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Corte dei Conti, Umbria Mobilità, Ricci, è bene essere garantisti e prudenti

Ricci sottolinea infine che “gli umbri, anche quelli più storicamente legati alla tradizione politica regionale, hanno capito che, ormai, o si cambia o non ci sarà speranza

Corte dei Conti, Ricci, è bene essere garantisti e prudenti

Corte dei Conti, Umbria Mobilità, Ricci, è bene essere garantisti e prudenti

PERUGIA – Il consigliere regionale Claudio Ricci (Rp) evidenzia che “fino alla conclusione del procedimento avviato dalla Corte dei Conti per la vicenda Umbria Mobilità è bene essere garantisti e prudenti nei giudizi di merito”. Ma “sul piano politico la situazione è chiara: sui temi fondamentali per l’Umbria come trasporti, sviluppo socio economico, ricostruzione e turismo, famiglie povere, gestione dei rifiuti, società partecipate, semplificazione e diminuzione delle tasse, la Giunta attuale e quelle precedenti si sono limitate a gestire l’ordinario. Il risultato è che negli ultimi dieci anni la Toscana è cresciuta rispetto alla media italiana, le Marche si sono mantenute e l’Umbria è calata.

Meno 2000 euro di prodotto interno lordo, pro capite, rispetto alla media dell’Italia, già di per se negativa”. L’esponente dell’opposizione ritiene che “il quasi miracolo del cambiamento, sfiorato alle elezioni regionali 2015, nella regione più monolitica d’Italia, ci sarà, ormai senza dubbio, nel 2020. Ma il cambiamento dovrà essere costruito per fare di più con capacità, scelte individuate per il merito, esperienza amministrativa e concretezza aggregando idee, persone e categorie: i populismi che raccolgono consensi ma poi non sono in grado di governare bene sono poco utili. È evidente le debolezza della maggioranza, che ormai gestisce solo l’ordinario e gli incarichi; il prossimo sarà il nuovo direttore generale della Regione Umbria: ma era proprio necessario un altro dirigente con stipendio del 10 percento in più degli altri dirigenti? Non escludo possa implodere anche prima del 2020, dato che quando la nave affonda non tutti sono disponibili ad affogare comunque”.

Ricci sottolinea infine che “gli umbri, anche quelli più storicamente legati alla tradizione politica regionale, hanno capito che, ormai, o si cambia o non ci sarà speranza. I posti di lavoro e le opportunità si creano solo con il buon governo regionale; non ci sono più, come un tempo, posti di lavoro da distribuire sperando nel politico di turno che prometteva benefici a tutti. Quel periodo, che aveva determinato posizioni di potere inamovibili, è finito per sempre anche nella piccola, e ormai isolata, Umbria da liberare”.

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