Congresso Pd, “Perugia è futuro” si presenta, Polinori, serve un Pd forte, unito

Polinori: “Giovani, città, lavoro, le nostre parole chiave

Congresso Pd, “Perugia è futuro” si presenta, Polinori, serve un Pd forte, unito

Congresso Pd, “Perugia è futuro” si presenta, Polinori, serve un Pd forte, unito

PERUGIA – Perugia è futuro. E il futuro è anche un accento sulle parole che possono rappresentare la chiave di un nuovo sviluppo, su tutte: giovani, città, lavoro. Paolo Polinori, docente di economia dell’Università di Perugia, da tempo “impegnato nel Pd, in particolare al fianco di Barca nel lavoro di mappatura dei circoli e nel ruolo di coordinatore dell’assemblea programmatica di Castiglione del Lago”, ha scelto una formula partecipata, interlocutoria, dinamica e ha incontrato l’interesse di una platea larga in occasione della presentazione del documento programmatico congressuale di cui è primo firmatario. “Il modo migliore per iniziare – ha detto Polinori – è metterci in cerchio e darci parole d’ordine”.

Una è Servizio, con la maiuscola, come in un racconto di Soldati. Un’altra è giovani. “Amo i giovani – ha spiegato – percepiscono le cose non come le percepiamo noi e se il Pd ha sbagliato una cosa è stato come ha trattato i giovani. Tutti i parametri di ripresa che abbiamo non riguardano i ragazzi sotto i 35 anni e nelle fasce da 24 a 35 anni, rispetto al 2007, abbiamo dati drammatici”. E ancora, politica. “Si è prodotto uno strappo tra partiti e società e recuperare un legame non può essere appannaggio dei tecnici, che non parlano un linguaggio comprensibile ai cittadini. Gli scetticismi che nascono da queste incomprensioni logorano. Il Pd – allora – unico partito rimasto con una valenza democratica, deve combattere le paure attraverso una narrazione che porti speranza. Ripartendo da quello che sappiamo fare e recuperando una senso di appartenenza, che non è omologazione ma rispetto per le diverse affinità che ci danno capacità di evolvere. Dobbiamo rigenerare un partito unitario; il partito, e non sue parti, deve riprendere il discorso con la città, riallacciare i fili con tutte le componenti del territorio, dove il vuoto della politica ha creato un pieno fatto di associazionismo e di partecipazione spontanea su cui ora non possiamo mettere il cappello ma col quale dobbiamo collaborare”. E poi il lavoro. “Non credo, perché lo dimostrano i fatti – ha sottolineato Polinori – che il governo del lavoro riguardi solo una scala nazionale. Le città hanno voce in capitolo per creare lavoro e mettere al centro un lavoro dignitoso. Si può andare a una riduzione delle situazioni di rendita, che devono essere soppiantati da processi che creano valore e reddito, anche facendo ricorso a strumenti di credito non standard e a forme di occupazione di transizione”.

Per centrare questi obiettivi “abbiamo bisogno di un metodo di lavoro. In primo luogo non si può ripartire ogni volta da zero, ma dobbiamo fare tesoro di quello che di buono c’è stato”. Il riferimento è al rapporto Barca sui circoli del Pd di Perugia e al documento del comitato di reggenza del partito cittadino.

Alla base di tutto deve esserci il processo partecipativo dal basso: “bisogna andare in mezzo alla gente, ricucire con la città, con l’associazionismo, con la consapevolezza che gli interessi del territorio non possono essere diversi da quelli del partito”. C’è da portare a sintesi il lavoro di mappatura, rivedendo anche numero e dimensioni dei circoli, e ben “sapendo che numero non è concetto assoluto ma dipende dal contesto e dalle funzioni che i circoli dovranno svolgere”.

Giovani e donne devono diventare protagonisti. “L’apertura verso la società è la normale conseguenza di quello che sto dicendo”. C’è, ancora, da “intensificare i processi formativi, guardando alla formazione anche come a un patto generazionale ad una connessione tra giovani e meno giovani”. “Mi piacerebbe – infine -che si potesse ricostituire una palestra amministrativa sul territorio, che sia sostenibile e che non entri in conflitto con altre realtà amministrative già esistenti”.

Imperativo è mettere al centro la città, oggi le più colpite dalla mannaia sulla spesa. In tutto questo la “Politica è il valore più forte da affermare nel Pd, politica intesa come governo della polis, della città, per il futuro e per i nostri giovani. Solo un partito che affronti in modo partecipato questi punti – ha concluso – può pensare di affrontare il cambiamento che ci aspetta”.

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