Concorso pianistico Casagrande a Terni rischia di morire come Teatro Verdi

Si coinvolga Istituto Musicale Briccialdi, dice Melasecche

Concorso pianistico Casagrande a Terni rischia di morire

da Enrico Melasecche
I love Terni
Concorso Pianistico Internazionale Alessandro Casagrande, una perla di cultura e di prestigio per Terni che perde terreno. Saltata l’edizione 2016, deceduta Adriana e poi Marina Casagrande, inglobato con la creazione della Fondazione nella politica comunale, rischia di morire come il Teatro Verdi. Si impone una coraggiosa e convinta operazione di salvataggio e rilancio.
 Da vari decenni il “Concorso pianistico internazionale Alessandro Casagrande” si pone per la nostra città come uno dei momenti più alti di eccellenza della cultura musicale e del buon nome di Terni nel mondo.

Adriana Casagrande

Grazie all’impegno ed alla passione prima di Adriana Casagrande, poi di Marina, tale appuntamento, ambito da molti giovani che provengono da ogni parte del globo ha valorizzato, con criteri di merito, pianisti di grandi capacità, facendoli assurgere ai massimi livelli di notorietà internazionale. La creazione della Fondazione aveva lo scopo di coinvolgere appieno il Comune in un ruolo di maggiore responsabilità nel mantenere quell’iniziativa a un livello di qualità e prestigio assoluti, con tutte le implicazioni connesse. Purtroppo una serie molteplice di ragioni vede un calo dell’impegno e della sensibilità di quest’amministrazione, che ha portato diverse conseguenze negative per il Concorso Casagrande la cui 31ma edizione, dopo quella importante del 2014, non è avvenuta.

Un concorso a cadenza biennale, saltare un’edizione, fa percepire a tutti gli appassionati e a tutti i potenziali partecipanti, a livello mondiale, un indebolimento dell’immagine di quella manifestazione, anche rispetto a quelle concorrenti. Conseguire ulteriori traguardi può essere difficile ma salvaguardare almeno i livelli di assoluta eccellenza acquisiti in precedenza diventa obiettivo doveroso da mantenere per l’amministrazione comunale.

Il Sindaco in primo luogo dovrà riferire al consiglio comunale in ordine alle attività che si stanno svolgendo per celebrare degnamente l’edizione 2018 del Concorso Pianistico Internazionale “Alessandro Casagrande” ma, nello stesso tempo, dovrà garantire negli anni l’assoluta continuità biennale del Concorso, mantenendo l’eredità culturale di enorme prestigio da non tradire.

Si coinvolga Istituto Musicale Briccialdi

In questo contesto sarebbe assolutamente opportuno valutar la possibilità, pur mantenendo il livello internazionale e l’autonomia della manifestazione, di coinvolgere direttamente nella organizzazione e nella gestione l’Istituto Musicale Briccialdi, sia per le evidenti competenze in esso esistenti, sia per unire le forze in un settore quale quello della musica classica fortemente concorrenziale.

Ma soprattutto restituire con urgenza alla città un Teatro degno di questo nome, condictio sine qua non minima poter per svolgere manifestazioni di alta qualità e notorietà.

Le follie amministrative di queste due ultime consiliare che hanno impedito la riapertura del Teatro Verdi hanno prodotto danni all’identità culturale della città e indirettamente anche a manifestazioni come il Concorso Casagrande che dovette traslocare a Roma per l’evidente impossibilità di svolgere al “teatrino” Secci le relative manifestazioni.

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