Dopo elezioni, Raffale Nevi (FI) difende il sindaco di Perugia, Andrea Romizi

Sto leggendo con grande fatica e anche un pizzico di amarezza continue dichiarazioni (che chiaramente hanno molta enfasi sui giornali) di gente che invece di rallegrarsi per lo storico risultato frutto della compattezza e della armonia politico-programmatica dimostrata dal centro destra nella recente campagna elettorale non trova di meglio da fare che individuare nel Sindaco di Perugia il capro espiatorio della mancata elezione personale. Secondo costoro Romizi sarebbe anche responsabile della elezione di Squarta e della mancata elezione del secondo di Forza Italia.  Sono delle autentiche farneticazioni di chi non ha vissuto la campagna elettorale in cui Andrea Romizi non ha fatto altro che mettersi a disposizione  di tutti quelli che lo hanno voluto invitare. Ciò non era assolutamente scontato ma lo ha fatto per raccontare ciò che sta facendo per Perugia.

Basta guardare i dati delle preferenze di Squarta per capire che sono il frutto di una squadra di persone che avevano già avuto consenso alle scorse comunali. Si dimenticano poi che Forza Italia in Umbria ha ottenuto un risultato addirittura migliore rispetto ad altre regioni limitrofe del centro-Nord.

Lungi da me dire che sono contento di questo risultato ma attribuirlo al Sindaco o alla Giunta e’ autentica follia da irresponsabili visto che Sindaco e Giunta hanno dimostrato di avere un gradimento altissimo come ha rivelato l’ultimo sondaggio del sole 24 ore di cui abbiamo a lungo parlato in campagna elettorale….quello che serve oggi e’ tacere e lavorare per ricostruire dal basso e con criteri meritocratici una forza politica devastata da scissioni, inchieste e dalla persecuzione giudiziaria del suo leader che ha perso in poco tempo buona parte della sua classe dirigente apicale e territoriale. Abbiamo subito un continuo stillicidio di folli dichiarazioni di questo e quell’esponente nazionale  fino a pochi giorni dal voto e tutti i sondaggi ci davano in caduta libera, addirittura sotto l’8% in Umbria. Solo la venuta del presidente Berlusconi ha impedito l’emorragia totale verso la Lega.

Questa e’ la verità e l’amministrazione comunale e il Sindaco Romizi non c’entrano nulla in tutto ciò e anzi rappresentano il simbolo del centrodestra positivo e vincente dell’Umbria di cui si parla in tutto il resto del paese. Chi prova a demolirne l’immagine positiva di cui gode fa una operazione autolesionista che risulta incomprensibile alla gente. Se tale operazione fosse poi finalizzata a mandare messaggi in codice al Sindaco per avere uno spazio magari in giunta sappia che Romizi per come lo conosco non si piegherà mai a questi giochetti da politicanti di serie C.
Io come capogruppo in Regione sarò al suo fianco per aiutarlo a portare avanti il suo faticoso lavoro e voglio proprio sperare che questo sia l’atteggiamento di tutti i dirigenti ed eletti di Forza Italia dell’Umbria.

Raffaele Nevi
Presidente gruppo Forza Italia Regione Umbria

1 Commento su Dopo elezioni, Raffale Nevi (FI) difende il sindaco di Perugia, Andrea Romizi

  1. capisco che Nevi deve difendere il sindaco perchè alla sua cena ha partecipato cosa che non ha fatto con Maria Rosi che più volte lo ha invitato,vorrei sapere dove vive il signor Nevi non capendo il disastro che hanno fatto i dirigenti del coordinamento di forza italia,naturalmente perchè hanno portato lui,non può che essere dalla loro parte,hanno vinto tutti tranne forza italia che a causa del pessimo risultato non ha permesso al candidato Ricci di vincere l’Umbria.Il fatto che il sindaco non venga alle serate organizzate dai candidati di forza italia ma partecipi in discoteca con il consigliere Squarta secondo lui è normale?Ci sono i manifesti e le pubblicità sui giornali a parlare.Caro consigliere Nevi,si goda la sua elezione ma non sia ipocrita cercando di far passare gli altri come sfasciatori o persone che hanno altre ambizioni,lavori per il bene dell’Umbria e lasci perdere le difese di ufficio di un sindaco che pur chiamato in causa non interviene perchè non può dire niente

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