Disturbi comportamento alimentare, Terza commissione: “Verificare livello assistenza”

Disturbi comportamento alimentare, Terza commissione: "Verificare livello assistenza"
Disturbi comportamento alimentare

La Terza Commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la Giunta a “verificare il livello di assistenza nel territorio regionale, e in particolare nel territorio del Comune di Perugia, dei servizi residenziali, semi-residenziali e ambulatoriali che operano nella diagnosi, cura e assistenza dei soggetti affetti da disturbi del comportamento alimentare (Dca) e a procedere, attraverso le soluzioni previste dalla legge, nel dare risposte immediate al fenomeno Dca, sempre più in aumento”.

“I disturbi del comportamento alimentare – si legge nell’atto – sono patologie serie, gravate da consistenti indici di mortalità, e rappresentano una problematica clinica complessa, che può essere curata solo attuando un modello terapeutico multidisciplinare, altamente qualificato e integrato.

Nell’organizzazione del sistema sanitario regionale sono adottati livelli di assistenza e cura mediante servizi che operano in rete con ambulatori dedicati, centri di riabilitazione residenziale e semi-residenziale, fino ai posti letto per il ricovero per i casi acuti, ma risultano carenti nel territorio del Comune di Perugia, ove insiste un bacino di utenza di circa 170mila abitanti, mentre operano da tempo, anche nel territorio di Perugia, associazioni convenzionate che offrono servizi residenziali, semi-residenziali e ambulatoriali che si fanno carico della complessità del problema avvalendosi di equipe multi-professionali”.

1 Commento su Disturbi comportamento alimentare, Terza commissione: “Verificare livello assistenza”

  1. della serie ” la caccia alle streghe è aperta” .Solleva un certo riso ironico ma amaro e irritazione questa affermazione del responsabile di detta commissione ,in diversi punti: 1. i disturbi del comportamento alimentare non sono patologie ma segni ed espressione di profondi e noti disagi interiori esistenziale e esperienziali che affondano radice al 95% dei casi in abusi , maltrattamenti e traumi infantili pre adolescenziali o comunque in cause legate strettamente a gravi carenze affettive e di accudimento . A tale riguardo la letteratura e le statistiche sono notevoli e approfondite.
    2.le strutture pubbliche che operano sul territorio come centri salute mentale, residenze, reparti ecc. non sono all’altezza del problema in quanto proprio improntate su quelle linee-guida ministeriali vecchie e inefficaci che sono alla base di terapie e approcci dannosi, ulteriormente traumatizzanti e cronicizzanti e spesso e volentieri violente. 3. spesso in tali strutture si verificano trattamenti violenti e illegali tali da richiedere un controllo serio e rigido da parte di commissioni di inchiesta e vigilanza. Sarebbe davvero il caso invece di formare ridicole e paradossali commissioni “poliziesche” per la valutazione di tali strutture che continuano a operare secondo direttive secolari e sorpassate conosciute e approvate dalla stessa commissione sanitaria regionale ,di rivedere le linee-guida e gli standard all’approccio del problema , proponendo iniziative innovative ed efficaci che comprendano il problema alla radice e coinvolgano non solo equipe multidisciplinari e mediche ma le famiglie intere e tutto ciò che ruota intorno a esse : scuola, sociale ecc . quindi non tanto la presa in cura di un singolo, portatore dei segni, ma di tutto il nesso socio- familiare e il contesto in cui vive l’individuo portatore:
    un vero studio e analisi dell’ambito delle relazioni familiari e sociali , come proposto a partire già dagli anni “50 con i pionieri della psicologia fenomenologica esistenziale che ha avuto poi seguito e grande sviluppo negli anni Settanta e Ottanta con gli studi illuminanti della psichiatria esperienziale e psicoanalisi alternativa.
    Investire quindi su politiche sanitarie e sociali reali ed efficaci e non cercare di tappare buchi vecchi e sgretolati su muri altrettanto vecchi e decadenti.
    eleonora favaroni

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