Crisi regione, Ciprini M5s: «Marini si dimetta, tornare al voto»

Ciprini: "La Marini continua a proclamarsi estranea a complottismi e nomine pilotate nell'Azienda ospedaliera perugina"

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Crisi regione, Ciprini M5s: «Marini si dimetta, tornare al voto»

E’ tornato a riunirsi oggi il consiglio regionale dell’Umbria dopo lo ‘stop’ imposto dalla crisi di Giunta apertasi con le dimissioni dell’assessore Luca Barberini, nell’ambito della vicenda delle nomine in sanità. E non poteva mancare l’atteso intervento della presidente Catiuscia Marini che, certamente, non sta trascorrendo giornate serene, viste le premesse non proprio confortanti e la morsa intorno al collo sempre più stretta.

La Marini dal canto suo, prova a giocare tutte le carte a sua disposizione, pur di mantenere ben salda la poltrona, sottolineando che “la decisione della Giunta ha aperto una frattura politica e istituzionale molto profonda, ma i meccanismi decisionali che hanno portato alle nomine dei quattro direttori generali delle Aziende ospedaliere di Perugia e Terni e Asl 1 e 2, sono state applicate secondo i criteri della legge regionale e in base alla competenza professionale ed esperienze specifiche. Se dalla discussione in aula emergerà che non c’è una rotta condivisa per portare avanti l’azione di governo, vorrà dire che si andrà al voto”.

Ma non è certo una novità tutto questo clamore dato che, in più occasioni, i rappresentati del M5S hanno denunciato i conflitti di interesse che affliggono da tempo la Governatrice. E, come spesso accade anche nelle migliori fiabe, in casa PD il temporale è arrivato.

“La Marini continua a proclamarsi estranea a complottismi e nomine pilotate nell’Azienda ospedaliera perugina – afferma la deputata del M5S Tiziana Ciprini – ma, purtroppo per lei, all’interno della sua stessa coalizione c’è chi l’ha smentita visto che l’ex assessore alla sanità ha ribadito che non è stato rispettato il metodo di valutazione curriculare dei candidati, rendendo così il meccanismo illegale e non conforme alle normative vigenti. In virtù dell’importante carica politica ricoperta la Marini ha, in primis verso i cittadini e in secondo luogo verso le istituzioni, l’obbligo etico di rassegnare le dimissioni e dare finalmente la possibilità agli umbri di tornare alle urne” – conclude Ciprini.

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