Emergenza caporalato in Umbria, Liberati M5s presenta interrogazione

Liberati: "A causa di questi fenomeni, ormai fuori controllo il nostro Gruppo riceve da tutta l'Umbria segnalazioni di salari del tutto insufficienti"

Emergenza caporalato in Umbria, Liberati M5s presenta interrogazione
Andrea Liberati

Emergenza caporalato in Umbria, Liberati M5s presenta interrogazione

“A fronte del nuovo caporalato, organizzato da alcune rilevanti cooperative in Umbria, il Movimento 5 Stelle si accinge a chiedere formalmente l’intervento straordinario della Guardia di Finanza, con i rinforzi necessari per svolgere pienamente questo eccezionale servizio di vigilanza in favore delle migliaia di persone interessate. Contro questo gravissimo scandalo, esigiamo anche l’ausilio concreto degli Ispettorati del Lavoro. Perché c’è un limite anche all’indecenza”.

Così il capogruppo regionale pentastellato, Andrea Liberati fa sapere di aver presentato una interrogazione urgente alla Giunta regionale attraverso la quale chiede di sapere “quale sia il salario netto orario che questa Regione, nel rispetto della contrattazione collettiva, ritenga essere quello minimo necessario ad assicurare a ogni lavoratore quell’esistenza ‘libera e dignitosa’ ex art. 36 Costituzione, comunicando dunque come la Regione intenda stroncare i fenomeni esposti, visto poi che una simile e impresentabile flessibilità comporta anche una lesione fortissima ai principi della leale concorrenza tra imprese, con grave pregiudizio pure per le casse dello Stato”.

Nel suo atto ispettivo, Liberati evidenzia che “le cooperative hanno fatto la storia dell’Umbria, con il richiamo a valori cruciali e fondanti quali la mutualità, la solidarietà, la natura non speculativa. In Umbria – spiega – alcune cooperative sono nel tempo divenute speciali anelli di congiunzione tra affari e politica, come dimostra la crescita esponenziale dei fatturati di talune imprese grazie alla decisione di esternalizzare servizi pubblici fino ad allora svolti in seno alla PA (in primis Sanità e Rifiuti), precarizzando il nuovo personale assunto nelle coop, con un livello salariale e di tutele evidentemente inferiore a quello previgente, inferiore qualità dei servizi resi, costi complessivamente maggiori per la Pubblica amministrazione”. Liberati evidenzia come “dopo l’esternalizzazione del pubblico, da alcuni anni le coop si sono allargate nel prestare servizi alle stesse aziende private, talora ‘dematerializzate’, con l’emersione di un fenomeno diffuso quanto ampiamente ignorato in Umbria: si tratta del nuovo caporalato di quelle cooperative che intermediano/somministrano lavoro conto terzi, a voler tacere di quelle che applicano tipologie contrattuali incoerenti rispetto alle attività, alle ore svolte e ai titoli del socio-lavoratore.

A causa di questi fenomeni, ormai fuori controllo – continua l’esponente pentastellato – il nostro Gruppo riceve da tutta l’Umbria segnalazioni di salari del tutto insufficienti a garantire quell’esistenza ‘libera e dignitosa’ di cui parla la Costituzione all’art. 36, ormai mero flatus vocis. Infatti, non infrequentemente, stando alle notizie in mio possesso e alle rare denunce pubbliche, il lavoratore riceverebbe meno di euro 4/ora netti, con punte al ribasso attorno ai 2 euro. Contro questa nuova schiavitù umana, finora si è saputo di denunce pubbliche, in Umbria, soltanto nel mondo delle cosiddette agromafie (vedi notizie da CGIL Umbria, aprile 2014)”.

Liberati, nel suo atto, evidenzia che “nell’assordante quanto imbarazzante silenzio generale, il caso Eskigel (multinazionale PAI) racconta chiaramente l’impoverimento e la mercificazione dei cittadini-lavoratori: si riduce lo stipendio di molti di loro del 30 per cento, da 9 euro a 6,5 lordi, poco più di 3,5 euro netti/ora proprio grazie al sostegno di una coop, peraltro diretta da un omologo di Catiuscia Marini, giacché ex dirigente Legacoop Umbria, organismi peraltro ormai divenuti porta girevole del PD, così come Catiuscia Marini fu candidata presidente di Regione, il capo della cooperativa de quo fu sindaco dello stesso partito.

Si registrano poi le difficoltà di alcuni sindacati quando di mezzo ci sono esponenti di partito e/o coop”. Secondo Liberati, “Eskigel è però solo la punta più avanzata del nuovo caporalato largamente diffuso in Umbria. Tra i finanziatori per la campagna elettorale del 2015 di Catiuscia Marini, dirigente in aspettativa dell’associazione datoriale Legacoop – conclude -, ci sono i protagonisti delle più importanti cooperative dell’Umbria, anche titolari di concessioni/appalti pubblici”.

Emergenza caporalato

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