Corsi Liberati, Di Girolamo, comprendo rabbia lavoratori, ma sì a libertà espressione

L’episodio di ieri non fa che confermare che il clima del confronto rischia di deteriorarsi

Corsi Liberati, Di Girolamo, comprendo rabbia lavoratori, ma sì a libertà espressione

Corsi Liberati, Di Girolamo, comprendo rabbia lavoratori, ma sì a libertà espressione  TERNI – “I  ripetuti appelli del presidente Mattarella al rispetto delle posizioni altrui, il richiamo a un clima di maggiore unità in un Paese purtroppo lacerato da tensioni economiche, sociali e politiche, mi auguro che a Terni non rimangano inascoltati. La nostra città  – dichiara il sindaco Leopoldo Di Girolamo – sta vivendo una serie di difficoltà che purtroppo sono comuni al resto del Paese:  angoscia per il futuro, paura dei cambiamenti in corso, gravi difficoltà lavorative, sembrano essere convogliate in una ondata che rischia di spazzare via il confronto democratico.

Ieri ho chiesto a chi invoca un giustizialismo strumentale, pericoloso e irrispettoso, di guardare agli elementi fondanti della comunità ternana, di non alimentare quel clima di sospetto che rischia di divenire un tratto caratterizzante per il tessuto produttivo, sociale e cooperativo di Terni. Oggi con altrettanta nettezza chiedo il rispetto della libertà di espressione. Messo a conoscenza di quanto avvenuto ieri nell’ufficio del gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle, ad inizio di una conferenza stampa, non esito a definirlo inaccettabile.

Pur consapevole della amarezza e della rabbia che vivono le persone esposte ad accuse che ritengono infondate, e ancor di più a processi sommari che nulla hanno a che vedere con le garanzie dello Stato di diritto, pur comprendendo le preoccupazione di chi teme per le sorti del posto di lavoro, ritengo che la libertà di comunicazione debba essere pienamente rispettata. Se ci sono elementi infondati e mendaci, occorre rispondere con gli strumenti e nei luoghi dovuti, sia sotto il profilo mediatico che legale.

L’episodio di ieri non fa che confermare che il clima del confronto rischia di deteriorarsi in  una escalation di continue tensioni. La città non se lo merita, non giova a nessuno, né alle forze politiche, né alle forze sociali ed economiche. Dobbiamo rapidamente recuperare una modalità di confronto ed una dialettica più corretta, più rispettosa delle persone e delle regole. Un confronto nei luoghi deputati della democrazia cittadina, ad iniziare dal consiglio comunale, elemento principe.

Da parte mia cercherò di attenermi a questi principi, già in passato ho cercato in tutti i modi di non alimentare polemiche e tensioni, anche a costo di dare la sensazione di non salvaguardare con determinazione il ruolo e le funzioni del sindaco della comunità. D’altronde la mia visione del ruolo del sindaco è quella di una figura di riferimento per la città, anche quando occorre svolgere una funzione di ascolto e compensazione delle tensioni.

E’ questo il mio modo di interpretare il ruolo di primo cittadino, così ho fatto in questi sette anni carichi di problemi, così continuerò a fare in questi frangenti altrettanto complessi e difficoltosi”.

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