Colle Trinità, chiosco-ristoro: qualche precisazione e…

Colle Trinità, chiosco-ristoro: qualche precisazione e...

da Mario Taborchi (Presidente Commissione Urbanistica, Comune di Corciano)
Corciano – Nei giorni scorsi, si è tenuta una “vivace” e partecipata assemblea pubblica convocata congiuntamente da Giunta comunale e I^ Commissione (Urbanistica – Ambiente – Lavori Pubblici) per “discutere” la proposta di destinazione urbanistica da assegnare ad un’area posta nella sommità del parco della Trinità,

Al riguardo è utile ricordare che, a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato, l’area, individuata nel vigente Piano Regolatore Parte Operativa come Pra 48, è stata cancellata per cui ha assunto la connotazione di “Zona bianca” per la quale ora si rende necessario definire una nuova destinazione urbanistica. A completezza di informazione, aggiungo che, per l’utilizzo della suddetta area, è in vigore dal luglio 1995 un’ apposita convenzione tra la ex Comunità Montana proprietaria ed un privato.

La proposta portata in partecipazione e condivisa preventivamente nella I^ Commissione senza particolari obiezioni, contempla, nell’ambito della stipula di un’apposita convenzione urbanistica (quindi non più mediante concessione diretta com’era nella Pra 48), la possibilità di realizzare una struttura in legno della superficie massima di mq. 150 (altezza ml. 3,00) di cui non oltre 1/3 da destinare a punto di ristoro (la vecchia previsione concedeva la possibilità di realizzare una struttura di mc. 800 ed altezza massima di ml. 5,50).

Le superfici prevalenti dovranno essere adibite alle attività di servizio del parco (bagni, spogliatoi, magazzino) oltre ad uno spazio polivalente, utilizzabile da parte delle scuole o di chi ne abbia interesse per attività di studio sulla flora e fauna del territorio.

Sarà cura dell’Amministrazione comunale emanare, altresì, norme in cui verranno inserite descrizioni prescrittive sulla tipologia del manufatto, perché non solo non debba essere in un territorio privilegiato dalla natura, ma anche non in contrasto con le tipologie edilizie del luogo.
La proposta formulata, recepisce alcune indicazioni emerse in incontri avuti in precedenza sia con l’Associazione Colle della Trinità che con cittadini residenti e non.

La considerazione prevalente che sta alla base della nuova previsione urbanistica è che il parco necessita di una struttura di modeste dimensioni, capace di soddisfare le esigenze delle numerose persone che frequentano il parco, in prevalenza bambini ed anziani

Le presenze sono aumentate dopo i recenti importanti interventi di qualificazione, messi in atto grazie all’utilizzo di fondi europei.
Per tale motivo, nella nuova destinazione, si è pensato ad una convenzione urbanistica tale da:

– concedere al comune la possibilità di controllare ed eventualmente sanzionare eventuali inadempienze da parte del soggetto attuatore;
– introdurre, attraverso la convenzione, impegni ed oneri in capo al proponente, affinché una parte del parco, in particolare quella attrezzata, sia curata e manutenuta, per sopperire a quelle che sono al momento le ridotte possibilità economiche dell’Amministrazione comunale.

Con questa procedura il comune può diventare parte attiva nel rapporto giuridico in essere, cosa che ad oggi non è possibile.
Queste in sintesi le argomentazioni che con l’assessore Terradura ho cercato di partecipare all’assemblea per valutare nel merito la proposta di sistemazione urbanistica.

Non è stato semplice perché una parte dei partecipanti erano contrari “a prescindere” rispetto a qualsiasi proposta, un’altra più disponibile “a ragionare”, forse perché consapevole dell’utilità di una simile struttura, sia come servizio complessivamente offerto, che come presidio di controllo di un’area abbastanza vasta.

Inaccettabile è però stata l’accusa di essere un cementificatore, accusa fatta da persone che, avendo costruito la propria residenza su quel territorio (indipendentemente se ricadente nel comune di Perugia o Corciano), non hanno dato certamente prova di possedere una sensibilità spiccatamente votata all’ambientalismo!

Il parco della Trinità, non può essere considerato come un’estensione del giardino di casa dove, si sa, tutto può accadere in un altrove oltre questo confine, ma niente al suo interno! Si tratta ancora una volta della ben nota sindrome Nimby, not in my back yard, non nel mio cortile, patologia a diffusione endemica che dovremmo tutti curare e debellare!

Il parco è un bene della collettività e le persone che lo frequentano non possono essere considerate un fastidio, così come i servizi a loro dedicati.

Altra cosa è il rispetto del territorio che deve essere preteso da tutti e sanzionato, anche in maniera esemplare, per coloro che degenerano!

Credo che le polemiche, frutto anche di rapporti interpersonali “difficili” tra alcuni residenti e l’attuale gestore, come sempre non servano, occorre guardare oltre e tenere ben d’occhio l’obiettivo!

Noi con questa proposta ci abbiamo provato, perché intendiamo sanare un vuoto giuridico conseguente alla sentenza del Consiglio di Stato e nel contempo creare le condizioni per garantire un servizio rispettoso dei fruitori del Parco, a tutti gli effetti nostri concittadini e nostri ospiti.

Tutto qua!

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