Due Mari, quattro sprechi, Andrea Liberati sulla Foligno Civitanova

caccia a strade, gallerie e viadotti improbabili e incompiuti

Due Mari, quattro sprechi, Andrea Liberati sulla Foligno Civitanova

Due Mari, quattro sprechi, Andrea Liberati sulla Foligno CivitanovaDue Mari, quattro sprechi”: per una superstrada infine realizzata, la Foligno-Civitanova, altri quattro ‘itinerari’ rappresentano il trionfo della cementificazione più inutile e dispendiosa. Prosegue quindi lo Sprecopoli Tour dell’Umbria in un agosto a caccia di strade, gallerie e viadotti improbabili e incompiuti, frutto di numerosi cortocircuiti politici e amministrativi ancora attualissimi, ben noti alle nostre famiglie e imprese: è sulle loro spalle che viene caricato l’altissimo prezzo di questi sperperi.

Dopo la galleria della Guinza, collocata tra le alture di San Giustino e Mercatello sul Metauro, opera in sé conclusa e mai aperta per la mancanza dei requisiti di sicurezza e dei relativi raccordi stradali, ieri ci siamo dunque nuovamente recati al confine tra Marche e Umbria, ma un pochino più a sud, in una zona altrettanto magnifica, ricca di storia, eppure deturpata da un altro autentico monumento nazionale allo spreco: l’incompiuto traforo del Cornello. Eravamo lì assieme alla portavoce deputata M5S Patrizia Terzoni e con Gianni Maggi, capogruppo pentastellato nel Consiglio regionale delle Marche.

Il traforo del Cornello avrebbe dovuto unire la valle del Potenza (provincia di Macerata) con Nocera Umbra. Ebbene: a metà degli anni ’90, nelle Marche il tunnel fu scavato per circa mezzo chilometro rispetto ai quattro previsti (di cui oltre tre in Umbria) e in seguito rapidamente abbandonato. La Regione Umbria, che pure aveva aderito al progetto, non avviò mai i lavori di sua competenza.

Da circa 15 anni è poi un itinerario totalmente superato dalla ‘Quadrilatero’, che lo bypassa a nord e a sud: ammesso che esistessero credibili previsioni sui flussi di traffico, quel tunnel ormai non serve e non servirà assolutamente a niente. Frattanto è sin qui costato qualcosa tra i dieci e i venti milioni di euro!

Nel corso della nostra visita abbiamo incontrato dei residenti, apprendendo dalla loro viva voce un ulteriore aspetto grottesco di questa infinita storia di sprechi: quanto fin qui costruito, incluso un devastante, solitario quanto inutile viadotto che precede l’accesso alla ‘galleria’, non è più dello Stato, ma è tornato nelle mani dei proprietari, un tempo espropriati e nemmeno mai pagati, tanto da esser costretti a rivolgersi al giudice!

Una vicenda –quella degli espropri non liquidati- che ricorda molto quella denunciata recentemente da Patrizia Terzoni a proposito della ‘Quadrilatero’. Come dire?

Passano gli anni, i decenni, ma, nel rapporto tra lavori pubblici e diritti dei cittadini, l’Italia non sembra davvero cambiare mai.

Lo Sprecopoli Tour prosegue la prossima settimana con altri monumenti allo spreco, a partire dalla Todi-Bastardo –con una superstrada nota a pochissimi, ricca di altre dispendiose sorprese per i cittadini e, ovviamente, assolutamente deserta!

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