Chiusura asilo nido Magnolia Collestrada, ora parlano i genitori

Il comitato non ci sta alla chiusura, non si può stravolgere la vita dei bambini

Asilo nido “Magnolia” di Collestrada, genitori, vogliamo essere presi sul serio

Chiusura asilo nido Magnolia Collestrada, ora parlano i genitori

L‘oramai nota vicenda della chiusura dell’asilo Nido “La Magnolia” da parte dell’amministrazione Perugia sta scuotendo l’opinione pubblica e la collettività di Collestrada, quartiere in continua espansione, che verrà privato di un servizio così importante quale è il nido d’infanzia.  Il comitato dei genitori, dopo un primo incontro con il dirigente Zampolini, firmatario dell’atto di chiusura, NON CI STA e ha deciso di fare fronte comune, insieme alla collettività di Collestrada.
Durante il suddetto incontro ci è stato detto che “L’asilo nido è un servizio individuale” e non quindi essenziale come la scuola materna o la primaria e chiudere la struttura di Collestrada, che non presenta più le caratteristiche di conformità per ospitare i bambini, non è cosa grave per il comune di Perugia.

Ci viene fatto gentilmente notare, inoltre, che nel 2016 i bambini non sono accompagnati a scuola con il cavallo o a piedi come nel 1800 e che il territorio è ad ogni modo ben servito, considerando che ci sono due strutture vicine, quali quelle di Balanzano e Ponte san Giovanni.

Lasciando libero chiunque legga questo documento di farsi un’idea riguardo alle possibili risposte alle suddette affermazioni, poniamo delle semplici domande: i diritti dei nostri bambini verranno così rispettati?

I bambini da 0 a tre anni vivono un momento speciale di crescita e di sviluppo che non avrà eguali durante nessun altro periodo della loro vita, ma hanno bisogno di “continuità”, termine che dovrebbe essere conosciuto agli addetti ai lavori! La Legge Regionale 30 del 22 dicembre 2005, non dovrebbe sostenere i diritti dell’infanzia, riconoscere il pluralismo delle offerte educative e del diritto di scelta delle famiglie, promuovere ed organizzare il sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia?

Come non considerare, a questo punto, il vero problema che si cerca di nascondere: non ci sono soldi da investire nelle strutture già esistenti, e soprattutto non c’è interesse da parte dell’amministrazione di aiutare le famiglie, come invece palesato nelle varie campagne elettorali.

Abbiamo proposto di visionare alcuni spazi del Comune non utilizzati, sempre nelle zone limitrofe al nido, ma ad oggi la soluzione sembra impraticabile a detta dei tecnici.

Riportiamo un passo di Cristina Moretti sull’importanza del servizio che il nido offre ai bambini e alle famiglie: “L’asilo nido è un servizio educativo e sociale che favorisce, in collaborazione con la famiglia, l’armonico sviluppo della personalità del bambino, promuovendone l’autonomia e la socializzazione. È un contesto socio-educativo, un luogo di allevamento e di vita dove i bambini fanno delle esperienze educative e i genitori trovano soluzioni di cura e di supporto, oltre che una condivisione della responsabilità educativa. Il nido è anche un luogo in continuo sviluppo e cambiamento.

La cultura pedagogica odierna si basa sul principio della diversità di ciascuno e mira alla valorizzazione della specificità, dei bisogni e dei percorsi di apprendimento dei singoli bambini. È un’occasione straordinaria sia per il bambino sia per la sua famiglia. Tra le varie funzioni del nido è importante sottolineare quella sociale, che media le possibili difficoltà relazionali, che supporta la famiglia nella problematicità del vivere quotidiano, che è di riferimento alla madre, anche contenendone e sostenendone le fatiche e i dubbi. La fascia d’età tra i 3 e i 36 mesi è un momento estremamente delicato per l’evoluzione e lo sviluppo del bambino, è proprio questo il periodo in cui si pongono i fondamenti per costruire la struttura psicologica che accompagnerà il bambino nell’età adulta.

La frequenza di un buon asilo nido stimola e aiuta la crescita e lo sviluppo delle potenzialità del bambino in una fase dell’età fondamentale come quella dai 3 ai 36 mesi. La funzione dell’Asilo Nido, in stretta concertazione con la famiglia, assume quindi connotati di primaria importanza nella costruzione del rapporto di fiducia verso se stesso e di indipendenza che il bambino deve conquistare nei suoi primissimi anni di vita. Alla base della riuscita di questo progetto, risulta indispensabile la relazione con la famiglia, basata sulla collaborazione e la fiducia reciproche affinché il bambino possa beneficiare di un flusso di continuità affettiva, dal genitore all’educatore, che accompagni costantemente le sue giornate.”

Ogni Comune dovrebbe avere cura di servizi così importanti e primari per i propri cittadini e non andare lì a razionalizzare le spese, senza considerare i disagi che si andranno a creare in un quartiere importante della propria municipalità.

Ripercorrendo le tappe che ci portano qui oggi a fare fronte comune per opporci alla chiusura del Nido magnolia, vediamo che il 24 febbraio il Comune firma la delibera di chiusura, le famiglie vengono avvisate un mese dopo esattamente il 23 marzo in sede di riunione presso l’Asilo, senza considerare che i rinnovi per il secondo anno nido hanno avuto scadenza il 31 marzo e sempre nella stessa data si sono aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2016/17, dove il Magnolia non è più presente come scelta fra le varie strutture comunali.

Infine ci domandiamo come mai solo lo scorso venerdì 25 marzo il Sindaco Romizi e l’assessore Wague siano andati a visionare la struttura, solamente dopo che il comitato mamme avesse iniziato a pubblicare le proprie opinioni sui social network iniziando a fare rumore sulla questione.

Non era forse più giusto parlarne con i genitori e visitare la struttura prima di decidere di chiuderla?

Chiusura asilo nido Magnolia

Detto questo il comitato dei genitori e la collettività di Collestrada si organizzeranno in una protesta nelle modalità che renderemo pubbliche a breve.

1 Commento su Chiusura asilo nido Magnolia Collestrada, ora parlano i genitori

  1. Credo che la cosa veramente brutta un tutta questa storia sia il modo in cui sia stata presa questa decisione il modo in cui è stata diramata e la poca considerazione che questa amministrazione ha per l’opinione pubblica…a mio parere è solo una questione di tagli di spese e purtroppo come sempre questi vengono fatti nell’istruzione è una sconfitta per tutti…non deve finire così

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*