Conferenza fine anno, Liberati M5s, contesta le affermazioni della presidente Marini

Quattro sono le questioni su cui Liberati punta il dito: legge elettorale regionale, riduzione sedute d'aula, ipotesi di macroregione, conflitto di interessi

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Conferenza fine anno, Liberati M5s, contesta le affermazioni della presidente Marini

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Palazzo Cesaroni, Andrea Liberati, commenta criticamente le dichiarazioni rilasciate dalla presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, durante la conferenza di fine anno, svoltasi questa mattina a Palazzo Donini. Quattro sono le questioni su cui Liberati punta il dito: legge elettorale regionale, riduzione sedute d’aula, ipotesi di macroregione, conflitto di interessi; per dimostrare che “i colpi di coda dell’animale ferito sono generalmente i più pericolosi; questo regimetto, dopo decenni, è vicino alla fine dei suoi giorni. I segnali non mancano”.

“Pur di non perdere il potere – spiega il consigliere di opposizione- non si esita affatto a danneggiare pesantemente i cittadini, colpendo al cuore la democrazia: vedasi la leggina elettorale ‘vergogna’, emblematica del livello di barbarie istituzionale cui si è giunti.

A quella legge si aggiunge la forte riduzione delle sedute dell’Assemblea legislativa, scientemente limitate per volontà del Pd, comprimendo i diritti dell’opposizione e l’azione del M5S in particolare. Fa poi ridere – continua Liberati – l’idea piddina di Macroregione, interessante, se non fosse che nasce in modo surreale e che dunque, con tali prassi, non risponde affatto alle necessità degli umbri, quanto a quelle di chi, come tale regimetto, sente la terra cedere sotto i piedi”.

Andrea Liberati evidenzia inoltre che “i cittadini pretendono un crescente numero di risposte e il M5S interroga conseguentemente la presidente: questa, asseragliata nella sua informe bolla, favorita da pareri legali redatti nel retrocucina, pensa di poter evitare sine die le più scomode domande, specie in tema di possibile conflitto di interessi o di plurime pensioni”.

Il capogruppo pentastellato a questo proposito ripropone quindi delle domande: “Alcune aziende del settore cooperativistico sono state fin qui privilegiate o no rispetto al resto del mondo economico regionale? Sono stati o no fatti figli e figliastri? Esiste una profonda questione morale in Umbria, come noi siamo convinti? La Presidente sappia il Movimento 5 Stelle moltiplicherà i propri sforzi per evidenziare certe controverità, alla base di qualsiasi politica autenticamente vicina ai cittadini: dopo anni di veline di palazzo, dopo anni di opposizione assente, lavoreremo dunque con forza per condurla intanto a doverose dimissioni da Legacoop, salvo altro”.

Il capogruppo M5S allega poi “altre due delibere (http://goo.gl/PbZpm6 [1], http://goo.gl/sfulim [2]) di Giunta rispetto alle quali Catiuscia Marini doveva opportunamente rifiutarsi di presenziare e votare: esse includono ulteriori ‘note’ del sistema Legacoop, note di cui viceversa costei disinvoltamente ‘prende atto’ e/o ‘accoglie’.

Note prontamente recepite da chi è tuttora dirigente in aspettativa Legacoop Umbria: è davvero normale amministrare in tal modo la cosa pubblica? Anche così finisce un regimetto: e allora i colpi di coda dell’animale ferito non fanno più paura. Tanti auguri”.

Conferenza fine anno

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