Crisi Giunta, Sergio De Vincenzi boccia Defr senza appello

Regione isolata, senza futuro e con dati Eurostat che la danno a picco

Disegno di legge politiche di genere, De Vincenzi, è scritta e pensata male
sergio de vincenzi

Crisi Giunta, Sergio De Vincenzi boccia Defr senza appello

“Crisi di giunta, documento economico e finanziario senza un reale progetto di sviluppo mentre i dati Eurostat mostrano un’economia a picco e, negli ultimi giorni, l’annullamento dei voli Alitalia e Ryanair a sancire il definitivo isolamento dell’Umbria dal resto del mondo”: per il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (gruppo Ricci presidente) “è ora che la presidente Marini dica con chiarezza qual è il suo progetto di sviluppo per l’Umbria, perché la realtà è ben diversa da quella che ci è stata illustrata in Aula tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016”.  “Con i primi mesi del 2016, il governo dell’Umbria targato Marini ha riservato sorprese decisamente preoccupanti per tutti gli umbri. Prima la crisi irrisolta di Giunta, con le dimissioni dell’assessore alla sanità e al welfare per via delle nomine dei direttori sanitari, poi un Defr 2016/18 sbagliato nelle premesse e privo di un reale progetto di sviluppo socio-economico per la regione”.

Lo rileva Sergio De Vincenzi, consigliere regionale del gruppo Ricci presidente, evidenziando inoltre che “i dati di Eurostat presentano un’economia a picco e, infine, con l’annullamento dei voli di Alitalia e Rayanair, è stato sancito definitivamente l’isolamento dell’Umbria dal resto del mondo, un isolamento che nei fatti era già largamente prevedibile dal Piano regionale dei Trasporti approvato a maggioranza a fine 2015. Sarebbe ora che la presidente Catiuscia Marini dicesse con chiarezza qual è il suo progetto di sviluppo per l’Umbria perché la realtà è ben diversa da quella che ci è stata illustrata in Aula tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016”.

“Fra le molte riflessioni che sorgono spontanee – prosegue De Vincenzi – una domanda prevale su tutto: a chi giova l’isolamento della nostra regione? Chi lo vuole, nonostante i tanti capitali investiti in questi anni sull’aeroporto San Francesco? Da un lato potrebbe interessare la Regione Toscana, alias Renzi, per garantire il potenziamento delle strutture aereoportuali di Firenze e Pisa, magari funzionale anche al progetto di una macroregione dell’Etruria, così come per altro lo sarebbe la stessa fermata dell’alta velocità a Rigutino.

Dall’altro lato, invece, potrebbe essere funzionale a tutti quei soggetti che, ostacolando la ripresa regionale e l’apertura del territorio a nuovi investitori, sono interessati a gestire in tutta autonomia alcuni affari come quelli dei rifiuti o molto altro ancora. Insomma uno scenario tutt’altro che tranquillizzante ma, purtroppo, ignoto alla maggior parte degli umbri”.

“Il film che stiamo vedendo – conclude – assomiglia tanto a un classico della guerra fredda, ‘Caccia a Ottobre Rosso’, tratto dal romanzo di Tom Clancy. Calato nell’attualità regionale, la nostra presidente Marini non interpreta il ruolo accattivante di Marko Ramius, il comandante del sottomarino russo ammutinato, impersonato dal grande Sean Connery, quanto piuttosto del comandante fedele a Mosca, Viktor Tupolev, che dà la caccia ad Ottobre Rosso per affondarlo, e che invece si autodistrugge colpito da un suo stesso siluro, lanciato nonostante il parere contrario del suo secondo. Nel nostro caso, in assenza di un comandante in seconda che possa fare da contraltare alla presidente Marini, gli unici che potranno rinfacciare alla presidente di averli affondati saranno purtroppo i cittadini umbri, i quali non si meritano tutto questo, a parte il manipolo di affaristi che ne trarranno beneficio”. R

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