Debito pubblico Italia, Solinas, non ristrutturazione con acquisto di titoli derivati

I derivati sono oggetto di contrattazione in molti mercati finanziari

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Debito pubblico Italia, Solinas, no ristrutturazione con acquisto di titoli derivati

«Come si può pensare di contribuire a ristrutturare il nostro enorme debito pubblico tramite un acquisto di titoli derivati a carattere speculativo da parte dello Stato? Dal 2011 al 2015 tra interessi pagati alle banche e altri oneri finanziari lo Stato italiano ha già perso 23,5 miliardi di euro». Lo scrive il consigliere regionale Attilio Solinas ed esponente di Articolo 1 MDP in un post pubblicato su Facebook.

Il debito pubblico è cresciuto e il trend è proseguito anche nel 2017. Lo confermano i dati comunicati da Eurostat. E lo conferma una ricerca del Centro Studi ImpresaLavoro. Dal 2014 ad oggi il debito pubblico italiano è cresciuto di 138 miliardi di euro portandosi in termini assoluti a quota 2.218 miliardi di euro, dai 2.173 miliardi dell’anno precedente. In tre anni vola il debito pubblico in Europa. Si salva solo la Germania. Negli ultimi tre anni, la Germania ha ridotto il suo indebitamento di ben 63 miliardi di euro. Risultano invece in crescita i debiti pubblici degli altri grandi partner europei: Spagna (+121 miliardi), Italia (+138 miliardi), Regno Unito (+197 miliardi) e Francia (+209 miliardi).

Lo strumento derivato o semplicemente derivato (in inglese derivative) in finanza è un contratto o titolo il cui prezzo sia basato sul valore di mercato di un altro strumento finanziario, definito sottostante (come, ad esempio, azioniindici finanziarivalutetassi d’interesse o anche materie prime). Gli utilizzi principali degli strumenti derivati sono la copertura da un rischio finanziario (detta hedging), l’arbitraggio (ossia l’acquisto di un prodotto in un mercato e la sua vendita in un altro mercato) e la speculazione.

Le variabili alla base della quotazione dei titoli derivati sono dette attività sottostanti e possono avere diversa natura: può trattarsi di azioni, di obbligazioniindici finanziari, di commodity come il petrolio o anche di un altro derivato, ma esistono derivati basati sulle più diverse variabili, perfino sulla quantità di neve caduta in una determinata zona, o sulle precipitazioni in genere[1].

I derivati sono oggetto di contrattazione in molti mercati finanziari, e soprattutto in mercati al di fuori dei centri borsistici ufficiali, ossia in mercati alternativi alle borse vere e proprie, detti OTC, over the counter: si tratta di mercati creati da istituzioni finanziarie e da professionisti tramite reti telematiche e che, di solito, non sono regolamentati.

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