Corsi di formazione, rimodulazione, interrogazione consiglieri M5S

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Corsi di formazione, rimodulazione, interrogazione consiglieri M5S.
I consiglieri del Movimento 5 stelle Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari hanno presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per sapere “quali azioni intenda intraprendere la Regione per diminuire la composizione e/o la retribuzione dei soggetti nominati nelle commissioni per il rilascio di qualifica professionale e per aumentare la qualità delle sessioni di esame, in ottemperanza alle linee guida sottoscritte dalla stessa Regione in ambito della Conferenza Stato-Regioni del 20 febbraio 2014, che prevedono che la composizione di una commissione possa essere costituita di soli tre membri, di cui solo uno esterno in rappresentanza istituzionale.

Tali azioni – spiegano i consiglieri pentastellati – si rendono necessarie per non gravare inutilmente sulle agenzie formative accreditate, snellendo così i procedimenti ed innalzando il livello qualitativo delle commissioni istituite dalla Regione Umbria”. “La Regione Umbria – ricordano Liberati e Carbonari – definisce la composizione e la retribuzione delle commissioni per il rilascio di qualifica professionale come da ‘Note di indirizzo in merito alla Programmazione, gestione, vigilanza, rendicontazione di interventi di formazione e politiche attive del lavoro’ (approvate con dgr n. 285 del 15 febbraio 2005, come modificata con dgr. 959 del 14 giugno 2005).

Tale commissione prevede per i corsi di qualificazione, nonché per i corsi riconosciuti ai sensi dell’art. 11 della legge regionale “14/’91”, la commissione di accertamento finale, composta da: un rappresentante della Regione dell’Umbria con funzioni di Presidente; un rappresentante dell’Amministrazione responsabile; un rappresentante del soggetto attuatore; un rappresentante dei docenti; un rappresentante del sindacato dei lavoratori (che deve rappresentare la categoria relativa al profilo del corso); un rappresentante della direzione scolastica regionale; un funzionario del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali; un rappresentante delle associazioni datoriali; un segretario verbalizzante dell’amministrazione responsabile; l’Amministrazione responsabile può nominare un esperto esterno al soggetto attuatore”.

“Le Regioni – prosegue l’atto ispettivo M5S – hanno sottoscritto un atto di indirizzo approvato nell’ambito della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 20 febbraio 2014, che definisce la composizione della Commissione, fatto salvo quanto già previsto dall’articolo 20, comma 1, lettera e) del D.lgs. 226/2005, e nel rispetto delle differenti modalità di composizione previste dalle normative regionali; la composizione della Commissione deve soddisfare i seguenti due requisiti: almeno un componente in posizione di terzietà, o in qualità di presidente della commissione, o di commissario esterno (anche attribuibile ad esperti del mondo del lavoro), nominato dall’Amministrazione competente o comunque da essa autorizzato; garanzia del carattere collegiale, con presenza di almeno tre componenti per la validità delle operazioni”.

“La composizione attuale delle commissioni per il rilascio di qualifica professionale, nominata indistintamente sia nei corsi con finanziamento pubblico che in assenza di finanziamento pubblico, prevede – si legge nell’atto – la presenza fino a dieci membri di commissione tra cui sette membri esterni (di cui cinque obbligatori e due facoltativi), due interni e di un esperto facoltativo, determinando così che la commissione sia costituita obbligatoriamente da almeno sette membri (cinque esterni e due interni).

Il gettone di presenza per ogni membro è pari a 150 euro per il presidente e 120 euro per ogni membro della commissione, oltre a un rimborso spese, e la commissione di norma è composta da nove membri”.

“La Regione Umbria – proseguono i consiglieri M5s – istituisce annualmente un numero molto significativo di commissioni, composte da un numero elevatissimo di membri, a cui viene corrisposto un gettone di presenza economicamente rilevante, determinando così che, per lo svolgimento di un esame in Umbria, si debbano sostenere in assoluto i costi più alti rispetto a tutte le altre Regioni. Inoltre nella scelta dei commissari non è previsto, così come nella maggior parte delle altre Regioni, la predisposizione di un albo utile a individuare le competenze coerenti per il profilo professionale da valutare.

Si verifica il paradosso che in alcune commissioni istituite in Umbria siano più i membri della commissione esaminante che gli studenti esaminati. In nessuna Regione italiana sono presenti tre membri in rappresentanza degli enti locali, di cui due in rappresentanza della Provincia di appartenenza.

La distribuzione di gettoni di presenza in tale quantità e con valori economicamente così rilevanti rappresenta un inutile gravame per le agenzie accreditate in Umbria a favore di vari soggetti, senza che questo contribuisca ad innalzare il livello qualitativo delle commissioni, ed è in contrapposizione con le linee guida sottoscritte dalla stessa Regione Umbria.

Infine, la presenza di membri nominati dalle associazioni datoriali e sindacali nelle commissioni determinano un conflitto di interessi, visto che in Umbria tutti questi soggetti sono accreditati con proprie agenzie formative nell’ambito del sistema FP Regionale e il costo per istituire una commissione che impegna i soggetti nominati per un massimo di cinque ore, può arrivare fino ad oltre 1.500 euro, danneggiando le aziende e accrescendo pesantemente i costi per i partecipanti”.

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