Disabilità e non autosufficienza, M5s diffida assessore Cicchi

Rosetti non si ferma qui, anche sindaco e dirigente politiche sociali

Disabilità e non autosufficienza, M5s diffida assessore Cicchi
cristina rosetti

Disabilità e non autosufficienza, M5s diffida assessore Cicchi

da Cristina Rosetti
(Portavoce Presidente M5S Comune di Perugia)
Lo sanciscono da anni normative internazionali e nazionali e dal febbraio 2015 lo ha stabilito il Consiglio Comunale: alle persone con disabilità e non autosufficienti deve essere riconosciuta la libera scelta tra l’assistenza diretta (fatta dalle cooperative, incaricate dal Comune) e quella indiretta, fatta da contributi economici strutturali e stabili al fine di valorizzare l’assistenza del Care Giver familiare e delle persone assunte in maniera regolare e liberamente scelti dal disabile e dalla propria famiglia.

Invece, di indirizzare le politiche sociali in tale direzione, continuiamo ad assistere ad un sistema di politiche sociali che applica quasi esclusivamente la forma dell’assistenza diretta fatta da operatori di cooperative con costi orari elevatissimi, quasi doppi rispetto allo stipendio di un assistente personale (contenendo il costo di intermediazione della cooperativa), spesso incapaci di coprire tutte le ore di assistenza e talvolta poco preparati ad affrontare le diverse tipologie di disabilità.

Non vi è neppure la garanzia della continuità dell’assistenza, in quanto, spesso, gli operatori vengono fatti ruotare. Ed allora, visto che dall’accesso atti del M5S è emerso come di fatto non vi sia neppure la necessaria informazione all’utenza sulla libertà di scelta e sull’assistenza indiretta e visto che l’Assessore Cicchi continua a propagandare misure una tantum, “mancette”, quali quelle del contributo “badante” a copertura di due soli mesi, in violazione della Deliberazione del Consiglio Comunale, proposta dal M5S e adottata all’unanimità dal Consiglio Comunale, nel febbraio 2015, il M5S è costretto a diffidare tanto l’Assessore Cicchi, il Sindaco che la stessa dirigente ai servizi sociali a dare piena e compiuta attuazione alla Deliberazione de qua, la quale impegna il Sindaco e la Giunta: a valutare idonei strumenti programmatici finalizzati: al sostegno alla domiciliarità, sul modello di altre amministrazioni comunali, come il Comune di Terni, a favore delle famiglie ove siano presenti situazioni di gravi disabilità secondo un piano personalizzato in un’ottica di libertà di scelta tra gli strumenti  disponibili, con obbligo, per l’Ente, di monitorare i risultati della presa in carico, e che prevedano:

1) forme di erogazione diretta alle famiglie;  di un assegno di cura, senza obbligo di assumere un assistente qualora in famiglia sia presente un Caregiver; con obbligo di rendicontazione dettagliata dell’impiego della somma erogata a dimostrazione che venga impiegata per la finalità per cui viene data;

2) forme di erogazione diretta alle famiglie di un contributo badante per coprire i costi di un assistente domiciliare scelto liberamente, in mancanza di Caregiver e/o in affiancamento dello stesso;

–  dare piena attuazione alla Convenzione ONU al fine di garantire l’effettiva e concreta   attuazione dei principi in essa contemplati;

–    di sostenere attivamente il progetto sperimentale per la destinazione del 20% del fondo della Regione Umbria sulla non autosufficienza a progetti individuati per favorire la vita indipendente e la libertà di scelta;

–       di assicurare e garantire la reale, concreta e diretta partecipazione dei disabili e dei loro familiari attraverso l’individuazione di progetti di vita e il riconoscimento dei loro diritti anche tramite le associazioni di tutela dei diritti;

–       alla incentivazione di figure professionali innovative, nell’ambito dell’assistenza-riabilitazione sanitaria e psico-sociale, che garantiscano i servizi direttamente commissionati e finanziati dalle famiglie tramite “l’assegno di cura” o il “contributo badante” che possa essere valutato e monitorato dall’ente pubblico.

–       al riconoscimento e valorizzazione della figura del Caregiver familiare come componente informale della rete di assistenza alla persona e risorsa del sistema integrato dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari;”.

Viste inoltre le Deliberazioni del Consiglio Comunale in ordine alla valutazione della indispensabilità quale organismo partecipativo per la programmazione delle politiche per la disabilità, del Forum civico sulla disabilità, costituito con Regolamento del Consiglio Comunale del 2006, il M5S, stante, anche sotto tale profilo, la sostanziale inerzia della Giunta e degli Uffici, i quali, nonostante le nostre plurime sollecitazioni, ad oggi, non hanno attivato le procedure per la sua costituzione, il M5S diffida alla sua pronta costituzione.

Fare politiche sociali innovative, eque e capaci di dare risposte più qualificate e ad un più ampio spettro possibile dei bisogni della nostra popolazione è ciò che distingue una amministrazione da un mero gestore di risorse.

Il M5S ritiene che fino ad ora in tema di sociale si siano solamente gestite delle risorse, mancando completamente una visione trasversale e politiche integrate. La dice lunga l’assenza dell’Assessore Cicchi e della sua dirigente alle sedute delle commissioni in cui abbiamo discusso del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche e degli ausili per i non vedenti. L’Assessore ha asserito che la materia sarebbe di competenza dell’urbanistica. Oltre ad essere imbarazzante, tale risposta la dice lunga sul concetto di vita indipendente dell’assessorato al sociale.

 

 

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