Cooperative di comunità anche in Umbria, Rometti annuncia proposta di legge

La Regione disciplina le modalità di raccordo delle attività delle cooperative di comunità

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Silvano Rometti

Cooperative di comunità anche in Umbria, Rometti annuncia proposta di legge

PERUGIA – Il consigliere Silvano Rometti (Socialisti e Riformisti) annuncia la presentazione di una proposta di legge diretta a favorire la nascita anche in Umbria delle cooperative di comunità. Rometti spiega che si tratta di “uno strumento innovativo, presente in altre regioni italiane, e che riconosce come ‘cooperative di comunità’ le società cooperative che, valorizzando le competenze della popolazione residente, delle tradizioni culturali e delle risorse territoriali, perseguono lo scopo di soddisfare i bisogni della comunità locale, migliorandone la qualità sociale ed economica della vita, attraverso lo sviluppo di attività economiche eco-sostenibili finalizzate alla produzione di beni e servizi, al recupero di beni ambientali e monumentali, alla creazione di offerta di lavoro e alla generazione di capitale sociale”.

Il consigliere socialista evidenzia che “in risposta alle principali necessità ed istanze provenienti dal territorio questo strumento di cooperazione può assumere la veste di cooperative di produzione e lavoro, di utenza, di supporto, sociali o miste.

I relativi soci sono quelli previsti dalla normativa in materia di cooperazione nelle categorie di soci lavoratori, soci utenti, soci finanziatori, che a vario titolo operano con e nella comunità di riferimento.

Molteplici le possibilità di intervento ad opera della Regione al fine di sostenere il processo di sviluppo di tali cooperative, come finanziamenti agevolati, contributi in conto capitale e incentivi per la creazione di nuova occupazione”.

“In virtù dello scambio mutualistico realizzato – aggiunge Rometti – possono assumere la qualifica di socio delle cooperative di comunità le persone fisiche, le persone giuridiche, le associazioni e fondazioni senza scopo di lucro che abbiano la residenza e la sede legale nella comunità di riferimento della cooperativa, gli enti locali sul cui territorio opera la cooperativa di comunità, nonché altri enti pubblici.

La Regione disciplina le modalità di raccordo delle attività delle cooperative di comunità con quelle delle pubbliche amministrazioni e favorisce, d’intesa con gli enti locali, la partecipazione della cooperazione di comunità all’esercizio della funzione pubblica mediante la promozione delle capacità progettuali e imprenditoriali e il sostegno e il coinvolgimento delle cooperative di comunità nel sistema di produzione di beni e servizi.

Riconosce inoltre nella cooperazione di comunità – spiega infine il consigliere regionale – un soggetto privilegiato per l’attuazione di politiche attive del lavoro finalizzate alla creazione di nuova occupazione, individua i criteri e le modalità di affidamento, di convenzionamento e di conferimento alle cooperative di comunità di lavori o servizi e mette a disposizione edifici o aree non utilizzate dalle amministrazioni pubbliche per il raggiungimento degli scopi sociali”.

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