Disegno di legge politiche di genere, De Vincenzi, è scritta e pensata male

DISSIPA SOLDI PUBBLICI IN MILLE RIVOLI SENZA EFFICACIA SOCIALE

Disegno di legge politiche di genere, De Vincenzi, è scritta e pensata male
sergio de vincenzi

 Disegno di legge politiche di genere, De Vincenzi, è scritta e pensata male PERUGIA – La Giunta regionale ha voluto caparbiamente perdere un’occasione importante per dare al nostro territorio una normativa che potesse essere sostenuta da una larga maggioranza perché innovativa e rispettosa delle donne umbre.

Ci aspettavamo legge organica nei contenuti e rispondente alle attese delle donne, non solo in ambito lavorativo ma anche familiare, come moglie e madre, e nelle tante situazioni difficili di cui si fanno carico le donne senza essere considerate, come la cura dei figli o familiari con disabilità o entrati nel vortice delle dipendenze. Con queste caratteristiche poteva riscuotere il consenso della minoranza perché sul tema del sostegno alla figura femminile non dovrebbero esserci.

É una legge scritta e pensata male, connotata da tinte di femminismo ideologico sessantottino e veterofemminista, non è una legge quadro, ma un’accozzaglia disorganica di elementi a corollario del sostegno alla rete dei centri antiviolenza e alle associazioni che li gestiscono, una legge inemendabile, ideologicamente connotata dall’imprinting femminista che non valorizza la figura femminile come ‘persona in relazione’ e contribuisce invece ad alimentare la contrapposizione di genere senza offrire elementi di novità sul fronte della proposizione di più armoniose relazioni di genere, non valorizza né promuove la donna, creando i presupposti per una sua ulteriore discriminazione.

Un atto lesivo della dignità delle donne e una palese montatura per dissipare soldi pubblici in mille rivoli di nessuna efficacia sociale, anzi moltiplicando danni e divisioni. Chi voterà a favore se ne assumerà tutte le responsabilità di fronte ai cittadini, ma soprattutto a tutte le donne, che sono palesemente prese in giro, perché i veri elementi di interesse non sono finanziati e probabilmente non lo saranno in futuro.

Perciò la proposta della minoranza è di ritirare il disegno di legge e aprire un tavolo per elaborare una proposta condivisibile da parte di tutte le componenti interessate”.

Assemblea legislativa Umbria approva disegno di legge su politiche di genere

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