Due proposte di legge su donazioni di prodotti alimentari e non

Nella seduta odierna della Terza Commissione sono state illustrate due proposte di legge che mirano alla limitazione degli sprechi

Carla Casciari (Pd) su Promozione delle attività di donazione e distribuzione di prodotti alimentari e non e di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà sociale

Nella seduta odierna della Terza Commissione, presieduta da Attilio Solinas, sono state illustrate due analoghe proposte di legge che mirano sostanzialmente alla limitazione degli sprechi attraverso la donazione di prodotti alimentari e non solo, alle fasce più vulnerabili della popolazione. La prima di iniziativa del consigliere Marco Squarta (FDI): ‘Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari per la limitazione degli sprechi’, l’altra firmata dai consiglieri Carla Casciari (Pd) e Silvano Rometti (SeR): “Promozione delle attività di donazione e distribuzione di prodotti alimentari e non e di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà sociale”.

Nell’illustrazione della sua proposta legislativa, Squarta ha rimarcato l’importanza di “puntare a far riconoscere in Umbria l’accesso al cibo come un diritto fondamentale, come è già a livello comunitario, e dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2025. L’obiettivo – ha spiegato Squarta è quello di “incidere sull’entità degli sprechi alimentari nel territorio regionale; facilitare la donazione delle eccedenze alimentari; favorire l’introduzione di criteri di prevenzione degli sprechi alimentari nei bandi di gara pubblici per la ristorazione; contribuire all’adozione di buone pratiche di prevenzione, sensibilizzando bambini e consumatori sul tema dello spreco alimentare; creare una rete virtuosa di soggetti attivi nella gestione delle eccedenze alimentari, donazione, raccolta e redistribuzione, valorizzando il ruolo delle realtà già impegnate sul territorio regionale; porre a garanzia dell’efficacia di tali politiche una verifica puntuale delle azioni messe in campo e l’adozione dei correttivi necessari al perseguimento degli obiettivi fissati dalla norma. Questa proposta di legge – ha detto Squarta – è stata condivisa dalla piattaforma del Forum del Terzo settore. La Regione sarà dunque chiamata a mettere a punto un piano di coordinamento per creare una rete virtuosa di soggetti attivi nella gestione delle eccedenze alimentari”.

La proposta di legge, firmata dai due esponenti della maggioranza è stata illustrata dalla consigliera Casciari. L’iniziativa, ha detto, “mira a perseguire, a livello regionale, le finalità e gli obiettivi di riduzione degli sprechi già individuati dalle normative nazionali ed europee. I principi Ispiratori della proposta di legge sono quelli propri dell’economia circolare, ovvero quel modello di sviluppo che sostiene il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti ponendo l’accento sulla sostenibilità ambientale, economica ed etica, in tutte le fasi di produzione di un bene fino al suo ultimo utilizzo possibile anche a seguito di recupero e riuso. Un importante settore dell’economia circolare è quello che si preoccupa della riduzione degli sprechi alimentari. È stato stimato che a livello globale ogni anno venga sprecato cibo non consumato o che si perde nella filiera alimentare pari a 1,3 miliardi di tonnellate. In conformità con quanto espresso anche a livello europeo, il nodo centrale della proposta di legge riguarda proprio la costituzione di reti operative, promosse dai Comuni in forma singola o associata, il cui compito sarà quello di raccogliere i prodotti alimentari e non, ritirati o rimossi dalla distribuzione primaria, ma ancora idonei al consumo, ma anche i pasti non consumati preparati dai servizi di ristorazione collettiva, e i prodotti farmaceutici, per ridistribuirli a fini di solidarietà sociale a favore delle persone che si trovino in situazioni di disagio sociale. Faranno parte della rete, oltre ai comuni, i soggetti della grande distribuzione organizzata, i servizi di ristorazione collettiva, gli organismi dei terzo settore, le associazioni di volontariato e di assistenza, gli enti caritatevoli, le associazioni di categoria e gli operatori dei settori non alimentari, nel rispetto della normativa vigente. I soggetti donatori cosi individuati dovranno però avere almeno una sede operativa in Umbria”.

La proposta di legge di Casciari e Rometti impegnerebbe la Regione Umbria a promuovere progetti innovativi, che riguardino anche lo sviluppo tecnologico nel campo del confezionamento dei prodotti alimentari, al fine di ridurre gli sprechi; a sostenere la diffusione sul territorio della vendita di prodotti sfusi e con erogatori alla spina; a realizzare campagne di informazione e sensibilizzazione al fine di promuovere modelli di consumo e di acquisto improntati a criteri di solidarietà e di sostenibilità. Per raggiungere questo scopo è necessario coinvolgere larga parte della popolazione a cominciare dai consumatori più giovani, con azioni mirate alla comprensione delle differenze fra un consumo sostenibile o non sostenibile. A tal fine la proposta di legge promuove, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico regionale per l’Umbria, percorsi didattici in tutte le scuole di ogni ordine e grado finalizzati all’educazione ad una sana alimentazione, ad un produzione alimentare eco sostenibile, al diritto al cibo e alla riduzione degli sprechi.

Casciari ha infine spiegato che, “per conseguire le finalità della legge, la Regione Umbria dovrà introdurre dei sistemi di premialità e di contributi per i comuni che: concorreranno alla costituzione delle reti operative; sostenteranno l’insediamento sui propri territori di centri per il riuso; s’impegneranno nella riduzione degli sprechi alimentari e dei rifiuti in occasioni di sagre e feste popolari. La nuova norma introdurrà un coefficiente di riduzione della tariffa relativa alla tassa sui rifiuti per coloro che contribuiranno alla realizzazione della strategia regionale ‘rifiuti zero’; un coefficiente che sarà determinato dall’Autorità Umbra per Rifiuti e Idrico. Infine, in conformità con le linee d’indirizzo espresse a livello nazionale ed europeo, la Regione Umbria e gli Enti locali, inclusi i rispettivi Enti strumentali, nelle procedure per l’affidamento dei contratti di concessione e degli appalti pubblici nei settori della ristorazione collettiva e della fornitura di derrate alimentari sono tenuti a prevedere nei bando di gara, avviso pubblico o nell’invito, criteri di premialità per la valutazione dell’offerta in relazione alle attività di recupero e donazione di bene alimentari non somministrati”.

La Commissione, anche su indicazione degli stessi proponenti, ha dato mandato all’ufficio legislativo di Palazzo Cesaroni di armonizzare ed accorpare i due testi legislativi. Di seguito verrà dato luogo ad un incontro con la Giunta regionale, propedeutico ad audizioni con associazioni di categoria ed in genere con tutti i soggetti interessati alla materia.


 

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