Cintioli (Pd): “Abbiamo schierato la Regione Umbria nella battaglia per eliminare Imu agricola”

Lo scorso 24 febbraio i Consiglieri regionali del Partito Democratico Giancarlo Cintioli e Renato Locchi hanno visto approvato il loro Ordine del giorno che invita la Giunta della Regione Umbria “a mettere in campo tutte le azioni possibili ed attivarsi presso Governo nazionale con le modalità e forme più opportune, se necessario anche con il coinvolgimento delle altre Regioni italiane, per modificare il decreto riportandolo adequità ed estendendo le esenzioni nel trattamento dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali italiani”.
«Abbiamo deciso – spiega Giancarlo Cintioli – di inviare il testo di questo Ordine del giorno a tutti i Capigruppo del Partito Democratico degli altri Consigli regionali e a molti parlamentari, perché vogliamo schierare l’Umbria in prima linea in questa battaglia di equità e di giustizia sociale, visto che tale norma penalizza ulteriormente un settore che ha già dovuto pagare un pesante dazio alla crisi economica, mentre dovrebbe essere tenuto in ben più alta considerazione, soprattutto in vista dell’Expo di Milano, che del settore alimentare ha fatto il suo tema centrale e che tra meno di due mesi aprirà i suoi battenti».
«La norma che ha introdotto l’Imu sui terreni agricoli – spiega ancora Cintioli – presenta molti profili problematici. I punti dolenti della normativa sono in primo luogo quello della retroattività dell’imposizione fiscale che si è voluta introdurre, poi il fatto che l’esenzione dei Comuni definiti “montani” si basa su criteri molto contestati e opinabili e, infine, quella introdotta è una tassazione che colpisce in definitiva beni strumentali dell’azienda, quali a tutti gli effetti vanno considerati i terreni agricoli. L’intento della nostra iniziativa è quindi che si ponga riparo ad una questione che ha aggravato le giuste preoccupazioni di una filiera produttiva che deve essere il fiore all’occhiello della nazione e della nostra Regione, affinché si giunga quanto meno ad una rimodulazione perequativa dell’Imu sui terreni agricoli, ma, possibilmente, si arrivi alla sua completa cancellazione».
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