Educazione socio affettiva nelle scuole attacco alla famiglia

Comune di Perugia ha approvato il programma

Educazione socio affettiva nelle scuole attacco alla famiglia

Educazione socio affettiva nelle scuole attacco alla famiglia

Da Claudio Iacono,
Popolo della Famiglia
PERUGIA – In data 02/10/2017 il Consiglio Comunale di Perugia ha approvato a larga maggioranza con solo 2 voti contrari, l’Ordine del giorno di Rosetti (Movimento 5 stelle) che permette d’introdurre un programma di educazione socio affettiva nelle scuole dell’infanzia e primarie. Il programma da inserire nell’insegnamento delle scuole materne e primarie ha lo scopo, come citato nella proposta, di “educare le nuove generazioni al rispetto reciproco, al rispetto delle opinioni e delle condotte altrui, nonché alla gestione della sfera emotiva, al fine di iniziare un precoce ed efficace attività di prevenzione alla violenza ed ai comportamenti deviati, con il coinvolgimento nella definizione del programma delle famiglie e dell’intero corpo docente”.

Il Popolo della famiglia dell’Umbria è profondamente contrario alla proposta del consigliere Rosetti.

Gli interventi di alcuni consiglieri che sottolineano l’urgenza di partire con le attività dell’iniziativa educativa in approvazione, per scongiurare l’aggravarsi delle criticità o per dover addirittura incidere sulle dinamiche sociali, sono fine a se stessi e privi di fondamento, in quanto non tengono minimamente conto del ruolo fondamentale ed insostituibile delle famiglie nella educazione dei propri figli.

Il programma di educazione socio affettiva da introdurre nelle scuole del Comune di Perugia, appare per il Popolo della Famiglia dell’Umbria, più un colpo di mano, piuttosto che una reale esigenza di contribuire a fornire un aiuto alle famiglie che hanno sempre sostenuto e tuttora sostengono il compito di educare all’affettività i propri figli senza mai avanzare dei dubbi rispetto a questa delicata funzione, in quanto spettante esclusivamente a loro e non a strutture istituzionali.

Proclamare che il piano della proposta educativa nelle scuole recepirà la collaborazione delle famiglie suona assolutamente poco credibile in questa fase, dove le associazioni delle famiglie nemmeno sono state invitate alla partecipazione dei lavori e della discussione dell’ordine del giorno.

La dichiarazione di Rosetti (M5S) “I giovani soffrono di una sorta di analfabetismo affettivo” sembra più un pretesto che una dichiarazione consapevolmente realista, in quanto non potrà affermarsi un’educazione affettiva che prescinda dalla presenza della famiglia, ogni proposta sostitutiva della famiglia è destinata a ricalcare esclusivamente dei modelli ideologici comportamentali che ben conosciamo visti gli esempi di alcune teorie oggi in gran voga.

Si osserva inoltre che la proposta del Comune di Perugia vada ben oltre le attese della legge regionale 161 del 4 aprile 2017, a suo tempo contestata dal Popolo della Famiglia dell’Umbria, che attiene alla prevenzione della violenza nei casi di orientamento sessuale. Con riferimento all’articolo 3 della legge, difatti, le attività di formazione sono indirizzate esclusivamente al corpo docente ed ai genitori degli studenti.

In conclusione, ancora una volta le famiglie del Comune di Perugia sono messe in discussione e il loro ruolo educativo relegato ad essere una mera comparsa.C’è quindi un richiamo a vigilare sempre più scrupolosamente su quanto accade nel mondo della scuola per tutelare i propri figli da insegnamenti educativi ed affettivi che potrebbero contrastare apertamente con le proprie idee e scelte di vita.

Il popolo della Famiglia dell’Umbria è qui a ribadire che i figli appartengono ai propri genitori e non sono dello Stato. Il Popolo della famiglia dell’Umbria si schiera a fianco di tutte le famiglie che vogliono mantenere intatto il loro ruolo determinante di educatori dei propri figli.

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