Consiglio comunale, bocciata proposta baratto ammistrativo

Bori: "Una scelta incomprensibile del centro destra perugino"

Consiglio comunale, bocciata proposta baratto ammistrativo

Consiglio comunale, bocciata proposta baratto amministrativo

da Tommaso Bori
È stato bocciato dal Consiglio Comunale, l’atto che proponeva di adottare anche nella nostra città il cosiddetto “baratto amministrativo”: una buona pratica amministrativa prevista per legge nello Sblocca Italia e che in tanti comuni d’Italia e dell’Umbria è già realtà. L’idea era semplice ma innovativa, ridefinisce il rapporto tra la pubblica amministrazione e il cittadino o le associazioni, soprattutto nel poco amato campo delle tasse e dei tributi.  Sarebbe stato possibile avere la riduzione o l’esenzione totale dalle tasse locali per chi svolge attività di volontariato o lavori di manutenzione, cura del verde, decoro urbano o pulizia di aree pubbliche.

Il centrodestra perugino, invece, nonostante avesse votato favorevolmente in sede di commissione e l’atto fosse stato approvato all’unanimità, ha inspiegabilmente deciso di bocciare la stessa proposta in sede di Consiglio Comunale che, attraverso un apposito regolamento avrebbe permesso a cittadini e famiglie in difficoltà economiche, di pagare i tributi locali con questo sistema. L’amministrazione è colpevolmente in ritardo su questo tema, approvato da moltissimi comuni italiani ed anche in Umbria, la legge è del 2014 e, nonostante siano passati due anni, Perugia ancora non ha fatto nulla. Evidentemente alla maggioranza di Palazzo dei Priori non interessa favorire i cittadini in un tema spinoso come quello della tassazione quanto invece dimostrare la propria protervia e arroganza contro chi fa proposte serie e costruttive.

Questo il testo integrale dell’Odg:

PREMESSO CHE:
– La crisi economica di questi ultimi anni ha colpito sia la popolazione, con le famiglie sempre più in difficoltà, sia il Comune di Perugia, con la scelta di tagliare molti dei servizi alle persone e alla città. Ad oggi gli interventi di riqualificazione del territorio, di pulizia, di manutenzione, di cura delle aree verdi, delle piazze o delle strade, di decoro urbano, di recupero e il riuso di aree e beni immobili sono pressoché inesistenti o ridotti al minimo.
– Allo stesso tempo la tassazione a carico della popolazione è aumenta e ha raggiunto il massimo consentito per legge, tanto da non permettere ad alcuni cittadini di poter sostenere le spese necessarie a pagare i tributi comunali.

VALUTATO CHE:
– L’art. 24 della Legge n. 164 dell’11 novembre 2014 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle cattività produttive” (c.d. Decreto Sblocca Italia) stabilisce che “I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere. L’esenzione è concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attività individuate dai comuni, in ragione dell’esercizio sussidiario dell’attività posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute.”;
– I Comuni che vogliono usufruire della norma devono solo definire, attraverso una delibera, i criteri e le condizioni per la riqualificazione del territorio;
– La sharing economy, le forme complementari di credito commerciale e lo scambio di beni, servizi e lavoro rispondono a un momento di difficoltà economica che colpisce privati cittadini e amministrazioni pubbliche, ma rappresentano un modello collaborativo che anche in periodi di crescita economica apre a nuove opportunità di mercato e di progresso commerciale.

EVIDENZIATO CHE:
– Tale previsione normativa offre la possibilità di ridurre o esentare dai tributi comunali i cittadini incapaci di pagare a fronte di interventi per la riqualificazione del territorio eseguiti singolarmente o insieme. I lavori possono consistere, ad esempio, in attività di volontariato, di pulizia, manutenzione, cura di aree verdi, piazze o strade, ma anche in decoro urbano, recupero e riuso di aree e beni immobili inutilizzati o valorizzazione di una di zona del territorio.

CONSIDERATO CHE:
– I vantaggi del c.d. “baratto amministrativo” sono molteplici, sia per le amministrazioni comunali che per i cittadini in difficoltà. I principali sono i risparmi su lavori e manutenzioni per l’ente, la possibilità di pagare i tributi anche nei momenti di seria difficoltà economica per il cittadino. Infatti:
a) I Comuni possono usufruire di lavori di manutenzione e di valorizzazione del territorio che, per mancanza di risorse dovute ai tagli dei finanziamenti, sarebbero impossibili da effettuare;
b) I cittadini ottengono sgravi o esenzioni fiscali dai tributi locali dovuti;

IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE:
– A dare attuazione all’art. 24 recante le “Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio” della Legge n.164 dell’11 novembre 2014 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle cattività produttive” (c.d. Decreto Sblocca Italia) che prevede il c.d. “Baratto Amministrativo”.

 

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