Educazione socio-affettiva scuole approvato l’odg del M5s

Apporvato con 9 voti favorevoli, il voto contrario del consigliere de Vincenzi e l’astensione del Presidente Felicioni

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Educazione socio-affettiva scuole approvato l’odg del M5s

E’ stato approvato nella seduta pomeridiana della IV Commissione consiliare Cultura l’odg presentato dal Movimento 5 Stelle sull’introduzione di un programma di educazione socio affettiva nelle scuole dell’infanzia e primarie, con 9 voti favorevoli, il voto contrario del consigliere de Vincenzi e l’astensione del Presidente Felicioni.

Con il dispositivo i proponenti propongono all’amministrazione di attivarsi al fine di favorire l’introduzione, quanto prima, di un percorso di “Educazione socio – affettiva” nei programmi di insegnamento delle Scuole Materne e Primarie, allo scopo di educare le nuove generazioni al rispetto reciproco, al rispetto delle opinioni e delle condotte altrui, nonché alla gestione della propria sfera emotiva, al fine di iniziare una precoce ed efficace attività di prevenzione alla violenza e ai comportamenti deviati, con il coinvolgimento  nella definizione e realizzazione del predetto programma delle famiglie e dell’intero corpo docente.

Come ha tenuto a sottolineare la consigliera Rosetti nella presentazione dell’atto in commissione, l’odg nasce per sostenere i ragazzi di oggi nella loro crescita emotiva, nell’aiutarli a capire e a gestire il mondo che li circonda, le loro emozioni, dando alla scuola un ruolo che le compete e che non è solo quello della didattica, ma quello di contribuire a costruire un individuo, insieme alla famiglia. Compito dell’amministrazione –a suo avviso- è quindi quello di favorire questo tipo di percorso, favorendo politiche sociali di prevenzione a supporto  di quei soggetti più deboli come i bambini, con il contributo sia delle famiglie che dell’intero corpo insegnante.

In commissione erano presenti molti rappresentanti di diverse associazioni che operano nell’ambito della violenza di genere, quali l’Associazione Basta il Cuore, l’associazione Margot, il Progetto Donna e il Centro Antiviolenza LiberaMente Donna, insieme allo psicoterapeuta Dott. Cappelletti in rappresentanza dell’Associazione il Coraggio della Paura.

Era presente anche l’Assessore Wagué che, pur condividendo i contenuti dell’ordine del giorno, ha fatto presente come le competenze del Comune sui Piani di Offerta Formativa delle scuole siano limitati, essendo essi di competenza degli stessi istituti. “Quello che possiamo fare –ha precisato- è sensibilizzare sulle tematiche e favorire le diverse attività concordate direttamente con le scuole, come peraltro già abbiamo fatto e continuiamo a fare con molte delle associazioni presenti oggi. Da parte nostra, come Comune, possiamo intervenire direttamente solo su tre scuole materne su tutte quelle presenti sul territorio, per un  numero di circa 400 bambini”.

Hanno quindi preso la parola i rappresentanti delle diverse associazioni per ribadire, sostanzialmente, l’importanza, fin dall’infanzia, di un apprendimento che non sia solo didattico, ma anche socio-affettivo, soprattutto –come ha spiegato il dott. Cappelletti- in una società come la nostra che possiamo definire “liquida” (Baumann), in continua evoluzione e trasformazione, che non offre punti di riferimento ed è ambivalente, capace di dare messaggi contrastanti e non univoci. “Il rischio a cui ci troviamo davanti –ha spiegato- è quello di far nascere un “Io” fragile o addirittura un “Io” diviso. Le tecnologie, l’evoluzione veloce della società se da un lato ha aspetti positivi, dall’altro sicuramente disorienta e non ci offre certezze. La nostra società propone modelli di competizione e successo, per certi versi positivi ma non possono essere gli unici. Il bullismo, il cyber-bullismo, la violenza di genere e, più in generale, la mancanza di rispetto per l’altro sono campanelli d’allarme di problemi più profondi della società e rieducare all’affettività e all’empatia potrebbe essere un antidoto alla deriva a cui potrebbe andare incontro la nostra società tra una ventina d’anni”.

La ricchezza del dibattito che è seguita all’illustrazione ha dimostrato l’interesse dell’argomento e l’attenzione alla problematica sollevata. Sostanzialmente concordi tutti i consiglieri sulla proposta dell’ordine del giorno.

Il capogruppo PD Mencaroni ha presentato un emendamento al dispositivo che inviti l’amministrazione a proporre ai consigli d’Istituto di inserire il programma di educazione socio-affettiva nei POF e a finanziare, in tutto o in parte, il progetto stesso. “In questo modo –ha spiegato Mencaroni- si potrebbe bypassare la mancanza di competenza in materia da parte del Comune”.

Il consigliere Giaffreda del M5S ha proposto che l’odg venisse fatto proprio dalla commissione, in considerazione dell’importanza della tematica perché possa dare un indirizzo e un segnale di responsabilità verso la società civile.

Perplessità sulle modalità di applicazione della proposta sono state sollevate dal consigliere Sorcini (F.I), dalla consigliera Leonardi (CreaPerugia) e dal Presidente della Commissione Felicioni, che, pur condividendone le intenzioni e riconoscendo l’importanza della discussione in commissione, hanno chiesto come concretamente il programma potrebbe essere attuato. “Non possiamo delegittimare la famiglia, né sostituirci ad essa –ha detto Sorcini- Il nostro ruolo piuttosto è quello di coadiuvare la famiglia e gli insegnanti con il supporto di personale specializzato, autorevole e credibile.”

Il consigliere PD Bori ha, invece, sottolineato l’urgenza di poter dare attuazione al programma già dal prossimo anno scolastico e, per questo, ha suggerito di rendere l’odg un odg dell’intero consiglio, dandogli la precedenza nella discussione in aula.

Un ulteriore emendamento è stato proposto dalla consigliera Luciani (F.I.), con l’obiettivo di mettere in evidenza come il programma proposto fosse una prosecuzione di un percorso già attivato nelle scuole, con il coinvolgimento delle famiglie e degli insegnanti per la realizzazione di giornate ad hoc di sensibilizzazione degli alunni e delle famiglie “Un’attività questa che il Comune può fare e ha già fatto in diverse occasioni, senza intervenire sull’offerta formativa ma semmai sensibilizzando alle tematiche le scuole stesse e le famiglie” ha detto la consigliera.

Anche il consigliere De Vincenzi (Grupo Misto) ha proposto l’audizione delle famiglie, attraverso le associazioni che le rappresentano, prima della votazione dell’atto. A suo avviso, infatti, la scuola non può sostituirsi ai genitori, “ma dal momento che stiamo parlando di un problema strutturale della società, di organizzazione, potremmo intervenire con una formazione più specifica su genitori  e insegnanti al fine di garantire una continuità dell’educazione socio-affettiva tanto in famiglia che nelle scuole”.

La proponente, tuttavia, non ha accettato le proposte di emendamento, né di audizione delle famiglie, ritenendo che per la sua strutturazione originaria l’atto comprendesse già tutte le questioni suggerite. “Si tratta di un atto di indirizzo del consiglio –ha concluso- dobbiamo porre la nostra attenzione sui ragazzi e su questo il comune ha delle precise responsabilità in termini di politiche sociali.” Ha quindi suggerito di intervenire sulle tre scuole comunali dell’infanzia con un progetto pilota.

Educazione socio-affettiva

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