Defr, Marco Squarta, giudizio fortemente negativo su Documento

Vince il NO, Squarta, "snob cari", non vi si sopporta più, capito ora?

Defr, Marco Squarta, giudizio fortemente negativo su Documento

MARCO SQUARTA (FDI) “GIUDIZIO FORTEMENTE NEGATIVO SUL DEFR: INTENTI NON SUFFRAGATI DA DATI CONCRETI. SOLO PAROLE AL VENTO, ANCHE SU QUESTIONI STRATEGICHE COME LA SANITÀ. Ci saremmo aspettati una programmazione economico-finaziaria che partisse da una puntuale definizione delle criticità delle singole aree e degli obiettivi da raggiungere indicando chiaramente i risultati attesi nel periodo di programmazione. Nel DEFR si punta su “il risparmio pubblico” e la riorganizzazione delle SOCIETÀ PARTECIPATE regionali, sarebbe uno dei punti nodali attraverso cui realizzare tale risparmio.

Ma non c’è un solo passaggio in tal senso. Nel 2013 le partecipate sono costate alla Regione ben 60 milioni di euro e la Corte dei Conti ha lamentato la mancata trasmissione dei bilanci delle partecipate e la chiusura in perdita di UmbraFlor, Sviluppumbria e Umbria Tpl e Mobilità spa. Necessaria e urgente una ricognizione delle partecipazioni regionali di secondo e terzo livello. La ridefinizione dei ruoli di Sviluppumbria e Gepafin, così come presentata nel Dfr potrebbe determinare una ulteriore emorragia di risorse pubbliche e una crescita di ‘piccoli’, per modo di dire, ‘centri di potere’.

Necessita di attenzione il ruolo sempre più centrale che l’Esecutivo sembra disegnare per Sviluppumbria, che incorporata con Gepafin si troverà a gestire direttamente, come organismo intermedio, ulteriori 7,5 milioni di euro l’anno di risorse comunitarie, senza considerare la altre. Le recenti dimissioni dell’Ingegner Fagotti che ha lasciato SASE puntando il dito proprio contro Sviluppumbria, pongono forti interrogativi anche sull’efficace impiego delle risorse destinate alla valorizzazione dell’AEROPORTO ‘San Francesco’ rispetto al quale quale, proprio nei giorni scorsi, Ryanair ha preannunciato, in pieno Giubileo, di voler tagliare alcune rotte. Si aggrava così lo storico isolamento dell’Umbria.

Per Gepafin il 2016 deve essere anche l’anno in cui si procederà al riordino del sistema regionale dei Confidi, con passaggi chiari e ben definiti che garantiscano una equilibrata integrazione dei ruoli di Gepafin con il sistema dei Confidi. Sulla SANITÀ la maggioranza ‘se la canta e se la suona’. Il fatto di non essere fra le Regioni con piani di rientro per l’equilibrio economico-finanziario, non certifica la qualità dei servizi.

Problemi: abbattimento delle liste d’attesa; mobilità passiva; recenti denunce degli utenti del centro regionale per la Sla ; fornitura in tempi utili ai pazienti oncologici i farmaci di ultima generazione; famiglie con bambini autistici senza il necessario supporto assistenziale; lungaggini burocratiche per il rimborso si spese sanitarie sostenute fuori regione. Forti dubbi sulla capacità di questo esecutivo di far fronte alla revisione dei LEA senza creare ulteriori disagi e disservizi agli umbri. GARANZIA GIOVANI: in Umbria sono oltre 16.000 i giovani che hanno aderito a tale programma e oltre 1.000 sono stati già presi in carico dai Centri per l‟impiego regionali, per circa 10.000 interventi di politiche attive. Dubbi forti sulla buona capacità di impatto della misura.

L’Umbria ha recepito tale strumento destinando fra l’altro 4 milioni di euro a tirocini di sei mesi che prevedono una indennità mensile di 500 euro lordi per i giovani disoccupati tra i 15 e i 29 anni. La misura sarebbe anche utile se non fosse resa dannosa dal meccanismo burocratico. Se il meccanismo della Garanzia Giovani funzionasse in modo snello ed efficiente potrebbe anche essere uno strumento efficace, ma nonostante le rassicurazioni dell’assessore Paparelli, alle condizioni attuali appesantisce solo il quadro complessivo. Il sistema universitario umbro “produce” da un lato laureati in numero sufficiente, ma si registra il persistente gap nella struttura occupazionale che privilegia posizioni professionali di basso profilo. Come pure il persistere del gap occupazionale fra uomini e donne a svantaggio evidentemente di queste ultime.

Nel Defr non ci sono cenni su come agire nel merito. Non sono previste azioni mirate alla riduzione dello SPRECO ALIMENTARE. La questione meriterebbe interventi strutturati e incisivi e che sia prima di tutto un aspetto che attiene al sistema del welfare.

Necessario che la Regione Umbria chiami i supermercati, grande distribuzione e piccoli esercizi di vicinato, a contribuire alla riduzione dello spreco del cibo: questo l’obiettivo di una mia proposta di legge regionale attualmente in fase di confronto con il terzo settore. In tema di RIFIUTI si parla di un “rinnovato impegno per l‟incremento della raccolta differenziata e l‟adeguamento impiantistico”. Ma il richiamo della Regione ai Comuni ancora distanti dall’obiettivo del 65% di RD entro il 2017 stride fortemente con l’ordine del giorno sottoscritto dai sindaci dell’AURI in cui si chiede di posticipare il raggiungimento degli obiettivi.

L’aver programmato percentuali di differenziata che i Comuni non hanno raggiunto, e l’aver fatto finta di niente per anni, ha portato alla saturazione delle discariche. Tutto questo sta generando un caos totale. Ad oggi, come riconosciuto anche da Confindustria, non c’è orizzonte alcuno rispetto alla programmazione in fatto di produzione di Css e siamo alle soglie di una situazione di emergenza. Pochissime insignificanti righe, infine, nel Defr sulla questione delle dipendenze.

Quanto previsto per la prevenzione e il contrasto del gioco d’azzardo avrebbe dovuto attuarsi nel 2015, ma nei fatti quella sulle LUDOPATÌE e giochi d’azzardo rimane oggi una legge inapplicata, anche per motivi fiscali. Risultato: la Regione non intende investire risorse su azioni concrete e reali di contrasto alle ludopatìe”. Nemmeno una riga anche per ciò che riguarda il CONSUMO DI SOSTANZE. È necessario e urgente che la politica si faccia carico del dilagare del problema fra giovani e adolescenti. Ricordo che una mia mozione, attualmente in Commissione, chiede di promuovere, la progettazione di un modello di intervento volto proprio alla cura dei danni psicofisici dovuti all’abuso di sostanze stupefacenti da parte di giovani assuntori, che consenta la presa in carico precoce di giovani e adolescenti a rischio, attraverso un trattamento personalizzato e integrato”.

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