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Cristina Rosetti (M5S) Perugia, scandalo Gesenu, un terremoto annunciato

M5S piazzale abusivo sulle sponde del Tevere, Comune Perugia demolisca
Cristina Rosetti

Cristina Rosetti (M5S) Perugia, scandalo Gesenu, un terremoto annunciato

Che gli affari in Sicilia e altrove non abbiano portato buoni frutti, era sotto gli occhi di tutti da tempo. Ma che la tempesta che sta investendo Gesenu, oggi, e che parte con l’arresto del dominus del socio privato, nel gennaio scorso, del suo braccio destro, pochi mesi or sono, e che prosegue con indagini e informative antimafia, che coinvolgono la costellazione Gesenu, nessuno può dire che non fosse prevedibile. Solo chi non ha voluto sentire e vedere, in questi anni, può oggi permettersi di fingere di “cadere dal pero”.

Il meno attento dei padri di famiglia, già solamente leggendo i dati, pensando alle politiche di gestione dei rifiuti sul nostro territorio e facendo tesoro delle tante denunce da parte di comitati e cittadini, avrebbe alzato le antenne e non è un caso che, dall’inizio del nostro mandato, noi del M5S, abbiamo presentato ben 5 atti che interessano Gesenu e la sua gestione dei rifiuti e non solamente a Perugia. Risuonano oggi pesanti, come un macigno, le parole pronunciate dal precedente presidente Gesenu, Ventanni, che si dimise proprio poco prima della campagna elettorale di Boccali, alla Commissione di monitoraggio della Regione Umbria.

Proprio lì mise in fila l’analisi a tratti impietosa della società, dubitando dell’idoneità del socio privato. Ed ora, siamo all’interdittiva antimafia, che, se è vero che è misura preventiva, apre uno scenario di pressoché sicuro commissariamento per la società Gesenu. L’interdittiva è infatti una tutela volta a colpire anticipatamente l´azione della criminalità organizzata, impedendole di avere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione.

E’ anche vero però che si deve fondare su di un quadro indiziario complessivo, dal quale possa ritenersi attendibile l’esistenza di un condizionamento da parte della criminalità organizzata. A fronte di questo quadro gravissimo, di una crisi, anche di fiducia, che, comunque vada, lascerà strascichi ineliminabili, i perugini devono essere pronti a battersi contro poteri politici sordi e incapaci, da un lato, pronti, come sciacalli, a piazzare i loro poteri di riferimento, dall’altro, per riprendersi la gestione dei rifiuti e farne il fiore all’occhiello di questa Regione.

Il M5S è pronto. Prima della Prefettura, infatti, con il nostro atto sulla Commissione civica per la gestione dei rifiuti, abbiamo di fatto chiesto il commissariamento di tutta la compagine Gesenu, tanto del socio privato, che di quello pubblico, il Comune di Perugia, oggi, insieme a Gesenu, in quanto appunto socio pubblico, anch’esso oggetto di notifica dell’interdittiva prefettizia. Un socio pubblico che non ha usato certamente per il bene comune il potere contrattuale, forte, dato da un contratto di servizio che frutta a Gesenu 44 milioni all’anno, su un fatturato di circa 120 milioni, e che non ha vigilato su nulla, scaricando sulle manchevolezze del socio privato la propria inadeguatezza e cupidigia. Visto il laconico comunicato stampa del Comune di Perugia sul tema, a meno di un cambio deciso di direzione, crediamo proprio, che la Giunta Romizi, su questa vicenda, sia pronta a fare uno scivolone che la porterà ad una definitiva caduta.

scandalo Gesenu

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