Reddito alle madri contro spopolamento della Dorsale appenninica umbra

Forza Nuova propone una legge che prevede € 650,00 al mese, a partire dal settimo mese di gravidanza, per il primo figlio e non solo

Reddito alle madri contro spopolamento della Dorsale appenninica umbra

Reddito alle madri contro spopolamento della Dorsale appenninica umbra

I dati anagrafici mostrano come i territori della dorsale si stiano spopolando. In particolar modo Gualdo Tadino perde un centinaio di residenti ogni anno. I giovani sono sempre meno e lasciano la loro terra natia per mancanza di opportunità lavorative, venendo rimpiazzati da clandestini ( per fortuna non censiti come residenti) mantenuti a spese dei contribuenti autoctoni. Bisogna porre rimedio a questa situazione. Più che mai necessaria risulta una rivoluzione demografica attraverso la proposta di Forza Nuova, quella del Reddito alle madri italiane. È più che urgente correre ai ripari, i bonus bebè una tantum non servono a nulla e l’alto tasso di natalità degli immigrati costituisce una seria minaccia alla stessa sopravvivenza del popolo italiano.

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Le giovani coppie vanno, dunque, seriamente e costantemente incentivate, anche economicamente. Bisogna far comprendere loro che, specie in una fase di perdurante crisi come questa, i figli sono davvero una ricchezza.La famiglia, elemento primo e cardine della società,vaquindisostenuta e privilegiata, il lavoro della donna entro le mura domestiche incentivato, le famiglie numerose vanno adeguatamente incoraggiate,come Forza Nuova sostiene, del resto, già dal ’97 nel suo secondo punto programmatico.

PROPOSTA DI FORZA NUOVA

La nostra proposta di legge prevede€ 650,00 al mese, a partire dal settimo mese di gravidanza, per il primo figlio, o per il primo dall’entrata in vigore della legge,a cui si aggiungono€ 350,00, a partire dallo stesso periodo di gestazione,per ogni figlio dopo il primo,secondo il dispositivo di legge,fino al conseguimento dei diciotto anni.

  1. Il «REDDITO ALLE MADRI» è dovuto dallo Stato per il solo titolo della maternità, indipendentemente dal reddito del beneficiario o del suo nucleo familiare, ed è esente da imposte o pignoramenti.
  2. Il «REDDITO ALLE MADRI» non deve gravare sulle tasche degli italiani, privati e imprese,ma far circolare ricchezza reale per le famiglie e per l’intera economia.
  3. Il «REDDITO ALLE MADRI» si finanzia esclusivamente attingendo ad una parte delle ingenti risorse destinate ad incentivare l’immigrazione e, grazie a una sorta di “patrimoniale” mirata,con i profitti che lo Stato ricava dal gioco d’azzardo e dalle lotterie, dalle aliquote su petrolio e gas (con le necessarie clausole di salvaguardia per il consumatore). La “patrimoniale”, anziché puntare a salvare le banche e punire i contribuenti, si rivolgerà alla speculazione e all’usura bancaria, tassando le partecipazioni statali, le riserve e i profitti di quella SPA che è la Banca d’Italia, obbligando anche l’Agenzia delle Entrate – Riscossione a contribuire al futuro d’Italia.
  4. Il «REDDITO ALLE MADRI» prevede  incentivi a favore delle imprese per le madri lavoratrici.

Le donne italiane in età fertile sono circa 5 milioni e 200mila, se anche la metà di queste dovesse mettere al mondo un figlio dopo l’approvazione della legge, la spesa annuale complessiva si aggirerebbe intorno ai 20 miliardi, la stessa cifra stanziata dal governo per salvare le banche, il gettito previsto da una finanziaria tra le meno pesanti degli ultimi anni, i costi relativi alla gestione dell’immigrazione… Cifra facilmente raggiungibile.

Ufficio stampa Forza Nuova Umbria-Italia agli Italiani

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