Defr, Marini, “E realistico non un libro dei sogni”

MARINI: "AIUTA AL MEGLIO L'UMBRIA PER FAR RIPARTIRE IL SISTEMA REGIONALE E LE SUE IMPRESE"

Defr, Marini, "E realistico non un libro dei sogni"

Defr, Marini, “E realistico non un libro dei sogni”

CONCLUSIONI MARINI CATIUSCIA MARINI (Presidente Giunta): “UN DEFR REALISTICO, NON UN LIBRO DEI SOGNI, CHE AIUTA AL MEGLIO L’UMBRIA PER FAR RIPARTIRE IL SISTEMA REGIONALE E LE SUE IMPRESE. Un Defr che sceglie una politica riformista, che sceglie la coesione sociale e che non incide sulla tassazione ma punta molto alle politiche della programmazione comunitaria. Non penso che dalle politiche regionali dipenda tutta la possibilità dell’inversione di rotta del sistema regionale.

Ma il combinato disposto di alcune politiche nazionali e regionali, sfruttando le occasioni che ci mette a disposizione l’Europa, può produrre effetti positivi non solo di breve ma anche di medio periodo. Il Defr è l’occasione per condividere una lettura dell’Umbria e un’analisi sulle sue condizioni, per INDIVIDUARE LE PRIORITA’ di carattere politico e le scelte per incidere sul suo sviluppo. Mi dispiace che in quest’Aula ci sia un uso distorto dei dati. L’Umbria ha perso 5,7 per cento di Pil nel primo anno della crisi, tra il 2008 e il 2009.

L’Umbria non deve essere considerata in maniera autarchica, ma va valutato l’impatto della crisi economico finanziaria internazionale sul nostro Paese e sulla nostra regione, leggendo con attenzione i punti di forza e quelli di debolezza regionali. E come l’insieme delle politiche impattano sul nostro tessuto produttivo che è caratterizzato più di altri da piccole e medie imprese, da aziende dominate dalla domande interna e da una scarsa propensione all’export. Capire le debolezze e le fragilità del nostro sistema aiuta la politica a capire come intervenire per aiutare a consolidare il nostro sistema regionale. Anche perché c’è un gruppo di medie imprese innovative, più orientate all’export, con maggiore capacità di innovazione e ricerca, più propense all’internazionalizzazione, che sono quelle che hanno reagito meglio alla crisi. E che in alcuni casi sono andate in controtendenza. Accendere i riflettori su queste serve a dire che lì stanno i nodi strutturali da affrontare: innalzare la dimensione delle imprese, potenziare le imprese esportatrici, spingere sul processo di export non solo nei paesi europei ma soprattutto extra Ue, alimentare l’innovazione e la ricerca. Per una corretta lettura del sistema economico e produttivo dobbiamo mettere insieme i dati statistici con la fotografia del sistema delle imprese e con la fotografia del sistema del lavoro.

Nel quarto trimestre del 2015 in Umbria sono arrivati gli effetti positivi del JOBS ACT e i 13mila occupati in più sono un dato interessante: ora dobbiamo capire se queste politiche si consolidano nel tempo. Starei attenta, poi, a buttare via i voucher della GARANZIA GIOVANI. Uno strumento non risolutivo ma che stiamo sperimentando, grazie al quale la Regione si è presa in carico 16mila giovani, di cui 9mila 500 sono stati avviati ad un tirocinio formativo presso un’azienda. E di questi mille e 800 ragazzi hanno ricevuto un contratto di lavoro. Nel Defr abbiamo fatto scelte forti anche sull’attuazione delle programmazione europea 2014-2020, con il cofinanziamento nei bilanci, andando a liberare risorse che vanno a finanziare gli unici programmi che oggi abbiamo a disposizione. Dobbiamo selezionare gli obiettivi prioritari e concentrare le risorse.

Per le nuove INFRASTRUTTURE, poi, il lavoro che abbiamo fatto è importante perché oggi si vede il compimento di un lavoro durato anni. Ad esempio con la chiusura dei due cantieri della Quadrilatero nel territorio umbro. Apprezzo che il Governo nazionale mette un miliardo e 100 milioni per i prossimi 5 anni sulla E45. Una scelta di primissimo piano, che butta via la pessima storia della legge obiettivo, e punta sul completamento e la messa in sicurezza come priorità.

Da sottolineare anche la scelta fatta sul risanamento del sistema societario dei trasporti, con la cessione dell’infrastruttura Fcu a Fs. Nel Defr inoltre ci sono alcune innovazioni da sottolineare come la sperimentazione del REDDITO DI INCLUSIONE ATTIVA, coerente con quello che fa il Governo nazionale, che non è un mero slogan e che va ad incidere sull’impoverimento delle persone. A breve porteremo in Aula il Piano sociale e avvieremo il percorso del Piano sanitario regionale, dove possiamo pensare ai temi strategici dei prossimi 3-5 anni. La Regione ha tutte le AGENZIE in pareggio di bilancio, e le società regionali sono in equilibrio. Su rifiuti e acqua serve un coinvolgimento del sistema delle autonomie dell’Umbria, e il protagonismo dei comuni sarà fondamentale per scelte strategiche. Il bilancio strutturalmente sano è frutto di scelte politiche e amministrazione tecnica razionale.

E la SANITA’ non è fattore secondario, perché le regioni che sono in deficit strutturale lo sono per problemi in sanità. La nostra sanità ha retto, contrariamente a quella di altre regioni, come la Lombardia dove da poco ci sono stati arresti per tangenti. Il BILANCIO ha invarianza fiscale: Irpef, Irap e bollo auto sono invariate per il quindicesimo anno consecutivo se consideriamo la maggioranza e per il sesto anno consecutivo con la mia Giunta. Inoltre nel bilancio non si tagliano risorse al welfare, o alla ricerca. Ma si taglia molto sulla macchina e sulla capacità di indebitamento”.

Defr

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