altri 300 la scadenza è fissata nel 2016.

L’ultima tranche, che riguarda 250 persone, terminerà nel 2017. L’accordo di programma non ha incentivato la reindustrializzazione dei territori in crisi, rimanendo un paracadute chiuso. Il tutto a causa dei vincoli burocratici troppo stringenti. Sono invece partiti regolarmente gli interventi di diretta responsabilità delle Regioni. Le risorse ad oggi non impiegate rappresentano un importante volàno per far ripartire le imprese e il lavoro per tutta l’Umbria. Per quanto riguarda la Jp i lavoratori riassorbiti sono attualmente in una situazione di stallo a causa della vicenda giudiziaria conseguente al ricorso delle banche creditrici. Una incertezza che non permette di riavviare la produzione nel sito di Nocera Umbra. Questo – conclude l’esponente della maggioranza – potrà diventare così un valore aggiunto agli occhi di potenziali investitori in un territorio che, con la apertura del tratto umbro della Perugia-Ancona, potrà finalmente essere attrattivo sia dal punto di vista economico che infrastrutturale”.

Sulla stessa linea gli interventi dei rappresentati sindacali presenti: Filippo Ciavaglia (Cgil), Paola Pierantozzi (Cisl), Paolo Bendini (Uil), Adolfo Pierotti (Fim-Cisl). Dopo aver ripercorso le tappe che hanno caratterizzato tutta la vertenza, definita “diversa da quella della ThyssenKrupp di Terni e della Perugina”, hanno rimarcato l’urgenza di intervenire per salvaguardare l’occupazione di centinaia di lavoratori ex Merloni, circa 700, 100 dei quali, dallo scorso 11 ottobre sono di fatto, già senza alcuna copertura. Alla Politica regionale hanno chiesto, tra l’altro, di “spronare le imprese ad investire verso un contesto territoriale con agevolazioni importanti”. L’auspicio di tutti è quello che le varie iniziative predisposte dal Ministero e dalla Regione possano dare “risposte concrete e risolutive perché – è stato rimarcato – un piano ‘c’ non c’è”.

Fabio Paparelli (Vice Presidente e Assessore Sviluppo economico)

“Ieri si è svolta al Mise una riunione tecnica decisiva, nella quale sono stati stabiliti i percorsi riguardanti le due direttrici sulle quali ci stiamo muovendo: l’accordo di programma per la disciplina degli interventi per la reindustrializzazione delle aree interessate dalla crisi del gruppo Merloni, alla luce dei nuovi indirizzi attuativi della legge 181 e le procedure in merito ai progetti di Investimento della J&P Industries SPA. I rappresentanti del Ministero, con l’adesione delle Regioni Umbria e Marche hanno proposto l’attivazione a breve, in merito all’accordo di programma, di un avviso per l’acquisizione di programmi di investimento da parte delle imprese, da realizzare nelle aree di crisi. Si sta già lavorando sul bando ed i tempi tecnici per la sua predisposizioni saranno di circa due mesi.

All’interno di questa misura verrà definita una riserva pari a 8milioni e 700mila euro quale quota di finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto relativo agli investimenti della Jp Industries (Programma complessivo di 16 milioni di euro). Per le restanti risorse pari a 26milioni 300mila euro (erano 35 milioni di euro le risorse messe a disposizione) in pari quota tra le due Regioni Umbria e Marche (13milioni 150mila euro cad.). In ultimo l’avviso prevederá criteri di premialità per le imprese che, a fronte di nuovi investimenti, prevedano l’assunzione di personale ex Merloni per una quota di almeno il 25 per cento dell’incremento occupazionale (ogni lavoratore ex Merloni dispone oggi di una dote finanziaria di 10mila euro per il programma di rioccupazione).

Per quanto attiene le procedure di cui al DM 1 aprile 2015, a favore di progetti di ricerca e sviluppo relativi agli investimenti della J&P, si é convenuto di predisporre il testo di Accordo, per sottoscriverlo all’esito del pronunciamento della Cassazione previsto per i primi di Dicembre, anche alla luce del confronto sul programma di sviluppo di J&P con il sistema bancario. Le risorse regionali relative al cofinanziamento sono tutte disponibili. La parte di cofinanziamento richiesta alla Regione Umbria, 1milione 100mila euro circa è immediatamente spendibile, e a disposizione dell’accordo di programma”.

In conclusione, al momento sono attive tre interlocuzioni : il primo, presso il Mise, relativo alla ricerca di un accordo extragiudiziale rispetto alla cessione del ramo d’azienda attivo della Merloni al gruppo Porcarelli (nel 2012 le banche creditrici della precedente gestione Merloni chiedono l’annullamento della vendita e i giudici di primo e secondo grado danno ragione agli istituti di credito) ed il secondo, sempre presso il Mise relativo al piano industriale della Jp che prevede l’attivazione delle risorse pubbliche (8milioni 700mila euro), con richiesta alle banche di liquidità pari a circa 20 milioni di euro (rimborsabili in dieci anni). Un gruppo di lavoro tra Mise e Regione Umbria sta invece operando per trovare le opportune sinergie tra risorse regionali e quelle nazionali sulle aree di crisi ex Merloni e Terni-Narni.

È stato infatti convenuto, all’esito dell’incontro bilaterale Mise- Regione Umbria di vita ad una intesa per progetto di rilancio della manifattura innovativa in Umbria mettendo a rete le politiche industriali del Governo con quelle regionali a partire dalle due aree di crisi (area ex Merloni e area Terni-Narni)”.

Claudio Ricci (Portavoce centrodestra e liste civiche):

“Voteremo sì alla mozione di Smacchi. Bisogna essere consapevoli che rilanciare, in questo momento, un’azienda è difficile, è chiaro che rilanciare un intero territorio è un atto ancora più complesso. Otto anni di complessità del territorio e 700 famiglie coinvolte nella problematica rappresenta una situazione di monitoraggio e incisività molto alta. È una situazione che deve rappresentare una priorità nazionale. Bisogna puntare non solo al manifatturiero tradizionale, ma ad un nuovo manifatturiero tecnologico e su questo presenteremo un apposito emendamento all’atto.

È necessario considerare poi che un territorio può essere rilanciato solo se accessibile a livello tecnologico/informativo, trasporti, semplificazione amministrativa. È poi fondamentale che in Umbria ci sia maggiore capienza del credito alle imprese. In riferimento alla pressione fiscale, auspico che il Governo nazionale guardi ad un federalismo responsabile. Se il Governo intende finanziare le proprie azioni di defiscalizzazione deve farlo con risorse proprie e non tagliandole a Regioni e Comuni pregiudicando lo sviluppo dei territori”.

Catiuscia Marini (Presidente Giunta regionale):

“Ci sono alcuni nodi che spiegano perché non abbiamo trovato facilmente imprese interessate ad intervenire. Negli anni le opzioni unitarie di acquisto che si sono affacciate sono risultate poco valide anche in ragione delle enormi dimensioni del complesso produttivo. Non tutti i problemi della Merloni dipendono dalla crisi economica del 2009.

Agli ammortizzatori sociali si doveva accompagnare l’accordo di programma per la reindustrializzazione. Il tentativo era di usare gli strumenti dell’accordo al fine di assorbire una parte delle quote che gli ammortizzatori sociali non riuscivano a garantire. Abbiamo richiesto una modifica dell’accordo di programma, che altrimenti era inapplicabile e non adatto a risolvere i problemi di un’area produttiva di quel tipo. Avevamo dunque le risorse per cose che non potevano essere fatte sull’Appennino. Oggi abbiamo cambiato lo strumento e la modalità con cui posso essere usati i fondi, aprendo anche alle piccole e medie imprese, che non risolvono l’intero perimetro, ma una parte dell’area. Contiamo di sfruttare strumenti regionali, nazionali e internazionali per ricollocare i lavoratori. La strada è stata resa difficile anche dalla vicenda giudiziaria: abbiamo atteso due anni per le sentenze che hanno fermato la J&P. Auspichiamo che la società possa rimanere e che possa essere verificata la fattibilità del suo progetto.

Siamo in condizioni di aprire un confronto più forte anche con il sistema delle imprese umbre, alcune delle quali hanno manifestato interesse per l’area, ma anche preoccupazione per i tempi tecnici per avviare la produzione. Su questo abbiamo portato avanti un confronto serrato con Invitalia, ottenendo modifiche dei parametri, come la possibilità di concedere singole parti dell’area industriale per le piccole imprese. Dovremo ripartire dalla selezione di quali soggetti sono seri e interessati davvero ad investire e a riassorbire lavoratori. Per utilizzare la nuova procedura prevista dalle norme sugli ammortizzatori sociali è necessario che ci sia un piano industriale”.

“Giornata proficua per la vertenza Ex Merloni – JP Industries, che torna all’attenzione di Palazzo Cesaroni”.

Così il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) commentando i lavori dell’Assemblea legislativa, durante i quali è stata approvata la mozione da lui proposta che impegna la Giunta sulla complessa crisi aziendale. “Con la mozione, votata all’unanimità ed emendata dal consigliere Ricci – spiega il consigliere Smacchi – impegniamo la Giunta per intensificare e velocizzare tutti gli interventi utili alla rimodulazione dell’accordo di programma affinché questo possa diventare un valore aggiunto agli occhi di potenziali investitori in un territorio che, con la apertura del tratto umbro della Perugia-Ancona, potrà finalmente essere attrattivo sia da punto di vista economico che infrastrutturale. Si dovranno anche sostenere progetti di manifatturiero moderno per la fascia appenninica”. Smacchi sottolinea positivamente anche il dibattito a Palazzo Cesaroni, che ha dimostrato come “la politica sia in grado di confrontarsi e arrivare ad una sintesi per il bene dei nostri cittadini”. Da Smacchi anche la soddisfazione sulle novità emerse dopo gli ultimi incontri al Ministero dello sviluppo economico. “Entro i primi giorni di dicembre – spiega Smacchi – partiranno gli avvisi per l’acquisizione di programmi di investimento delle imprese da realizzare nell’area di crisi, all’interno dell’accordo di programma. Si andrà quindi ad una graduatoria provvisoria dei programmi di investimento in termini di incremento occupazionale. Saranno previste poi condizioni di premialità per le imprese che, a fronte di nuovi investimenti, prevedano l’assunzione di personale ex Merloni per una quota di almeno il 25 per cento. 26 milioni andranno per questi progetti; 8,7 andranno come finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto al programma di investimenti JP nell’ambito della legge 181. Entro l’anno arriverà anche un accordo per rendere spendibili i fondi di ricerca e sviluppo per la JP, da stipulare dopo il pronunciamento della Cassazione, atteso entro i primi di dicembre. Entro breve arriverà anche la convocazione del tavolo sulla vertenza, per un’informazione chiara degli attori in campo sui nuovi strumenti”. “A breve arriverà anche la convocazione del tavolo regionale relativo alla vertenza, un’occasione per far sì che tutti gli attori siano informati sulle novità e sugli strumenti adottati. Continua dunque l’impegno dell’Umbria per la Merloni – conclude Smacchi – con la consapevolezza della delicatezza della partita e della necessità che tutti gli interlocutori in campo, dalle istituzioni alle imprese, facciano la propria parte per la salvaguardia occupazione di un intero territorio”.

Ex Merloni

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