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Congresso Pd, Leonelli, sia un momento di chiarezza e un’occasione per un confronto VIDEO

Allora, il nostro progetto – per Leonelli - va vissuto a testa alta e con orgoglio

Leonelli, le primarie hanno rafforzato il Pd, ora largo ai temi per l'Umbria

Congresso Pd, Leonelli, sia un momento di chiarezza e un’occasione per un confronto PERUGIA – È iniziata anche in Umbria la marcia congressuale verso le primarie del 30 aprile. Dopo la chiusura del tesseramento, che ha segnato una crescita omogenea su tutto il territorio di circa il 20%, la direzione regionale si è riunita ieri sera insieme ai segretari comunali e di circolo per eleggere, a margine del dibattito sulla situazione politica nazionale oggetto dell’ordine del giorno, la commissione per il congresso. La commissione, composta da nove membri (Matteo Burico, Erika Borghesi, Fabio Nicchiarelli, Erigo Pecci, Giovanni Rubini, Lucia Mugnari, Pierluigi Spinelli, Franca Rossi, Sauro Cristofani) avrà, ora, il compito di sovrintendere, insieme alle commissioni provinciali, i lavori delle convenzioni e l’organizzazione dei gazebo di fine aprile.

A introdurre i lavori il segretario regionale del Pd Umbria Giacomo Leonelli: “Ho voluto invitare i segretari comunali e di circolo perché quello che sta accadendo in queste settimane riguarda soprattutto la base del nostro partito e a loro dobbiamo responsabilità e serietà del confronto”. In particolare, “viviamo un bombardamento mediatico che ha oscurato le difficoltà degli altri partiti” e “la parola scissione sembra la più inflazionata nel dibattito politico riferito al Pd. È una parola brutta, perché ha un senso politico non banale, ma forse – lungi da me voler minimizzare il travaglio di questi giorni – viene utilizzata in maniera affrettata: solo tra qualche tempo, quando ci confronteremo con i nostri elettori e avremo davanti agli occhi quello che il Pd sarà diventato, potremo valutare se si è trattato di una scissione o se il nostro Partito rappresenta ancora la sintesi tra culture riformiste”.

È evidente che “non bastano – parola di Leonelli – i risultati rassicuranti del tesseramento – per cui ringrazio il corpo largo del partito per aver colto una sfida difficile, perché non è semplice stare in prima linea quando si respira un clima di rissa dialettica: un buon andamento delle adesioni non deve farci cullare sugli allori e non deve sottrarci dall’urgenza di fare una riflessione profonda, di capire cosa è successo, cosa si è rotto, a prescindere da quello che può essere il riposizionamento più o meno nobile di alcuni dirigenti”.

Ora “apriamo con la fase del confronto: il congresso. Penso sia compito nostro – sottolinea il segretario – svolgere il miglior dibattito possibile, anche sfruttando alcuni momenti in maniera proficua”; e allora “le convenzioni siano un passaggio utile sui contenuti per il futuro del Paese” e il congresso “un momento di chiarezza anche crudo e spigoloso ma in grado di aprire una fase nuova”.

“Sono state settimane difficili quelle che hanno seguito la sconfitta al referendum, che ci consegna uno schema di larghe intese praticamente bloccato; ora il rimbalzo mediatico delle inchieste giudiziarie ci pone di fronte a una domanda fondamentale: se oggi viviamo con imbarazzo le indagini su qualcuno di noi, cosa abbiamo fatto in questi anni per irrobustire la Costituzione che prevede la presunzione di innocenza?

Cosa abbiamo fatto per difendere lo stato di diritto? Un’indagine rischia di indebolire quell’orgoglio che dovremmo invece sbandierare soprattutto davanti ai teorici della doppia morale. Ribadisco, allora, che il garantismo non è un comodo riparo dalla tempesta e se per tattica in passato abbiamo fatto finta di scordarcelo abbiamo sbagliato”.

“Allora, il nostro progetto – per Leonelli – va vissuto a testa alta e con orgoglio”. Nelle prossime settimane “la segreteria sarà impegnata per gestire nella massima trasparenza una fase che deve rilanciare il nostro progetto politico”. I temi sul tavolo sono tanti, da come rilanciare sfida riformista e ripartire dopo una battuta d’arresto a quale idea di paese, da come interagire coi ceti più deboli a come si parla ai più giovani, fino a come si è cittadini nel partito.

“Poi si tornerà a parlare di Umbria – parola di Leonelli. Quello della povertà è un tema su cui abbiamo lavorato molto nell’ultimo anno, siamo orgogliosi di quanto fatto fin qui anche con l’introduzione del reddito di inclusione, e vogliamo tornarci al più presto.

Prosegue il percorso per fare della bellezza e della qualità il perno di un nuovo modello di sviluppo per l’Umbria; abbiamo definito un orizzonte di impegno, abbiamo individuato cinque macrotemi e abbiamo dato vita a quattro iniziative: alla Villa del Colle del Cardinale, a luglio, per avviare il progetto, Paciano, a ottobre, sul paesaggio, a Narni e Trevi, a febbraio, su promozione del territorio e cultura; presto parleremo, a Gubbio e a Perugia, di riqualificazione e periferie”.

C’è, poi, tra le priorità in agenda, la questione terremoto, “su cui c’è un’attenzione enorme e una gestione tecnico amministrativa puntuale e rigorosa”. In questo contesto, la vera scommessa è legata “al riconoscimento del danno indiretto, su cui ci giochiamo la nostra credibilità: in consiglio, sul punto, abbiamo scelto di condividere un percorso con le opposizioni con l’obiettivo di dare risposte alla sofferenza e alla preoccupazione di tanti in Umbria e alla legittima aspettativa rispetto a un settore trainante per l’economia locale”.

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