Claudio Ricci, Umbria ha perso 15 mila posti di lavoro in dieci anni

Ricci in due anni ho presentato mozioni per spiegare che l'Umbria non stava affrontando bene la crisi

Claudio Ricci, Umbria ha perso 15 mila posti di lavoro in dieci anni

Il consigliere Claudio Ricci (Rp) torna a parlare della crisi economica ed occupazionale che starebbe attanagliando il territorio umbro, ricordando come da inizio Legislatura abbia presentato mozioni e interrogazioni per sottolineare che “l’Umbria, rispetto alle altre regioni italiane, sta affrontando non adeguatamente la crisi che ha colpito un sistema regionale molto debole”. E nel puntare il dito contro la Giunta, Ricci rimarca che “si è attrattivi e si cresce se si fanno funzionare bene le cose semplici e soprattutto se vengono eliminati sprechi per investire di più sullo sviluppo”.

“Per oltre due anni ho presentato mozioni e interrogazioni per sottolineare che l’Umbria, rispetto alle altre regioni italiane, stava affrontando non adeguatamente la crisi che ha colpito un sistema regionale molto debole”. Così il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente) secondo il quale “rispetto alla media italiana, già in forte calo, le Marche resistono, la Toscana cresce e l’Umbria cala molto più di tutte le altre regioni italiane”.

Il silenzio – commenta Ricci – è stato assordante.Taluni danno pure lezioni. Io penso che il Prodotto interno lordo pro capite non è più un indice rappresentativo del reale stato di benessere con il collegato indice di speranza e dignità. La situazione in Umbria è ancora peggiore di quanto dica il Pil: negli ultimi 10 anni abbiamo perduto 15mila posti di lavoro e su meno di 900mila persone residenti è un dato disastroso”.

“Mentre studi di ogni genere dicevano che si stava andando male – continua Ricci -, il ‘coro unanime e allineato’ gridava al ‘tutto va bene-benino’ inclusa qualche categoria socio economica, un tempo incisiva e ora più dedita alla socio-filosofia. Devo riconoscere, invece, ai sindacati – aggiunge – una sempre e crescente incisività. Adesso si cerca pure un ‘Salvatore’ con incluso miracolo.

Ma l’unica cosa da fare – spiega – è: coinvolgere le persone di buona volontà e con senso civico-civile, revisionare il bilancio della Regione eliminando privilegi, sprechi e inefficienze per investire su un progetto operativo e concordato con i privati, le associazioni e i sindacati, per sviluppare i territori, aiutare chi crea posti di lavoro, diminuire le tasse (a partire dall’Irap per le imprese) e la burocrazia, e sostenere le famiglie povere che sono arrivate al 12 per cento”.

Il grande progetto miracoloso per l’Umbria non esiste. Esiste – puntualizza Ricci – solo il far funzionare bene le cose normali, che servono per le persone e le attività: prendere un treno veloce o un aereo per andare facilmente in Italia e nel mondo, fare un’esame sanitario o ottenere una autorizzazione entro 30 giorni, far funzionare i servizi (a partire dai rifiuti), sicurezza e decoro urbano. Si è attrattivi e si cresce – spiega Ricci – se si fanno funzionare bene le cose semplici. La prossima volta che si andrà al voto in Umbria – conclude – occorrerà riflettere su un punto: se si vota senza fare la scelta giusta ci sarà meno per tutti, nessuno escluso”.

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