Defr, Giacomo Leonelli, “Patto per le opportunità con gli umbri”

Bene la LOTTA ALLE POVERTÀ, con il lavoro che stiamo facendo in commissione

Defr, Giacomo Leonelli, "Patto per le opportunità con gli umbri"
giacomo leonelli

Defr, Giacomo Leonelli, “Patto per le opportunità con gli umbri”

GIACOMO LEONELLI (PD): “IL DEFR È UN ‘PATTO PER LE OPPORTUNITÀ’ CON LA COMUNITÀ REGIONALE, METTENDO INSIEME LE MIGLIORI ENERGIE PER COSTRUIRE UN MARCHIO UMBRIA – Credo che vada contestualizzata l’Umbria nello scenario nazionale e l’Italia nello scenario internazionale. Questo c’è nella premessa dell’atto. Viviamo in una situazione per cui, grazie agli sforzi del governo Renzi, l’Italia sta uscendo da una secca. Alcuni dati sono incoraggianti: RIPRESA DEL PIL, una manovra che rimette fiducia nell’economia e in tasca alle famiglie un po’ di risorse, vedi l’esenzione Tasi, la proroga degli sgravi contributivi, la riduzione per beni strumentali alle aziende, c’è la riforma istituzionale in itinere, c’è un Paese che vuole uscire dalla secca. Quadro regionale: i dati Eurostat che vedono Umbria come regione più sofferente per la crisi economica deve farci interrogare sul perché la crisi è particolarmente feroce con le piccole e medie imprese umbre. Era forse una produzione troppo legata alla domanda interna, con scarsa innovazione e competitività. Nel 2015, invece, i dati sembrano mostrare un altro mondo, con i dati Istat che dicono in Umbria c’è incremento di occupazione più che altrove, export in crescita del 6,4 per cento contro la media nazionale del 3,8. Mettiamo a confronto queste due fotografie: emerge un quadro di passaggio epocale in Umbria, siamo all’inizio di un nuovo ciclo, il vecchio è passato. Dobbiamo quindi renderci conto di quale sia la responsabilità che grava sulle nostre spalle, non solo del Pd. Tutti dobbiamo fare uno sforzo per costruire un NUOVO MODELLO DI UMBRIA, sapendo che non tutto dipenderà da noi. Serve il coraggio di guidare processi, non governare quello che fattori economici e sociali costruiranno per noi. Questo atto ha tali caratteristiche? La prima scommessa che emerge dal Defr è quella di un’Umbria più leggera, con gli impegni su agenda digitale, banda larga su 32 comuni, processo di aggregazione delle agenzie da continuare, semplificazione di tutte le agenzie che si occupano di formazione e istruzione. Un quadro che fa emergere una Regione più competitiva, che vuole scommettere sul turismo come motore di sviluppo. La legge sul consumo di suolo è importante perché oggi è elemento ostativo della qualità della regione. Bene la LOTTA ALLE POVERTÀ, con il lavoro che stiamo facendo in commissione, 10milioni di euro per politiche attive, non briciole a tutti, ma permettendo la formazione per tornare ad essere competitivo sul mercato del lavoro. Specie per chi non ha gli anni per andare in pensione ma deve rimettersi in gioco. Il tema della coesione riguarda anche la SANITÀ, una sanità di territorio per rendere il servizio più prossimo e agevole, migliorando la gestione dell’emergenza. Il cittadino deve farsi consapevole che la situazione è mutata, che andiamo verso il superamento delle criticità con la nuova organizzazione della rete, pianificando l’abbattimento delle liste d’attesa. Credo che ciò che emerge sia un ‘patto per le opportunità’ con la comunità regionale, dobbiamo mettere insieme le nostre migliori energie per costruire un MARCHIO UMBRIA, un migliore modello di qualità dei servizi, del territorio, della tutela ambientale. Da questo Defr emerge l’impegno per una crescita felice, non la decrescita felice del M5s. Dobbiamo mettere in connessione le qualità della regione, sapendo che non è tutto qui, ci sono criticità. Sulla gestione delle discariche dei RIFIUTI dobbiamo impegnarci velocemente nel dire no all’inceneritore e si alla raccolta differenziata, ma non basta. Serve un modello di governance adatto per superare le discariche. Sulle partecipate, non quelle di afferenza regionale ma quelle di pertinenza dei Comuni, speriamo che la legge nazionale ci faccia essere incisivi. E dobbiamo rendere la comunità regionale più partecipe della costruzione di un nuovo modello di sviluppo dell’Umbria”.

 

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