Consiglio regionale, M5S è furibondo

Consiglio regionale rinviato alla prossima riunione
Consiglio regionale rinviato alla prossima riunione

Consiglio regionale, M5S è furibondo.
da Andrea Liberati – M5S Regione Umbria
Si è compiuto il clamoroso fallimento che avevamo immaginato: il Consiglio regionale dell’Umbria, riunito ben 20 giorni dopo l’ultima seduta, non ha smaltito nemmeno la metà dei temi previsti, con il disimpegno della maggioranza, liquefatta molto prima dell’ora di cena.

Lorsignori continuano a dimenticare i cittadini: eppure sono quegli stessi cittadini che, ogni 27 del mese, accreditano agli eletti cifre iperboliche, tra gli 8 e i 9.000 euro: è necessario ridurre quanto prima i compensi, come richiede il M5S. Infatti, se devono ‘lavorare’ in questo modo, tanto meglio pagare i consiglieri molto, ma molto meno, anche sanzionando chi abbandona l’Aula prima del tempo.

Vista la situazione, chiederemo adesso ufficialmente che l’Assemblea si riunisca ogni settimana, dalle ore 8 a mezzanotte, considerando il cumulo di mozioni, interrogazioni e proposte varie. Farà bene a tutti, a partire dai cittadini umbri.

E pensare che Catiuscia Marini ieri ci aveva ammonito: grillini, “rispettate il Consiglio”. Proprio lei, totalmente incoerente, visto che da Palazzo Cesaroni è spesso assente per “motivi istituzionali”, compreso un lunghissimo viaggio a New York, durato quasi una settimana. E infatti, dopo il suo predicozzo, è fuggita via come al solito, seguita alla spicciolata dall’intera Giunta: alle 19 non c’era più nemmeno un assessore!
Allo stesso modo quasi tutti i consiglieri della maggioranza a quell’ora indossavano i giacconi, mostrando icasticamente una seria volontà di non perdere Champions League e lauti pasti in famiglia.

“Avevamo detto di fare seduta mattina e pomeriggio: e il pomeriggio alle 19 è finito”. Ci vuole una grande faccia di bronzo per pronunciare simili parole, ma evidentemente alcuni ce l’hanno. Peccato che l’Italia non sia la Svizzera: i politici dovrebbero lavorare umilmente giorno e notte per aiutare i cittadini a rialzarsi.

Alle 19.30 l’unico esponente PD rimasto in Aula ha richiesto la verifica del numero legale, così da chiudere definitivamente baracca e tappare la bocca all’opposizione. Missione riuscita.
Si parlava di argomenti seri: prima, la stazione c.d. Medioetruria, per la gioia dei cementieri e il dolore dei pendolari, come sempre dimenticati. Molti consiglieri non sapevano nemmeno di cosa si stesse parlando -e non è certo la prima volta, visto che sono non di rado assenti alle audizioni tecniche oppure, in Commissione, stanno attaccati ai cellulari, spesso platealmente intenti nel dare il via al ‘buttare la pasta’, proferendo verbo sopra gli altri, ad alta voce, nella più totale mancanza di rispetto.

Poi la fine anticipata della seduta sul bollo auto, targato Renzi-Marini, applicato anche in Umbria a macchine con più di 20 anni: tanto è il lavoro perso nel settore automotive, con carrozzieri, tappezzieri, officine e altre attività ulteriormente a rischio dalla demolizione non solo di vetture d’epoca, ma soprattutto di vecchi veicoli che sono l’unica possibilità per i tanti che non hanno soldi per cambiare la macchina. Importava solo all’opposizione.

Triste è il tramonto e non breve l’agonia di istituzioni utilizzate non più a servizio dei cittadini, ma della casta e della sua crescente deriva. Ma gli scogli sono sempre più vicini.

Consiglio regionale

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