Eccessivi tempi di attesa al pronto soccorso di Perugia, Squarta, si prendano provvedimenti

Circa 50 minuti di attesa per un codice verde, persone che aspettano anche 4 ore, altre che sostano in attesa anche per 10 ore

Eccessivi tempi di attesa al pronto soccorso di Perugia, Squarta, si prendano provvedimenti
Santa Maria della Misericordia

Eccessivi tempi di attesa al pronto soccorso di Perugia, Squarta, si prendano provvedimenti PERUGIA – “Quanto recentemente denunciato dalla stampa regionale conferma l’esigenza di un intervento della Giunta regionale e di un presa di coscienza da parte della direzione dell’Azienda ospedaliera rispetto alla gravità del problema”. Così il consigliere regionale Marco Squarta (Fratelli d’Italia) commenta i dati sui tempi di attesa presso il pronto soccorso del ‘S.Maria della Misericordia’ di Perugia, annunciando una interrogazione per capire “come l’assessore Luca Barberini intenda risolvere le rilevanti questioni emerse in relazione al sovraffollamento del servizio di emergenza dell’ospedale”. Squarta sottolinea che “i dati sono chiari quanto allarmanti: circa 50 minuti di attesa per un codice verde, persone che aspettano anche 4 ore, altre che sostano in attesa anche per 10 ore. Tutto ciò dimostra che la situazione è insostenibile e che l’organizzazione del pronto soccorso deve essere rivista, per evitare che i pazienti debbano affrontare di nuovo questi disagi.

È inutile – aggiunge Marco Squarta – vantarsi del livello della nostra sanità quando ci troviamo di fronte a questi disservizi”. Per l’esponente dell’opposizione consiliare “il problema sta nella mancanza di sinergia tra gli ospedali territoriali, che porta pazienti da tutto il territorio provinciale a recarsi nel pronto soccorso di Perugia: una mobilità sanitaria che dimostra la presenza di problemi di comunicazione tra nosocomi e di organizzazione delle rete sanitaria dell’emergenza. È quindi necessario – conclude – che l’azienda ospedaliera prenda coscienza di questo problema, rivedendo le competenze dei medici di base o attuando altre misure di contenimento dei disagi”.

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